Fabio Palma

Infinite jest

Luglio 24, 2015
di Fabio Palma
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BEYOND THE LIMITS

Non c’è uno sport facile, non ce n’è. Oddio, qualcuno è MOLTO più difficile di altri, eh. La pallavolo, per esempio, è un vero casino, fra l’altro taglia alla base molte velleità di protagonismo perchè hai un solo tocco. Ma così ad occhio immagino che il salto con l’asta sia qualcosa al di là della perseveranza, come diavolo si fa, anzitutto, a piegarla, quella roba? Non parliamo di correrci insieme, e poi decidere ad un certo punto di partire verso l’alto…mah…mi son sempre chiesto come si fa ad apprenderla, una cosa simile.
La corsa è anche molto difficile, ma sui dettagli, proprio come il nuoto. Se ti metti a correre, ce la fai. Poi farlo bene, altra storia. Poi ci sono quelle dure, e quelle meno dure. E di una cosa sono sicuro al cento per cento, la corsa in montagna è dura. E di un’altra cosa sono certissimo, quelli che la amano hanno per essa una passione viscerale.
Così quando lo scorso Settembre eravamo alla Zacup Skyrace del Grignone a filmare qualcosa, Yuri fu subito colpito dai volti. Per uno che fa nuoto, la fatica non è ignota. Ma la questione dei volti a nuoto sfugge, per ovvie ragioni, guardi e ragioni su mille cose tranne che sul volto, tuo e degli altri. Invece tutte le corse hanno le smorfie come indice di te stesso e dei tuoi avversari, al solito mi viene da mettere la boxe al primo posto di questa speciale classifica dell’importanza del volto, ma la corsa, insomma, è ben messa. Nella corsa in montagna, poi, il sospetto che l’avversario sia più che altro la pendenza e te stesso, e soltanto diversi pensieri dopo venga quello che ti sta davanti o dietro, beh, questa è un’altra constatazione che ci venne.
Qua e là leggemmo e ci dissero come questa fosse una delle corse più belle e dure dell’arco alpino, sulla bellezza ho pochi dubbi, beneficia di un percorso che…beh, vengono da tutto il mondo per vedere un panorama così, vuoi mettere correrci dentro? Comunque questo è il trailer, o promo, che Yuri ha realizzato col poco che riprese l’anno scorso, e con quanto del percorso è stato ripreso nelle scorse settimane. Si voleva esaltare bellezza e fatica, insomma.

La musica…particolare, con due stacchi che Yuri ha anche parzialmente modificato. Non è una musica per tutti, mi ha detto, perchè i due cambi melodici possono spiazzare coloro a cui piacciono le cose molto semplici e lineari. Ma lui (Alberto Zaccagni, tuttofare di questa magnifica corsa, n.d.r.), si vede che è una persona a cui piacciono le cose difficili e complesse.

La serenità e lo stupore e la frenesia del respiro, come combinare immagini con un montaggio e una musica efficaci?

Ecco qui

 

 

 

Luglio 20, 2015
di Fabio Palma
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ESCAPE FROM REALITY

So bene come ci sia un sacco di gente che piglia al volo le poche ore lasciate da settimane dure e toste per letteralmente scappare e magari perfino a metà pomeriggio essere di nuovo all’attenti davanti ai doveri. L’ho fatto anch’io, eh, comunque c’è gente che lo fa così spesso che davvero mi dico, cacchio, che fibra. Svegliarsi stra-presto, pensieri ancora non buonissimi che rompono le palle, etc etc.
Non tutti lo possono fare, dipende da dove vivi, eh. Ho detto al Piccardi, una volta: guarda, se nasci in Ciad, anche se sei veloce la finale olimpica dei cento metri te la scordi. Poi magari non è sempre vero, la boxe è piena di gente nata in posti allucinanti che ce l’ha fatta, e alla grande, ma comunque…sto divagando. Dicevo che dipendi da dove abiti, e indubbiamente dalle parti di Lecco, fino a Milano e oltre, c’è la possibilità, al costo di sbattersi mica male, di uscire proprio dal mondo di tutti i giorni e trovarsi nel così detto ambiente, quelli che vanno in montagna chiamano AMBIENTE quel contesto in cui le difficoltà assumono diciamo un altro valore. Patagonia, ovvio, è ambiente. Baffin e Groenlandia, pure. Oggi, per esempio, la maggior parte della Alpi come ambiente è molto meno di qualche decennio fa. E sopra Lecco?
L’idea la ebbi nel Settembre 2014, poi ci sono state molte, ma proprio molte riprese, lo scorso Inverno. Voglio dire che Filippo Salvioni le ha fatte proprio bene, in totale accordo con Yuri (storia di profili colori, etc), e che poi abbiamo beneficiato di grandissimi contributi di Cesare Castelnovo e Riccardo Mojana, e qualcosa ha ripreso Yuri stesso. Poi gli alpinisti-attori, ovvio, senza di loro che fai? Quindi Silvano Arrigoni, Lorenzo Festorazzi, Luca Bergami e anche loro amici.
Ne è venuto fuori un gran bel cortometraggio, posso proprio dire molto molto ben fatto, ce lo hanno detto insomma, gente anche straniera che sa. Poi qualche settimana fa è uscito fuori questo bando, e in due giorni e mezzo molto corposi di lavoro certosino sono usciti questi 60 secondi, quindi ora abbiamo anche un trailer che partecipa ad un concorso, già essere ammessi pare proprio sia stato un exploit. Il nome è appunto dedicato a tutti quelli che rapinano le ore a mille stress per vivere queste cose. Il cortometraggio lungo fu proposto alla nostra serata l’11 maggio, e ci fu un grande applauso che fece molto, molto piacere. in qualche modo sarà anche pubblicato pure quello. Per ora, ecco questi 60 secondi. Ah, ringrazio anche un ex professore di Yuri che certamente ha lasciato un’impronta indelebile in tutto quello che fa e farà.

http://www.epictv.com/media/competition/escape-from-reality-%7C-alpinism-above-lecco-northern-italy/602650

Luglio 10, 2015
di Fabio Palma
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DA UNA CAVA AD UN’OASI

Era il sogno di un ragazzo scomparso giovanissimo, questo posto.

Nella potenza straordinaria del 4k (e con una tecnica pressochè sconosciuta), ecco come Yuri ha visto l’oasi di Baggero, una ex cava portata ad una bellezza suggestiva. Personalmente, questo video mi ha totalmente stupito

 

https://youtu.be/twlcb5zlTfE

Luglio 9, 2015
di Fabio Palma
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LA GRIGNA IN 4K

Sì, in 4k.

ok, ok, non è ancora un gergo comunissimo…ma sappiate che fra tre anni, o prima sarà standard. E tutto apparirà incredibilmente più dettagliato. Le cose belle saranno ancora più belle, le cose brutte…mostreranno meglio la loro bruttezza.

Qui, credetemi, c’è solo del gran bello

 

https://youtu.be/Qa1yr1ciI9A

Luglio 8, 2015
di Fabio Palma
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Un casino che non vi dico….

Era il 3 Novembre 1995. Secondo giorno di lavoro in Philips.
Impossibile dimenticare, perchè ero su un aereo per l’Olanda, e iniziava un periodo di ben nove mesi all’estero, con frequenti avanti e indietro nei week end. In pratica, mi avevano fregato: avevo iniziato il Lunedì, e alle 11 il Presidente della Philips vision di Monza, tal (grandissimo) Panzeri, mi disse, visto che lei è esperto in digitale, la mando là come esperto di Monza nel progetto tal dei tale.
Primi giorni da incubo: non capivo una mazza, parlavano in inglese velocissimo, e con un sacco di acronimi, ovvero quelle sintesi di due o tre lettere che se sai cosa vogliono dire ok, ma messe lì così, in un discorso, ciao…
Ero l’italiano e, come dire, non è che fossero molto ben disposti verso gli italiani, eh…ero l’unico italiano di un gruppo di progetto che doveva arrivare alla prima videoconferenza domestica del mondo.
Ci misi tre settimane a capire qualcosa, la sera andavo in un ristorante italiano e mangiavo l’impossibile, anche per sfogarmi. Una sera sì e tre no mi veniva da piangere. Davvero, eh. Allora allenavo a calcio a 5, mi mancavano i ragazzi, mi mancava il posto di lavoro che avevo lasciato, etc etc. Ehi, ero un emigrante di lusso, per l’amor di Dio, ma proprio ci stavo male, là.
Sì, ne sapevo di elettronica, sia analogica che digitale, venivo dalla Laben, mica paglia. Un po’ come oggi ne so di arrampicata, alpinismo, costi di chiodatura…
Quindi più o meno alla quarta settimana alzo la mano in una riunione, erano presenti tutti, immaginate l’italiano fino a quel momento zitto che interviene, inglese anche un po’ così, e dice: ho studiato un po’ l’architettura, con una FPGA Altera si possono eliminare dieci componenti almeno e comandare direttamente etc etc…gli dico quanto costa quella FPGA, capo progetto era uno di 2 metri e 110kg, mentre il super boss coordinatore (che il primo giorno mi aveva accolto Italian? Spaghetti, mafia and Berlusconi….giuro…) ascolta, e insomma la finisco così: 3 dollari di risparmio.
Beh, il piano era venderne qualche milione, quindi, come dire…
Ragazzi, parte un casino che non vi dico…una bomba.
Settimane di bombe…il Panzeri che riceve un fax che dice, l’ingegnere italiano non si fa i fatti suoi, Panzeri (miticissimo boss che andava in giro con camicia sbottonata e senza cravatta, uno che sempre e comunque sarà mio idolissimo anche se non lo vedo dal 1999 circa) mi richiama a Monza, mi ascolta, fa partire un altro fax indirizzato molto, molto molto in alto, che dice che per coprire errori di progettazione mi vogliono mettere da parte, mi rimanda in Olanda e mi dice, non aver paura di dire quello che sai, vai tranquillo, Panzeri era uno che aveva l’onestà nelle vene, e le palle grosse come pettorali, dico alla fidanzata (oggi moglie) che me ne sto in Olanda più di due mesi, a questo punto, me ne sto per una certa questione di principio, il tutto durerà nove mesi, io progetterò la FPGA, parte una board che mi faccio da solo, e che FUNZIONA, il risparmio preventivato funziona, io sono solo in un angolo con l’unico oscilloscopio Le Croy ultra moderno che sono andato a farmi prestare ad un altro piano, il piano dei progettisti FPGA della Philips, che mi accolgono, mi prestano ‘sto coso, e mi dicono, vai giù duro, tanto a noi non serve adesso, ne abbiamo un tot, fagliela vedere a quelli lì, non capiscono un cazzo, in pratica c’era un piano di olandesi che mi trattava alla grande e che mi dissero che erano stati non coinvolti nel progetto per far lavorare il piano sotto (oh, mica solo in Italia, eh…), e un piano dove mi detestavano, fra l’altro questi ultimi pensavano che lo facessi per carriera ma a me DELLA CARRIERA NON ME NE FREGAVA PROPRIO NULLA, né allora né adesso, è che gli sprechi non mi piacciono, le persone losche non mi piacciono, i viscidi non mi piacciono, quelli che fregano alla comunità non mi piacciono, i falsi non mi piacciono, e neppure i carrieristi non mi piacciono (PERCHE’ PENSANO SOLO A FAR FUORI GLI ALTRI, NON A FAR BENE LE COSE), e così via. Ok ok, quella era un’azienda privata, ma perchè buttare i soldi nel cesso?
Niente, poi la cosa non si fece. Un casino che non vi dico. Al nono mese, tutto pronto per la produzione, venne fuori che la Homevideo conference Philips costava di più, in architettura, della concorrenza. Sarebbe stata competitiva con la mia FPGA, peraltro, ma la linea di produzione era stata progettata per l’architettura…costosa…ci fu una riunione a 50 persone, progettisti, product manager, boss, presidente di qui e di là, una roba da dieci ore, tensione alla via lattea, e su una diapositiva proiettata anche la mia architettura, il mio inglese un pò migliorato, spiego tutto, ragazzi, UN CASINO CHE NON VI DICO, fra l’altro ero in giacca e cravatta con ascelle pezzatissime.
Conclusione, progetto stoppato, Panzeri mi richiama in Italia, mi fa, bravo, avremmo prodotto una cosa invendibile (era Monza che avrebbe dovuto produrre), poi anni dopo chiuse la fabbrica di Monza, e poi piano piano sparì la Philips consumer, che oggi non c’è più, mi dissero che negli anni ’80, gli anni del post-brevetto CD, c’erano champagne a fiumi e alberghi 5 stelle alle convention, la Philips faceva il bello e il cattivo tempo nell’elettronica e sbaragliava tutti…i migliori centri di ricerca erano Philips, ragazzi, sono usciti dei nobel della fisica dalla Philips, sono usciti brevetti che hanno fatto la STORIA dell’elettronica.
E ora non c’è più nulla.
Storia di sprechi, sprechi, sprechi, che alla fine ammazzano anche un toro. Perchè il toro può avere delle gambe fortissime, ma se diventa obeso cade anche lui.
La morale?
Niente, w i Ragni di Lecco e chi ama portare il mitico maglione rosso. E tutti gli appassionati che ci seguono e capiscono la nostra filosofia, la nostra visione, e la nostra storia. Purtroppo, come avete capito tutti al 99%, certa gente te la ritrovi in tutti i settori…poi, quando diventa evidente (numeri son numeri, eh…) che hanno sbagliato tutto, mica chiedono scusa…anzi, non stanno neppure zitti e non spariscono!!

Giugno 19, 2015
di Fabio Palma
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IL FILM SULLA ULI BIAHO

Nel link qui sotto potete leggere altri aneddoti sulla produzione di questo film, da oggi in edicola, ma poichè questo è il mio blog personale, posso aggiungere una cosa.

E’ stato il lavoro più complesso a cui abbia partecipato dal 1990 ad oggi.

Nel 199o ero al Cern, il team era tosto, e io ero probabilmente il più scarso. A dire la verità, ero un pò titubante sulle mie capacità, mi sembrava di essere circondato da mostri, erano tutti spaventosamente intelligenti e preparati, Andrea vacchi, Emilio Gatti, Marco Sampietro…colossi della fisica e dell’elettronica. Io davo tutto, ma quel tutto mi pareva nulla. Breve esame di coscienza, e me ne andai dal mondo dell’universitario. Sbagliando? Forse, chi può dirlo. Se errore ci fu, è datato 1984, quando non mi scrissi a Lettere o Filosofia.

Dal 1990 in poi, lavori progressivamente più carichi di responsabilità, a volte giornate eterne, ma la difficoltà vera era trascurabile. Compresi la differenza fra complesso e complicato. Avevo a che fare con complicazioni continue, ma il complesso, ciò che era complesso, era da un’altra parte.

Il film in questione, invece, è stato una vera e propria impresa complessa. Una cosa enorme, per i mezzi e ciò che era a disposizione. Ha avuto delle ripercussioni, non semplici da gestire. Ci sono stati problemi di salute. Non insignificanti. Per me, semplicemente, era necessario alzarmi mai dopo le cinque per lavorarci subito, e prima di dedicarmi alla mia vera attività professionale, ma per Yuri è stato un lavoro immenso. Un salto assolutamente esagerato. Per difetto, ci ha lavorato intorno 200 ore in 9 mesi. Domeniche da dodici ore…

Era da fare? Penso di no. Ma il risultato c’è

http://ragnilecco.com/29630/

 

Maggio 20, 2015
di Fabio Palma
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LA LIBERAZIONE DEL GESTO

Prima di ricopiare quello che ho già scritto su Facebook volevo scrivere qualche cosa su come è stato realizzato questo video.

A me è sempre piaciuto vedere cose nelle quali la tecnica si sposasse al contenuto, quindi per esempio bello vedere una corsa e correre, ma ancora più bello vedere correre Gebrselassie o Bolt o Michael Johnson, per dire.

Ecco perchè tutto il contenuto, e anche qualcosa in più, che è riportato sotto, è stato costruito con largo uso di tecnica.

Tanto per specificare meglio, sia Yuri che Filippo Salvioni che Francesco Torquati Gritti, nelle riprese indoor, hanno utilizzato alcuni accessori (due steady e tre sliders, di cui uno motorizzato e uno di tre metri) che esaltassero la dinamicità propria di un ragazzino e ahimè lontano ricordo man mano che si avanza nell’età…sul colore, sono state fatte riprese secondo un profilo colore di camera richiesto da Yuri, che poi gli permettesse una color correction come quella del video, dove le ombre intorno ai volti sono accentuate, e così via. All’esterno, in val di Mello, il crane che abbiamo e ancora la steady ma soprattutto la V2, che permette 60 scatti al secondo in Raw, ha permesso nel video sequenze di scene con slow motion, movimenti da alto in basso, corse (come quella con steady in mano verso le due ragazze, nei titoli di coda), color correction accentuata sul movimento sulle rocce.

La musica, poi, è stata scelta da Yuri secondo la logica di dare un forte impatto ai cambi scena (e questo poteva anche essere risolto con musica elettronica più spinta), ma anche con un certo tono serio, che ha voluto lui, perchè “lo sport, quando lo pratichi veramente è serio anche nel divertimento”. Amen…

Sono arrivate un pò di mazzate negli ultimi giorni, non solo alcune tutto sommato “lontane”, come quella di Dean Potter, anche tante storie molto più vicine e se vogliamo comuni. Quindi sono un pò a disagio nel postare questo video che è tutta gioia e allegria, dal titolo alla sceneggiatura, fino al lavoro che c’è stato nel costruirlo, lavoro certosino dalle riprese al montaggio, lavoro che porta allegria e serenità come tutte le cose che ti piace fare e dove l’accumulo di ore non pesa.
C’era a tavolino la voglia di sottolineare alcune cose; per esempio i volti, non ancora segnati come è ovvio che sia già da quasi subito dopo l’età dei protagonisti. La dinamicità e la destrezza, che sono merce rarissima perchè non ce la curano, non ce la fanno mai curare, e invece secondo me è una cosa bella e io che non l’ho mai avuta, anzi forse l’avevo proprio a quell’età a ricordare certe cose (salto di un’intera tromba di scale, e salto di una macchina da un muretto, questo a scuola, alle elementari. Se lo facessi adesso penso che non basterebbero tre barelle). Poi una cosa comune a tutti gli sport, ma non solo, e cioè che c’è un percorso che ha pure tratti in bianco e nero, e questi tratti sono anche spesso corridoi più lunghi delle zone a colori, che a loro volta possono essere sotto e senza riflettori, e magari la parte dei riflettori è quella più dura da sostenere perchè ha dietro un tabellino e un giudice, e così via, insomma chi ha costruito il video ha voluto dire tante cose e anzitutto voglio ringraziare già tantissimo chi mi ha scritto per questo video, e poi, moooooolto retoricamente, vorrei dire che ci sono prove della vita infinitamente più toste da sostenere che non un allenamento o una gara etc etc, e anche questo voleva essere detto nel video, con l’ultima parte che è la naturale evoluzione dell’arrampicata ma se ci pensate anche di quasi tutti gli sport, la fortuna di poter applicare in serenità ore e ore di allenamento, di gestualità, di prove e ri-prove.

Maggio 18, 2015
di Fabio Palma
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Ciao Dean

Ho appena saputo che un amico, anche se è strano parlare di amicizia per una persona con la quale sono stato insieme appena due giorni, è morto, perchè qualcosa di quello che ha fatto tante volte non è andato bene.
Quando organizzai la sua serata, mi rispose per mail di sì, poi per mesi scomparve. Andai come da appuntamento all’aeroporto e in effetti lo vidi, sospiro di sollievo, e poi mi disse che non era uno da mail. Pur diventato famosissimo, era rimasto un ragazzo selvaggio nelle abitudini, nell’uso della tecnologia, forse anche nei rapporti umani. Erano le dieci di mattina e mi disse, oggi è il mio compleanno, conosci un posto dove posso lanciarmi per festeggiare? Io neppure capii molto bene, eravamo in macchina, giornata stranamente serena, ero sulla ss36, di fronte il barro e in un angolo a sx dell’orizzonte il forcellino, ovviamente non ne sapevo nulla di base jump ma supposi gli servisse una parete dritta, così gli feci, boh, che ne dici di quella là, Dean? Disse, bella, andiamo. Telefonai a Marco Anghileri, anche Marco non c’è più, gli chiesi, Marco, ma secondo te alla fine del Forcellino la valle che parte va comunque giù molto verticale o si raddrizza? panico, oh, c’era da ricordarsi bene, Dean voleva lanciarsi!! Marco era alla bastionata a scalare, chiamai anche Klaus e gli dissi, oh, vuoi fare delle foto, e poi Andrea Gaddi, perchè volevo riprenderlo. Andammo su, era mezzogiorno, Dean guarda giù, si gira, mi fa, lancio un sasso, contiamo insieme, lo lancia, poi mi fa, secondo te quanto vento fa, volevo dirgli, porca miseria Dean, che cacchio ne so quanto vento c’è???, comunque si prepara, dò una telecamera ad Andrea che preso dall’emozione filmerà zero, Klaus farà una serie di scatti bellissimi, Dean si lancia e io rimango con la telecamera in mano e dico una parolaccia dalla fifa che mi prende, Marco mi chiama dal parcheggio dell’orsa e mi fa, fantastico, è qui, tutto bene, poi andiamo da sport specialist alle 4 del pomeriggio, guarda il piazzale, mi fa, avete una slack line, perchè?, la attacchiamo fuori, voglio far vedere alla gente la slack, mi dice che la slack è la cosa più bella del mondo perchè la può praticare un bambino e un 80enne, parte un’ora di lavoro con tanto di camion che a momenti fonde per tirare sta cacchio di slack, cinque metri dal suolo, e prima e dopo la serata Dean Potter cammina per 30 metri sopra la gente, ovviamente slegato, e la gente lo guarda e quasi piange dalla commozione, fu la serata più bella che organizzai e che in generale vidi, una serata con dei video spaventosamente belli, erano della National Geographic alcuni, capirete, e dei disegni animati che poi chiesi a Pietro Porro di descrivere quello che successe ai due Matteo a 20 metri dalla fine della Ovest della Egger con dei disegni animati, ricordo poi che per settimane mi dissi e ridissi, che bello sarebbe costruire una serata come quella di Dean, proprio come quella di Dean, con video e film così, insomma a me Dean non mi ha ispirato per il base jump, per i free solo, per i record di velocità, per la sua vita selvaggia, niente di tutto questo era alla mia portata, neppure la sua amata slack line, figuriamoci, ho l’equilibrio di un camion a tre ruote, no, mi ispirò per la sua incredibile capacità di raccontare alla gente tramite video di qualità altissima con emozionalità spaventosa, ci parlai a lungo, quel ragazzo non più ragazzo ma selvaggio dentro e fuori amava le cose belle e tecniche, parlava di video e film come se fosse un regista, vide il dito dones e il ponte di ferro di lecco e mi chiese, facciamo un video che metto la slack tra ponte e ponte, e poi tra dito dones e parete, la tua città sarà contenta, ovvio, lavorando con la national geographic aveva acquisito il senso del gusto e della spettacolarità non fine a se stessa, ricordate la sua slack con la luna dietro, Madonna santa che roba bella, Dean nella sua vita ha fatto solo e solamente cose belle, che si vedono solo e solamente in video e film belli, mi ha lasciato questo. Scusate ma sono proprio triste e questo scritto si perderà, ovvio, ma se conta qualcosa un profilo, non potevo non mettere sul mio un omaggio al grande Dean

Maggio 10, 2015
di Fabio Palma
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LA DISUBBIDIENZA

Ieri sera mia madre mi fa, al telefono, “sei disubbidiente”.
Siccome ho ritrovato qualche quaderno delle elementari, mi sono detto, controlliamo. Ho avuto questo pensiero così forte che alle 5.00 ho aperto lo scatolone e…ci ho messo poco, eh. Beh, sono coerente.
Fra l’altro mia madre ha due aggettivi che usa stabilmente da illo tempore, attento e disubbidiente. Attento in realtà non è come lo si può pensare in veste positiva, è preceduto da STAI.
Me l’ha detto talmente tante volte che inevitabilmente ne ebbi rifiuto mentale fin da diciamo gli 8 anni. Non a caso avevo l’imbattibile record di note delle elementari ( 52, ho le prove), sono stato uno dei più pericolosi driver di motorino di Cinisello Balsamo (Madonna santa santissima ti prego fa che mio figlio continui a esser indifferente alla richiesta…che al pensiero di me a 14 anni che prendo l’autostrada ad Agrate ed esco a Sesto e per sfida vado in terza corsia…) e diciamo che pure dai 40 ai 47 circa non sono stato l’esempio più limpido del rigorosamente carefully.
La disubbidienza devo dire che l’ho anche registrata negli ultimi anni, e mi sono ritrovato con nuovi amici, potrei dire colleghi ma non è certo lavoro (cioè lo è ma avete capito…tutti quelli che si sbattono per associazioni varie capiscono benissimo…), con i quali abbiamo disubbidito qua e là a varie cosette. Ora io non voglio incitare alla disubbidienza, eh, insomma mi sono un pò arrotolotato in contraddizioni, ma diciamo che se da un paio d’anni riusciamo a costruire serate così, è perchè anche c’è stata disubbidienza.
E speriamo che tutto funzioni, porca miseria
http://ragnilecco.com/serata-maglione-rosso-film-programma/

Aprile 26, 2015
di Fabio Palma
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11 MAGGIO, vi aspetto a Lecco

Cina, Kirzighistan, Groenlandia.

Ma anche Grigne, ragazzi e bambini che scalano, Val di Mello, Molise.

Sono i video, cortometraggi e film che faremo vedere l’11 Maggio a Lecco.

Un solo vero film, quello della Groenlandia e la fantastica avventura di Matteo Della Bordella e i suoi compagni, realizzato da Filippo Salvioni, regista di grande, grande talento. Alla sua prima prova con un film, mentre su video e documentari non c’è proprio da discutere, visto il suo curriculum. Fra l’altro, anche il Kirzighistan è suo, ed è stato selezionato dal filmfestival di Trento.

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Come al solito sarà una serata di patema e spero che vada tutto bene, i video sono di grande valore e sono sempre preoccupato di inconvenienti tecinci, visto che dobbiamo sempre allestire il luogo per essere all’altezza di una proiezione full HD. E non è la stessa cosa fidarsi di un proprio allestimento o di una sala già attrezzata.

Ecco i dettagli

http://ragnilecco.com/serata-maglione-rosso-coming-soon/