Fabio Palma

Infinite jest

Maggio 28, 2024
di Fabio Palma
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CAI CLIMBING TEAM

Qui invito a vedere questo video, realizzato da Yuri Palma, che presenta questo progetto

Sono riuscito a strappare Yuri dai suoi lavori di altissimo livello perchè volevo che QUALITA’ fosse la parola chiave del progetto proposto e motorizzato dal Presidente del Cai, Montani (una vera furia!!). In Italia vengono pubblicati video con riprese, montaggio e sceneggiature così scadenti (vedere interviste in palestra tutte virate al giallo o in esterni tutte bruciate è veramente scandaloso nel 2024) che soltanto un video a qualità alta poteva annunciare degnamente un’iniziativa che penso sia una vera e propria Bomba per l’arrampicata italiana.

Da QUALITA’ derivano i concetti di Attenzione ai dettagli, quindi competenza e meritocrazia. E quindi supporto a questi 6 atleti, super motivati e professionali. Dietro un atleta ci devono essere allenatori di alto livello (e visto il loro curriculum non vi sono dubbi) ma anche istituzioni, quindi società e dirigenti, all0altezza, e solo se la parola QUALITA’ è al primo posto le scelte di ruoli a supporto sono di conseguenza degne di loro.

In altre parole, fare un video orrendo su un atleta o un personaggio significa se va bene non avere competenza nella scelta, ma magari anche pressapochismo, chi di seguito nel caso di atleti implica contesti inadeguati.

Il pressapochismo e la mancanza quindi di Qualità è il cancro di ogni progetto, anche cool.

Maggio 20, 2024
di Fabio Palma
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NIENTE E’ COME PRIMA

Considerazioni sull’arrampicata e l’Olimpiade

Prima considerazione, sulla 4 giorni di qualifica olimpica appena avvenuta a Shanghai.

La Speed femminile vede vincere una cinese che si migliora in un mese di 6 decimi. Tre settimane fa si è scoperto qualcosa del nuoto cinese pre-Tokyo che manco Aldo Giovanni e Giacomo avrebbero divertito di più. E poi, “loro non credono alle coincidenze, ne hanno sentito parlare, ma non ne hanno mai visto una”

Ma andiamo avanti. (anche se è dura)

Fare dalla poltrona il Guru è tipico di chi non osa fare le scommesse sapendo che andrebbe sul lastrico perché lo sport è quanto di più lontano dal pronosticabile esista. Sono oramai un ex ingegnere, cervello imbolsito e asfittico, ricordo però che davanti a un problema di ogni tipologia possedevo un tempo un’arma micidiale, la matematica, supportata da quella meraviglia di scienza che è la statistica e affiancata da quella che “o ce hai o ne hai bisogno”, ovvero la Logica, e niente poteva fermarmi nel risolvere qualcosa di diciamo normale.

E invece nello sport fisiologia e insondabili meccanismi mentali rendono tutto assolutamente impronosticabile, é così per le squadre figuriamoci per gli sport individuali.

Quindi niente “io l’avevo detto* dopo Shanghai perché nessuno avrebbe scommesso 100 euro su niente. Solo un fatto è certo e inoppugnabile. L’Olimpiade ha reso l’arrampicata uno sport serio e maledettamente difficile, le coppe del mondo a confronto sono tornei estivi da vacanzeros milanesi e romani, i 9b/c di Flatanger e Ceuse passatempi per ottimi atleti, Burden of dreams e gli 8c/9a di blocco ottime occasioni di dibattiti social, della serie, é partito seduto o mezzo in piedi. Chiacchiere. Giuste anche. Ma dal 2021 in poi tutto é niente, conta solo L’Olimpiade. E i climbers non ci erano abituati, perfino i Campionati del Mondo erano garette rispetto a qualunque gara che ha i 5 cerchi in gioco

Esagero?

Leggete il post di Ondra, che travolto dalla tensione ha scalato in Lead lento, contratto, titubante, impaurito.

Ondra, mica un dopolavorista. E si mettano l’animo in pace arrivisti social che spalleggiati da sponsor furbi o pseudo riviste mandano proposte di serate e articoli con didascalie tipo, il miglior arrampicatore del mondo. Sono solo canzonette.

Dunque qualifiche devastanti ma con una Camilla Moroni strabiliante, allenata dal miglior allenatore italiano, il padre. Camilla poi non c’entra la finale a 8, ma è grandemente in ballo. Ho visto in semifinale molto, molto stanchi Filip, Stefano e Laura. Devastati. Così come è chiaro che sia Giorgio che Marcello non fossero al 100%, causa probabilmente la tensione per Giorgio, certamente per l’infortunio alla spalla Marcello.

Come tantissimi altri. Più la tensione o la formula lo ha stancati oltre misura? Chi lo sa. Solo i loro allenatori hanno i dati.

Nella Speed la tensione è ancora superiore, come in ogni sprint, come nei cento metri e nei 50 stile libero. Ma la Speed è ancora peggio. Bastarda come i tuffi, dico io, o la ginnastica artistica. One shot.

Siamo in ballo, con Bea, eccome, ma si decide tutto a Budapest, nella seconda prova. Mentre Aleksandra Kalucka fa il post dell’anno scrivendo che tutti e tutte hanno pianto prima delle gare, che a lei chiedevano come vanno i tempi, che nessuno le ha chiesto come sta, e che tutti stanno fieramente combattendo per un ticket olimpico.

Maggio 15, 2024
di Fabio Palma
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RISCHI E BENEFICI

Era tutto infinitamente semplice, da primo biennio liceo da 6 in pagella in matematica superando quei due mesetti dedicati alla Logica

  1. Il covid era micidiale dai 70 in su, innocuo dai 20 in giù, non fra le prime 40 patologie mortali fra i 20 e i 40
  2. Nessun vaccino impediva il contagio, dava solo protezione
  3. Potevano esserci effetti collaterali anche pericolosi per il vaccino, grandemente accettabile sopra i 70 anni, assolutamente inaccettabili sotto i 30 anni, da criminali vaccinare sotto i 20

Il perchè media, la gente, virologi veri o presunti, con grandi eccezioni silenziate, abbiano preso un vero e proprio colpo di calore nelle sinapsi di logica, tutt’ora mi rimane inspiegabile. Vero, la Logica è pochissimo affrontata negli studi, dimenticata in ogni piano di studio universitario, e così la statistica, ma i punti 1,2,3 erano inattaccabili e confermati da ogni report ufficiale governativo.

E allora, perchè???

Maggio 6, 2024
di Fabio Palma
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RINASCERE A 20 ANNI

Prima di parlare di vincitori e perdenti, un’ode al bronzo (ma già solo per esserci era da venerdì che questa premessa era nell’aria) a Naïlé MEIGNAN

2017: questa bambina prodigio sulla roccia fa l’esordio nelle gare U16 e in Europa non ha avversari. Così nel 2018 e solo nel mondo il pronostico non è chiuso. Esordio in Cdm nel 2019, non alla Garnbret ma dopo qualche gara lontano dalle migliori c’entra la semifinale. Si vede che per la Lead il fisico sconta la maturazione femminile ma la tecnica è sopraffina e nel boulder conta molto di più.

Ancora vittorie in U18, intanto, poi in primo terribile infortunio.

Un anno fermo e di mezzo pure il Covid con, ricordiamo, le politiche anti giovani, in Francia non esasperate come in Italia ma comunque esistenti.

Torna e nel 2021 é Campionessa mondiale U20. Che è buon messaggio al mondo senior. Passano neppure 2 settimane e un utente commerciale passa sotto di lei mentre si allena. Lei cade, lo colpisce, frantuma il legamento crociato anteriore.

Due anni ferma, due operazioni.

Ogni tanto andavo a vedere cosa facesse, a un certo punto era partita a fare Boulder top robe, la gamba ingessata.

Atleta finita nel fisico e nel morale, ma non nella speranza.

Ricomincia con le gare e la roccia in estate 2023. Non è male.

Poi sempre meglio.

Febbraio 24: vice campionessa boulder assoluta francese. FRANCIA. La decima francese in Italia darebbe molto fastidio a Camilla. Perché il loro settore tecnico e i loro tracciatori sono il meglio d’Europa e ragazze come le nostre fino all’U18 (Bea ci battagliava bene in Coppa Europa) sono diventate da semifinale CdM dopo i 18.

Nuovo Esordio in CdM, nona in qualifica ed è una vittoria. Guardo la semifinale. Sesta e la tifo manco fosse mia atleta.

Finale: niente Nba stanotte, niente Edwards (nuova superstar dello sport mondiale, ennesimo alieno nella lega dei galattici), e bronzo finale.

Fossi presidente di una grande azienda la chiamerei per una conferenza.

Fossi primo ministro le darei un’ora nel parlamento italiano con prova scritta obbligatoria di comprensione a tutti i deputati. Lavoro, professionalità, competenza, dedizione disciplina. Nello sport o ti dopi o quando fai una cosa del genere sei superiore al 99% del genere umano. Grazie ragazza.

Slobodan Miskovic – @xsloba / IFSC. This photo is for editorial use only. For any additional use please contact communications@ifsc-climbing.org Medal Event: Boulder Round: Qualifications Name of the venue: USA Climbing Training Center, Salt Lake City Name of the event: IFSC Climbing World Cup 2024 Location: Salt Lake City (USA) Athlete: MEIGNAN Naïlé

Veniamo alle gare

Nonostante numerose assenze (almeno 15 fra i migliori al mondo che fra pochi giorni saranno impegnati in Cina per la qualifica olimpica), la gara boulder maschile di Salt Lake City è stata stupenda con un sacco di sorprese e spunti.

Clamoroso il ritorno al podio dopo tre anni di Jacob Schubert, notoriamente molto a disagio nei Coordinativi e invece strabiliante e sicuro in quelli proposti. Quanti ne avrà fatti in inverno di ogni tipo e difficoltà? Il Kobe Bryant dell’arrampicata non si sarà certo risparmiato.

Grandiosa prova di Posch, grande speranza giovanile, per anni tamponato male dal mondo senior. Finire davanti a Tomoa Narasaki e Sorato Anraku sia in qualifica che semifinale é tantissima roba. Salto di qualità imperioso a 26 anni. D’altronde, dagli sport Seri sappiamo che puoi esplodere anche a 30 e perfino fino a 33. Sport Seri e durissimi. Dipende da tenacia e soprattutto contesti sociali. Federazioni e famiglia.

Sorato Anraku ha sofferto sia in qualifica che semifinale, non così alieno insomma, per poi dominare in finale. Ma non è sembrato imbattibile. Fuori dalla finale Tomoa, Toby Roberts e Colin Duffy, ma sono fortissimi, saranno sempre lì.

I nostri due Alfieri molto indietro dai primi, ma non sono professionisti e non hanno un team a supporto. Impossibile competere con l’Elite mondiale, così. Perché l’arrampicata da Tokyo in poi sta diventando uno sport serio, e negli sport Seri da soli Non si arriva nei primi 500 al mondo. Sarà così anche per l’arrampicata.

Speed dominata da Emma Hunt nelle donne e Samuel Watson nei maschi, mentre nel boulder femminile Grossman, sempre forse troppo magra e quindi da sottoporre a Dexa (e se sei sotto 14% di massa grassa a casa senza se, senza ma, senza certificati custom), vince mancando Garnbret e davanti a Bertone, poco brillante fino alla finale. Americane e francesi squadroni, sicuramente da copiare quanto a organizzazione tecnica. Anche la Slovenia molto bene e UK.

Noi non avevamo ragazze e penso sia sempre grave, perché è solo dalle gare che puoi capire, sia quando arrivi 10 che quando arrivi 80. Era una gara dove potevi finire 30 nel femminile perché dietro le potenze non ci sono comunque una cinquantina di fortissime come nei maschi. E le coppe Europa giovanili vanno bene fino a capire qualcosa ma il tutto lo si capisce solo fra i senior.

Last but not least, il tennis come qualunque sport serio ci insegna qualcosa e immagino sappiate dell’ecatombe dei migliori. DJOKOVIC, uno dei più attenti al fisico e alla salute fra gli umani da quando Agassi gli fece capire alcune cosette, a quasi 37 anni è quello che sta meglio fra i primi 10. Alcaraz e Sinner devono stare molto, molto attenti. L’usura ad altissimi livelli é sempre più alta in qualunque sport e gli allenatori hanno una responsabilità enorme.

Io sono fra questi.

La ifsc dovrebbe vietare certe tracciature fino all’U18 secondo anno, parlo di extrarotazioni spalle, coordinativi a 4 metri, e gli allenatori vietare certi tallonaggi e Lolotte. Fanculo il podio. Perché è un attimo finire la carriera a 16 o 17 anni. Legamenti e cartilagini NON hanno gli stessi fortunati processi di recupero dei muscoli. Bisogna fare pesistica già a 10 anni per proteggere il delicatissimo e vietare ciò che è troppo pericoloso prima di una certa maturità fisica.

Non sappiamo cosa ci sia nella Risonanza di Sinner, ma niente di bello, sicuro. E se posso suggerire anche a me stesso qualcosa, okkio e RM immediate alle spalle quando c’è qualcosa di sospetto

Aprile 24, 2024
di Fabio Palma
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NESSUNA FINE E’ MAI BELLA

Non conoscete i nomi? non è fondamentale per quello che voglio dire

Juri ha smesso nel maggio 2022, Samu a gennaio 2023, Giulia Passini nella Primavera 2022, Vera inizio 2024 ma praticamente luglio 2023, Giulia Rosa da luglio 2023 si allena da sola (ma non seguiva molto…), Simone, Cisky, Chino (cervellone), Tommaso M, Serena, assorbiti da università o vita in certi casi molto serenamente, Alessia sempre serena e molto libera, Iris diventata fuoriclasse sulla roccia, Framauri non so bene, Fraloca molto sul boulder outdoor,…

Della mia “generazione di fenomeni”, e chiunque non sappia cosa voglia dire questo termine deve andare obbligatoriamente a cercarselo, sono quindi al momento rimaste Bea e Vale.

Era scritto?

A vedere il corto Dream Mirrors parrebbe proprio di no, però i fenomeni Exit o Burn out sono noti e studiati e assodati, soprattutto in Italia dove famiglie istituzioni, scuole, amici e amiche, considerano lo sport dietro tutta una serie di obiettivi che in realtà sono veramente insignificanti rispetto a quelli sportivi. Una maturità scientifica con qualunque voto vale nulla rispetto ad una maglia della nazionale, una laurea triennale é assolutamente compatibile con una carriera sportiva fino a una finale italiana sportiva, una laurea magistrale in Italia invece molto meno ma è anche vero che per qualcuno che abbandona lo sport è tutto da verificare quale sarebbe la scelta di vita migliore. Penso a Juri, certo, che aveva molte chances di vivere di sport, come agonista, ma anche Giulia Passini poteva farcela, mentre tanti altri e altre avrebbero potuto continuare arrivando in finali italiane.

Guadagnandoci qualcosa?

Non faccio il Guru e non rispondo di sì. 

Dipende. 

Da che altro fai nella vita negli anni migliori, dai 18 ai 35. Perché dopo ne conosco ben pochi che hanno avuto la forza di seguire quello che amavano fare in libertà (uno devo dire solo io).

Abbiamo vinto così tanto che nessuna squadra lombarda vincerà mai tanto come noi, a livello lombardo. É sicuro. A livello invece nazionale potevamo fare di più, più podi e titoli nazionali. Ma alzando le asticelle tecniche e mentali é necessario avviare un processo di crescita che separa i forti e anche molto forti dai fortissimi. Processo che poi per qualcuno si ferma lì (come nel caso di Juri) e per altri continua per diventare Campioni. E poi qualcuno si ferma lì e pochissimi altri diventano Campionissimi. E poi naturalmente meno di 10 a sport per ventennio diventano leggende…

Che la cultura non solo italica dello sport sia infima lo si deduce da migliaia di commenti su Jacobs, Pellegrini nel passato, etc etc. Si leggono cose tipo “é bollito”, “é stata una meteora” relative a Jacobs, che per coerenza chiunque le scriva dovrebbe minimo, guardando alla propria vita, buttarsi da un ponte. Un oro olimpico nei cento metri più uno nella staffetta valgono non meno di un nobel della fisica o letteratura. Anzi di più perché i Nobel sono ahimè soggetti anche a politiche e quindi non sempre veritieri (Mc Carthy, Borges, Wallace senza nobel…), nello sport un oro olimpico é semplicemente da numero 1 al mondo e per sempre, e anche solo andare all’Olimpiade equivale a essere fra i migliori 20 o massimo 50 al mondo, che alzi la mano chi può dire ciò della propria professione o vita.

Un grandissimo allenatore mi ha detto, se hanno smesso con te, non c’era proprio niente da fare.

In realtà io avevo anche fallito con due fuoriclasse del calcio a 5, Giovanni Pietricola e Enrico Roma, e anche con loro, sicuri da campionato del mondo e gran stipendio, diedi veramente tutto il mio tempo. 

La mia migliore qualità è quella di pavimentare bene le strade verso l’eccellenza di sé; riconoscere un talento, affiancarlo… chi ne ha approfittato é stato Yuri, che pure le sue scelte di vita andavano contro quello che avevo immaginato per lui da piccolo, Matteo (Della Bordella), Bea e Valentina. Vero, Vale ancora non ha raggiunto l’eccellenza, ma la nazionale senior si, ed era partita dalle retrovie regionali.

Esiste una ricetta per raggiungere l’eccellenza di sé?

Si. 

Sono presuntuoso: si, e io lo so.

Una ricetta molto, molto complessa, con dettagli che toccano fisico tecnica mente socialità. 

Io quella ricetta l’ho completata, su di me, nel 2005. Dal 2005 al 2011 sono arrivato al Top mondiale in quello che facevo, scoprendo e valorizzando anche Matteo. Ho applicato la stessa ricetta a Bea, Vale, Juri, Samu, le due Giulie,… Con Pietricola e Roma era già stata abbozzata bene ma non del tutto.

Solo che la ricetta deve anche essere sposata da altri e per più anni. Mia moglie sposò la mia, per dire. 

Qualcuno sarebbe curioso degli ingredienti di tale ricetta, e in realtà sono i seguenti, ma non bastano gli ingredienti, vi avverto. 

Basta che il forno sia a temperatura sbagliata per dieci secondi e la preparazione di decine di ore va a ramengo. Per uno sportivo, basta un giorno di sgarro per fregare anni di preparazione. Nel lavoro é molto molto difficilmente così. In due giorni senza dormire al Cern nel ’91 assaggiai questa cosa, ma non la sedimentai. Per questo poi ho perso tempo dal ’92 al ’99.

1) l’eccellenza prevede severissime autodiagnosi. 

2) il tuo partner di vita (famiglia o fidanzato) deve essere totalmente dedicato a te. Ogni loro intralcio è gigantesco viatico al fallimento. Anche un solo genitore in famiglia che consideri uguale ad altri un Under 16 nazionale, e non invece qualcosa di unico, ecco, molto probabilmente sarà un grosso problema

3) il tuo allenatore deve essere dedicato a te completamente, indipendentemente da quanto lo paghi. Non deve dormire, per te. Deve sacrificarsi, per te. 

4) devi immediatamente consapevolizzare che 100/100 nella maturità non sono nulla per la vita. Non hanno nulla a che fare con cultura maturità crescita intelligenza. Anzi… quindi una quarta e quinta liceo non devono prevaricare passioni artistiche e sportive baciate dal talento.

5) gradualità. Accettazione della sconfitta. Non esiste fallimento se fai tutto quello che devi fare secondo l’allenatore. Le sconfittoe però ci sono e sono tante

6) flessibilità. 

7) mai fidarsi di sensazioni e convinzioni. Sbagliano così spesso rispetto ai dati matematici e statistici che parlerei di veri e propri inganni

8) Consistenza. Giorno dopo giorno. Per mesi e anni. L’atleta é persino più obbligato a essere coerente e consistente di un grandissimo ricercatore. Lo paragono all’astronauta. Durante una missione anche di mesi non puoi sgarrare un’ora. L’atleta di uno sport serio… Per anni… 

9) cultura. L’atleta deve leggere libri anche di grande livello e ascoltare, imparare ad ascoltare, musica di livello. La musica elettronica, il rap, il pop, il metal dozzinale, il rock dozzinale, non accompagnano: inibiscono. Di ogni genere c’è della specialità. Quella bisogna ascoltare. Perchè dietro un grande pezzo musicale c’è un impegno enorme, sulla singola nota cantata o suonata, dietro al dozzinale non c’è niente. Capire la voce di Cornell o Tate o l’assolo di van Halen o il testo di Nobody Home o perchè Fronte dal palco è stato come Made in Japan un live da oro olimpico. Capire il meglio di oggi, e ce n’è parecchio.

10) fortuna. Con due volti diversi. Riconoscere di avere una grande fortuna nell’avere talento e poterlo usare, ma nello stesso tempo avere e meritarsi fortuna. E compiere scelte che non siano mai irreversibili perché certamente in tal caso la fortuna ti abbandonerà 

Aprile 20, 2024
di Fabio Palma
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PENSIERI IN LIBERTA’- la CdM ARRAMPICATA 2024: 1)

Quando si dice anno olimpico, una folta stuola di dirigenti e burocrati si frega le mani,
allenatori e Ds pupazzi si atteggiano a recitazioni importanti, e centinaia di migliaia di
malcapitati atleti iniziano a sentire una pressione atmosferica ben al di sopra di quella ai
tempi studiata a scuola.
Più pesante l’aria umida o l’aria secca? Si sbaglia facile a questa domandina facile e si
sbaglia facilissimo in pronostici da anno olimpico perché le due cose sono accomunate
dall’eterno paradosso della sapienza umana: le sensazioni, e ci aggiungo le emozioni che
sono quasi sempre a braccetto, fanno sbagliare rovinosamente.
Di tutto questo preambolo l’arrampicata era esente e andava per conto suo, come il surf e
altri “muoversi” un po’ entrati nella sfera sport ma molto, anzi moltissimo, ancorati a un
pseudo romanticismo naif. Fino a quando 1) l’arrampicata non è diventata olimpica 2) un
diciottenne spagnolo rigoroso per due anni quanto un Phelps o un Bryant non vinceva la
prima medaglia d’oro olimpica, lasciando sgomenti e scandalizzati gli ammiratori di Ondra,
Megos e compagnia, che non avevano notato come il ragazzino avesse passato 104
settimane in palestre e gare e non, ad esempio, due mesi a Ceuse o Flatanger dietro a uno
dei tanti (sob) 9b.
Ora è più chiaro, anche se é un chiaro torbido, che già solo qualificarsi per l’Olimpiade esige
una dedizione da, appunto, atleta olimpico, per almeno un anno e facciamo pure due (e
presto si arriverà a 4 come negli sport serissimi), dove conta proprio tutto, anche la fortuna, i
regolamenti, la federazione, la famiglia, gli affetti, il sesso, la logistica, l’allenatore. Non so se
fosse sua, ma avevo una ventina d’anni quando mio padre, nel suo campo un Top mondiale,
incazzato come un’ulcera e dopo aver sclerato in una riunione in Giappone che divenne così
memorabile da ricordarla in Germania nel suo necrologio, mi disse, la catena si rompe
sempre nell’anello debole, e ne basta uno di merda per fottere tutta una catena di anelli d’acciaio.

Se siete arrivati fino a qui, allora avrete capito che c’è del peperoncino sparso, e veniamo ad
una freddissima analisi.
Jania Garnbret è ancora più dominante che nel passato, la sua muscolatura è da uomo
fortissimo, nel boulder avanza senza la minima screpolatura facciale laddove le altre tentano
coordinazioni alla spera in Dio, mentre produce Monobraccio ruotando il grande gluteo per il
migliore approccio biomeccanico tu spettatore pensi che ci sia qualcosa sotto perché da lì
era appena transitata Camilla furiosa, in grandissimo spolvero, giustamente urlando per noto
trucco di respirazione, e poi anche l’elegantissima Luo, la pur forzuta Erin McNeice,
l’elegante Avezou… Insomma, solo Nonaka, però affondata nella semifinale, aveva dato di
primo acchito una parvenza di “le darò fastidio”. Certo mancavano le americane e Orianne
Bertone, ma Jania dà l’impressione di non avere virtualmente limiti e la boutade puramente
giornalistica (incompetente) che per un paio d’anni ruoto’ intorno a Serena Williams e
Lindsey Vonn, “possono gareggiare con gli uomini”, che aveva meno fondamento di una
dichiarazione politica italiana, ecco, nel caso di Jania Garnbret, e lo so che fisiologicamente
sto per dire una bestemmia, mi pare quasi lecita.
Che poi, ci siamo detti, però quei muscoli super tonici, quella tremenda esplosivita’ associata
a una formidabile forza massimale, quei corpo grazie al cielo anche bello a vedersi e
incurante del giustissimo protocollo Red-S, fatichera’ almeno un pochetto nella Lead, dove sappiamo
dalla fisica che l’energia richiesta è ahimè grandemente spesa in energia potenziale per
combattere la gravità.
E invece il dominio tale é rimasto, e in una finale tracciata in maniera superba e davvero
maschile in certe richieste condizionali, Garnbret ha avanzato come in un 8a di Kalymnos
della grande grotta, mancava Mori ed è l’unico dubbio che ritengo lecito perché la
giapponesima è gestualmente parlando la migliore di tutti i tempi e chissà che cosa si
sarebbe inventata però… Però… Insomma non c’è stata storia neppure nella Lead, con flebile
ma spietata osservazione statistica: le già citate Luo e McNeice devono aver proprio
lavorato bene e con ottimi tecnici perché erano ben lontane nel 2023 da essere da primi
posti nelle due specialità, e invece eccole e per i ticket olimpici ancora da assegnare…
Caspita se daranno grattacapi.
La Speed, con buona pace di chi non ne capisce nulla di sport, é la disciplina più sportiva,
spietatamente meritocratica. Paghi sgarri di pochi giorni per mesi, come in tutti gli sprint e la
Speed è lo sprint più veloce che ci sia. E ormai la via originale di 6b+ vede oltre la metà di
prese e appoggi inutili, gli atleti vanno su a successione di boulder, i record del 2022 sono
stati sbriciolati e quelli del 2023 frantumati fra i maschi ed eguagliati tra le donne. Samuel
Watson io l’ho visto allenarsi per due ore e NON FA RUMORE con i piedi, che per la Speed
maschile è un assurdo, come se Jimeno o Manolo salissero in 4”798 15 metri di 6b+, missile
felpato. Però è uno sprint ancora più esigente dei 100 metri o 100 stile libero perché puoi
cadere, ed ecco allora le solite sorprese, che eliminano maschi da under 5” e la dicono
diventata troppo magra Hunt (speriamo che sia tutto ok), e alla fine vince il metronomo Peng
Wu, che pare non sbagliare mai e nella Speed è tanta roba quando hai tempi prossimi al
WR, e la solita Miroslaw, che si vede che sente la tensione anche più del lecito (questo
l’aveva fregata a Berna), e che però ha ancora due decimi sul meglio del resto del mondo,
che sono tantissimi.
Fossali strappa un quarto posto inaspettato ma giusto e su Instagram riflette su quanto sia
appropriato parlare di fortuna, e io dico che ignorare che la fortuna pesi é sciocco ma che
comunque se tu sei lì non è per caso (questa è la vera dicotomia: fortuna-casualità), fra le
donne scendere sotto i 7” almeno due volte è 100 per cento condizione sine qua non per un
podio e sappiatelo, é come l’8b a vista su qualunque tracciatura per le donne in Lead: non ci
sono e saranno eccezioni.
E perché ho lasciato per ultimi Boulder e Lead maschili?
Perché sono rimasto sconcertato…
Insomma, Anraku non ha vinto, il vecchio Tomoa è stato un’ira di Dio e si muove più giovane
di qualunque giovane, il forse troppo magro Toby Roberts (…) domina in Lead anche se un
certo passaggio che in finale ha bloccato tutti secondo me il vecchio Jacob l’avrebbe
passato.
Mancava Ondra, che il ticket olimpico se lo dovrà sudare eccome, e Milne mi conferma che
in UK devono avere strategie tecniche vincenti mentre mi sembra già l’europeo
potenzialmente più forte e completo il belga Van Duysen, 19 anni, uno storm nelle giovanili boulder,
fisicamente un gran bel vedere, diventato strafottente e quindi straforte anche nella Lead.
Sia chiaro, in un mese molte cose possono cambiare, ma Luo fra le donne e Van Duysen fra
gli uomini mi sono sembrate due new entry definitive nella super élite.
Come e perchè?
Sarà materia di analisi e studio per chi ci tiene a capire. E non è una chiosa casuale.

Febbraio 15, 2024
di Fabio Palma
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DA CHIGURH A…L’ATLETA DI SUCCESSO

L’allegoria è una forma potentissima di espressione perchè costringe anche a ragionare e rimane valida per millenni.

Il superbo dialogo di Cormac Mac Carthy fra i due killer, magistralmente rappresentato dai Flli Cohen nel film Non è un paese per vecchi (e il libro è perfino superiore), è, dopo il dialogo fra Gesù e Ponzio Pilato, l’allegoria che più mi ha scosso in vita mia. Fra parentesi, il dialogo sulla monetina nello stesso libro e quindi film, è al terzo posto…poi a ruota almeno una ventina sparsi fra la trilogia della frontiera e Meridiano di sangue.

Ma veniamo al dialogo

Anton Chigurh: Va bene. Toglimi una curiosità. Se le regole che hai seguito ti hanno portato fino a questo punto a che servivano quelle regole?
Wells: Hai una vaga idea di quanto tu sia pazzo?
Anton Chigurh: Parli della natura di questo discorso?
Welles: Parlo della tua natura… ti… ti posso dare i soldi. Anton.

==> non si può comprare il destino, non puoi sfuggirlo, non ci sono scorciatoie. Si fanno delle scelte, e il risultato finale è uno e uno solo, e non puoi più tornare indietro

E da qui potete ora leggere questo articolo con mio intervento

Novembre 9, 2023
di Fabio Palma
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INTERVISTA MERIDIANI MONTAGNE, 2022

Come è nata la tua passione per le scalate?
Avevo iniziato con Speleologia e Canyoning intorno ai 25 anni, poi per puro impulso
casuale intorno ai 30-32 andai un giorno da solo alla falesia di Civate, incontrai un ragazzo
che si terrorizzò ad assicurarmi perché caddi malamente almeno 5 volte ripartendo
sempre come se niente fosse. Diventammo inseparabili, e cominciai a scalare una volta la
settimana dal week end dopo che nacque mio figlio, ottobre 1999. Per giunta è il mio commercialista da anni, il mitico Gipeto, per l’apertura delle braccia.

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Come è avvenuto il tuo. cambiamento professionale da ingegneria alle scienze motorie?
Ho abbracciato molte passioni nella mai vita, per esempio dal 2005 al 2012 ho davvero
studiato tanto la letteratura americana contemporanea a livelli di Master universitario, e le
scienze motorie le avevo dovute apprendere a metà anni ’90, quando divenni allenatore di
calcio a 5 dopo aver rotto il crociato. Quando dovetti sostituire nel 2016 un istruttore dei
ragni con la squadra U14, ovviamente mi misi a studiare di nuovo per non fare danni. Il
corso di scienze motorie in questi anni lo trovai però molto arretrato. Mio figlio era
ossessionato dall’allenamento alla Forza, leggeva montagne di pubblicazioni straniere e
seguiva su youtube tutorial e lezioni di Guru americani, preparatori di campioni di NFL e
NBA. Quando Beatrice Colli partecipò a un raduno di valutazione della nazionale, chiesi a
mio figlio, e adesso? Mi passò metodologie e protocolli, li ho adattati, e mi tengo
aggiornato. Ho anche sperimentato alcune cose, ho pubblicato “Allenare i giovani
all’arrampicata sportiva”. Quel Manuale è tutt’ora mio riferimento, e arriva da due anni di
studi e sperimentazioni.

Risultati alla mano sembra che l’allenatore sia più importante dell’atleta. È veramente
così?

No, un fantino non è mai arrivato da solo al traguardo del Palio di Siena…ci sono allenatori
che rovinano carriere, questo sì. Tantissimi e in tutti gli sport. Il bravo allenatore cerca di
non rovinare un campione, di trovare miscele giuste e personalizzare al meglio. Bea ha
avuto la fortuna di incontrarmi perchè era da sola e chissà in che mani sarebbe finita, ma il
90 per cento dei suoi risultati, compreso il titolo mondiale di Speed U18 e nel 2022 i podi di
Boulder, le Coppe del mondo di Speed e Boulder, il record italiano di Speed, sono merito
suo. Mi segue in tutto, io devo sbagliare il meno possibile e domare le tensioni. Ha una
professionalità incontrata ben poche volte sul lavoro e degna di un Phelps, 20 ore alla
settimana di allenamenti già a 15 anni, liceo scientifico con media dal 7 in su. Ogni mattina
alle sei scrivo il suo programma sulla base del report del giorno prima, e lei esegue tutto.

Oltretutto la Speed è molto ma molto più complessa della Lead e del Boulder. Alleno anche Davide Colombo e sono in grado di correggerlo e tracciargli, ma uno sprint dai 7 agli 8 secondi è insormontabile da capire senza aiuto dell’atleta e di sofisticata analisi video, possibilmente sopra i 60fps, meglio 240. L’atleta è sempre molto più avanti di te.

L’allenatore è un catalizzatore e mentre nei giorni successi l’atleta riposa, deve ragionare e cercare di capire cosa è meglio fare. Mi consolo vedendo che almeno in Italia nessuno nella Speed capisce prima o quanto gli atleti. Talvolta mi sento inadeguato ma poi leggo cosa succede in sport di Potenza e massima rapidità e tranne casi rarissimi anche allenatori Top hanno il mio problema: rincorrono le spiegazioni dell’atleta.
E’ un dono per me averla incontrata. E non mi prenderò mai meriti che sono solo suoi. E vorrei che anche con Valentina, Samu, Davidino, Giulia, Vera e Tommy si arrivi in altissimo e possano scegliere anche per una carriera nello sport. Perché onestamente oggi la stragrande maggioranza dei laureati fa una vita schifosa, non è più come quando mi laureai io, che avevi da scegliere, guadagnavi bene e avevi rispetto. Oggi ti laurei in ingegneria, giurisprudenza, medicina, e vieni trattato con zero rispetto, per molti anni ti mettono a fare poco più che fotocopie, con stipendi assurdamente bassi. Se non scappi all’estero o non sei veramente fortunato, a 28 anni sei vecchio, arranchi per la fine del mese, zero socialità e tante, troppe domande esistenziali. Parlo con cognizione di causa. Quindi ora lo sport e qualunque passione che diventi lavoro, pur con delle limitazioni di libertà certo, è assolutamente una grande alternativa. Uno sportivo di alto livello certamente se la passa molto meglio di un ingegnere o un biologo a 25 anni, e se da autodidatta legge letteratura, guarda film e serie di ogni genere, sicuramente a fine carriera avrà molte possibilità. C’è un ragazzo che ha smesso che aveva davvero delle possibilità di professionismo, ma la famiglia remava contro e a 16 anni ha fatto una scelta, la più facile. panchine con gli amici ogni pomeriggio. So già che a 30 farà come 4 miei ex giocatori di calcio a 5. Enormi rimpianti.

Ma quindi non vedi conciliabile università con sport?

In Italia assolutamente no se sei professionista e punti ad essere fra i migliori al mondo, e non lo vedo per niente utile. Culturalmente inutile ma anche inutile per il futuro post carriera sportiva. E il rischio di uscire dai migliori, vedasi Burdisso nel nuoto, è altissimo. Voglio essere lapidario, la cultura universitaria è così specifica che tranne rarissime lauree, e non arrivo a tre e sono quelle a zero sbocchi lavorativi, alla fine sei un ignorante con competenza specifica, e il titolo di studio oggi non apre a una vita serena. Tutti i laureati con lode che conosciamo io e mio figlio a 30 anni guadagnano meno di 3000 euro al mese, Una riserva in serie A pallavolo guadagna di più e se si forma culturalmente avrà un futuro sereno. L’arrampicata mi ha dato tantissimo, prima come Presidente Ragni e oggi come allenatore mi pare giusto ricambiare offrendo anni sereni a chi se lo merita. Ai tempi aiutai Matteo, Luchino, Berna, ora tocca ai miei atleti. Mi pare giusto e mi appaga tantissimo vedere che molti ce l’hanno fatta e ce la fanno. Vivere della loro passione.

La cosa più difficile nel tuo rapporto con le giovani leve dello sport?
Essere alla loro altezza e non perderli, impedire che un talento venga massacrato da
famiglie, scuole troppo sbagliate per i carichi di lavoro, e amicizie sbagliate. Tutte
negatività che fanno smettere in anticipo. E anche errori nel contesto societario o di
federazione generano Exit. Gli adulti sono pervasi da conflitti di interesse, ben pochi
pensano in primis al bene dei ragazzi, anche fra gli allenatori. Molti sono arroganti e
pensano di non sbagliare mai, sono i peggiori. Tanti corsi di formazione sono tenuti e
gestiti da gente che non ha mai allenato o ha fatto disastri, hanno la “patacca” ma…
Senti di avere una responsabilità quando alleni, non tanto per i risultati. Sì, ovviamente ci
sono anche quelli, e ti devi mettere degli obiettivi, ovvio, però… hai responsabilità perché quando hai a che fare con minorenni devi ponderare dei fattori che già per un 20enne sono meno importanti.

O forse no, lo sono comunque, ma si sottovalutano. La fragilità emotiva, l’impatto sul
fisico, cose così…sbagliando, si è meno portati a considerare la frase, “accetterà il suo
fisico e la sua mente questo carico’”.
Allenare un minorenne è come insegnare alle medie superiori e inferiori: sai che davanti
hai un cristallo, dei cristalli: essi brillano, ma basta un niente a graffiarli, a romperli, a
smussarli male.
Essi sono insieme apoteosi della bellezza, dell’estetica e della fragilità. Un cristallo rotto,
nonostante la tecnologia abbia fatto passi da giganti, è molto, molto difficile da recuperare.
Il rischio è che tu l’abbia incrinato irreversibilmente. Ho sempre un sacco di dubbi e di
timori, faccio mille domande, “sei stanco/a, come va, ti è piaciuto l’allenamento. cose
così, guardo questi cristalli e leggo articoli di inglese e mi consulto con mio figlio che ha
divorato tutto quello che è stato pubblicato negli ultimi anni, scrivo e riscrivo.
Mi accorgo di essere tornato studente e insegnante. E’ una delle fasi più stimolanti della
mia vita. Ho dentro la stessa ebbrezza che avevo quando aprivo le vie, ma è più difficile,
perchè davanti ho dei cristalli e fra questi non ci sono io

Settembre 20, 2023
di Fabio Palma
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LA GARA

Inizio con questa foto

Potrei cavarmela con le seguenti fredde e sintetiche righe.

Venerdi 8, arrivo a Roma, mancano 7 giorni al Campionato europeo. Bea è in raduno, anzi ritiro, già da qualche giorno.

Venerdi 15, con una grandissima qualifica, la migliore della sua vita, Bea entra nella finale a 8, come quinta. Per la clamorosa sconfitta delle favoritissime polacche a Berna, sono proprio qua, l’aliena Miroslaw e le gemelle Kalucka.

Lo scontro fra Bea e Natalia Kalucka è tutto nelle foto. Sempre dietro di circa 3-5 centesimi, era poi proprio l’ultimo metro che avrebbe deciso.

C’era una cosa scoperta nella Coppa Europa di Bologna che avrebbe potuto farla vincere. Le vedevo uguali, ho avuto tempo di pensare a questo. Fallo, ho pensato.

E la cronaca potrebbe finire qui, giusto aggiungere che invece c’è stato un errore alla fine e quindi Bea ha perso di 24 centesimi. Un resoconto. Sotto la prossima.

Però ho aggiunto la foto che ci hanno fatto dopo. E’ molto rara, insieme non ridiamo mai. Perchè fra il 7 e il 15 ci sono stati i giorni più duri della mia vita, e probabilmente anche i più duri della sua. già così veramente densa di fatti, episodi, gioie e sofferenze di più decenni.

Il perché sia rara, come foto, lo sappiamo noi. Chi ci conosce separatamente sarà sorpreso, ma come, coi rispettivi amici siamo noti per fare cinema continuo, io sono identico a quello del liceo, sempre a disturbare in classe, incubo dei professori, non potevano darmi 7 in condotta perchè andavo bene ma ero un casinista senza senso. e quante volte in falesia serissimi climbers mi guardavano storto perchè facevo casino, la falesia è mica un teatro, mi disse una volta uno. Ma è più forte di me, a me piace fare casino e sono portato a dire battute.

Tranne che quando c’è Bea e ci si allena.

Oh, poi mi sono preparato per la foto insieme eh, ho voluto perdere 4kg in due mesi. Lei fa un sacco di sacrifici, ho pensato, li devo fare anch’io. Anche questa è una storia nella storia.

Dicevo che non ridiamo mai insieme, forse da fuori ci vedono come la famiglia Girardelli. O come Djokovic e il suo team. Sempre incazzati, ridono solo alla fine, post gara. E invece siamo quelli della foto a colori, la prima, saremmo così DAVVERO. Non come qua sotto

Poi c’è questa sotto, potete ingrandirla, su di lei. Dice tutto, non vi pare?

Ah ero partito dai 7 giorni a Roma.

Mentre ero a Roma, dopo due gg, Yuri mi manda questo. 70 secondi, sullo sport.

E allora cosa devo aggiungere, a quello che dice Kobe Bryant nel video?

c’è veramente tutto, in questo video, Campioni compresi, anche Bea.

poi nel film The Redeem team (su netflix) viene fuori che quando coinvolsero nel 2008 Bryant per tornare a vincere l’Olimpiade, tutti gli altri fuoriclasse americani erano pronti ad avere un “malmostoso” in squadra. Kobe non ride mai, si allena 4 volte al giorno, la prima alle 5 del mattino da solo, e non ha mai voglia di scherzare.

Proprio lui, che da ragazzino faceva disperare nelle classi di scuola italiano. Ma arrivato in NBA smise di ridere, voleva solo vincere. E basta. Insopportabile. come Jordan. Phelps. La Pellegrini. Sono rari i Cmapioni alla Maradona, quasi tutti quando si allenano sono perennemente incazzati. Soprattutto con l’allenatore. Che di solito ottempera alla Legge di Azione e Reazione, quindi sono scontri a parole di beep, insulti, cose così.

Solo che Lebron James non era d’accordo. Nel mondo si discuteva chi fosse più forte fra i due, gli eredi di Jordan. E Lebron era uno che si allenava meno di Kobe, molto meno. Ma gli piaceva ridere, negli allenamenti. Fare scherzi da adolescente, cose così.

Da quei due mesi insieme venne fuori 1) l’oro per gli USA, con i due decisivi in finale contro la Spagna che giocò la partita della vita, 2) poi Lebron iniziò ad allenarsi 3 e 4 volte al giorno appendendo il poster nella sua palestra “ogni volta che non ho voglia guardo la sua gigantografia e mi dico, quel bastardo si sta allenando”, 3) e Kobe fu praticamente costretto a ridere nei loro allenamenti, e divennero grandi amici.

Quello che succede ogni giorno dietro una carriera sportiva di altissimo livello è stato raccontato in Open di Agassi come in nessun altro libro. Non mi cimento adesso, poi è presto, siamo insieme solo da…minkia, 7 anni (altro che Minkia tre anni di Mediterraneo)

Per ora quindi queste poche righe, a mia memoria. Dietro immaginatevi pure tantissimo impegno e un sacco di cose belle, o fastidiose, o brutte. E moltiplicate per tre

La gara, i 7 lunghissimi secondi

Grazie a Outdoor collective per le foto a colori, a Sandro Strappaveccia per quelle rese in BN da Yuri

Agosto 30, 2023
di Fabio Palma
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RESISTERE, RESISTERE, RESISTERE

26 anni, oggettivamente super figo, Campione del mondo dei 100 e 200 metri. Tutto facile?

Noah Lyles è uno invece delle migliaia di ragazzi e ragazze di enorme talento che per un pelo non è stato completamente divorato dalla depressione, fra il 2019 e il 2020

Ma come mai così tantissimi ragazzi e ragazze top nello sport cadono in depressione con serissimi risvolti che spesso travolgono l’intera vita?

La maggior parte della gente commenta il tutto usando termini come, molli, sfigati deboli, etc etc. Sono coloro che pensano che fare sport ad alto livello sia manna dal cielo, ti pagano per divertirti, cosa vuoi di più, vai a lavorare piuttosto

Dico la mia, ci vado giù duro

1) sempre stato così, ma prima non si chiamavano le cose col loro nome. Borg si ritirò a 25 anni e poi scivolo’ nella droga. Tutti pensammo, ma come fa uno secondo al mondo a ritirarsi a 25 anni? Come Borg erano tanti e tante anche allora, ma la depressione non si sapeva cosa fosse

2) la depressione non si sa cosa sia neppure adesso, nessuno specialista la sa raccontare e spiegare. Io la compresi da un racconto di David Foster Wallace. Circa nel 2005

3) fare sport come lavoro é mentalmente usurante più che qualunque altro lavoro io abbia conosciuto. Girano un sacco di adulti intorno che considerano atleti e atlete solo come bancomat di soldi e potere. Anche in piccole federazioni, in piccole società. A una Campionessa assoluta italiana e mondiale giovanile fu detto più volte, quest’anno non hai vinto nulla. Duramente. Lei? 17 anni. Carattere duro, commento secco “li odio, non capiscono un cazzo”, ma non tutti e tutte a 17 anni hanno un carattere così.

4) prendiamo l’arrampicata o l’alpinismo. Avete presente l’ansia di prestazione perché siete caduti a due metri dalla catena per 30 volte o siete sotto la parete per il sesto week end e piove? Ecco, sono cose risibili. É una cosa solo vostra, potete tornare e ritornare. Per anni. E se non ce la doveste fare, nessuno in verità vi dirà frasi come quella di sopra, nessuno manderà comunicazioni su come spendete il tempo libero, nessuno alle vostre spalle dirà, non si sta impegnando, spendiamo soldi inutilmente (saranno poi gli stessi adulti che andranno in giro a spese altrui alle spalle degli atleti, ricordo un nazionale di 22 anni di atletica che nel 2008 mi disse, ai campionati europei per ognuno di noi c’erano tre accompagnatori. Loro ristoranti e taxi, noi mensa e pullman di linea per andare al campo. E se arrivavi quarto c’era chi diceva, cosa lo abbiamo portato a fare)

Poi certo ci sono i social ma la quantità di persone inutili e dannose ai tempi di Borg era la stessa. 500.000 lettori della gazzetta allora, 500.000 lettori su web adesso

Per come la vedo io, dopo i 40 la gran parte del mondo adulto che ruota intorno a sport e arte é marcia, pensa solo a potere e soldi, e l’aggravante é che si è sempre meno intelligenti e reattivi e logici dopo i 40.

I 15enni, i 20enni, non capiscono regole astruse, non capiscono perché loro piccoli sgarri a regole di comportamento siano oggetto di dure sanzioni mentre ben più intollerabili errori di moralità ed etica di comportamento di accompagnatori dirigenti allenatori e giornalisti rimangano impuniti. E questi paradossi sono vissuti male, niente è vissuto peggio quanto l’ingiustizia nei giudizi da parte di un giovane che si allena super duramente tutti i giorni, va a letto presto, ha una vita sociale super diligente, e viene attaccato magari per una foto in cui si diverte qualche minuto o un momento, raro, di svago.

Ho bisogno di staccare ==> staccare da cosa…

È il classico commento da adulto immeritatamente qualificato a stare intorno a un giovane di talento sotto pressione

Noi allenatori dobbiamo nutrire anche lo Spirito di questi ragazzi e ragazze perché dietro a un fisico fantastico come quello di Lyles c’è una disciplina assurda, decine di sconfitte dolorose, e soprattutto squali a branchi.

Grazie a Dio ci sono allenatori come Greg Popovich o Steve Kerr o Carlo Mazzone e naturalmente anche nomi sconosciuti di eguale spessore ma credetemi, non sono la maggioranza. La maggioranza è fatta di mediocri che hanno fatto carriera politica in ruoli di gestione e che decidono su obiettivi e comportamenti di minorenni o comunque under 25, molto più intelligenti e maturi di loro e che non sopportano le ingiustizie e la mediocrità e modi di fare di schifosi approfittatori del loro talento