Fabio Palma

Infinite jest

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settembre 23, 2016
di Fabio Palma
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Di Roma e di noi

Questo è uno dei lavori più belli e intensi realizzati da Yuri, dove ha veramente dato fondo a tantissime conoscenze, fra cui alcune, di fatto, di sua proprietà intellettuale.
un’attrice che è stata anche la voce del cortometraggio (ed è una professionsita affermata del settore…), una musica FANTASTICA composta da Simone Morandotti che, si direbbe in altri campi, da sola vale il costo del biglietto…Simone è un autentico fuoriclasse, un compositore FANTASTICO, a cui auguro un successo gigantesco perchè, davvero, se lo merita…
Il biglietto, invece, qui non lo deve comprare nessuno. Ascoltate, guardate, assaporate. tanti hanno detto, mai vista Roma così. E’ vero, ci sono delle inquadrature che non sono mai state fatte, dei luoghi assolutamente inediti. Emozionatevi

agosto 22, 2016
di Fabio Palma
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GIANNI PINNA

Caro vecchio Gianni
non l’ho neppure mai usata come password, questa data qui.
Timore di intaccarla, deteriorarla, mancarle di rispetto. Pronti via 12 ore in grotta, mai stato in grotta, mai usato un discensore, mai usata una corda, in qualche modo sopra vissuto a un paio di calate, un paio di risalite, etc etc. Un approccio bellico, se ne vieni fuori sei portato, smozzicando le parole avevi detto così.
Chissà chi era quel tipo piemontese che su un traghetto mi disse, ci sono grotte dove stai dentro ore e vedi cascate e laghi, la colpa di tutto quello che è venuto dopo, scalata compresa, è di quel tipo lì, e poi naturalmente del Pinna, del suo training molto poco ortodosso, delle risalite in esplorazione fatte con una mano+martello che martellava appiglio e l’altra che teneva, roba verticale di grotta alta 20 metri eh?, e adesso come scendi Gianni, mitica la doppia su fettuccia tapparella intorno a stalagmite, ovviamente io pensavo fosse tutto normale e forse per questo anni dopo nell’apertura delle vie si faceva spallucce a certe situazioni…
Il Pinna era il Re dei solitari e dei caratteri non facili, e per lui la speleologia era quello che è la ricerca per un fisico vero: semplicemente, tutto…
Mi piace pensare che al di là di tutto, anche le nefandezze che sei costretto a vedere e subire nelle tue passioni quando compaiono (ci sono ovunque) i lestofanti (piaciuto l’eufemismo?), c’è gente come il Pinna che ti rimane dentro come una bussola. Una bussola anche schizofrenica, ben poco catalogabile come bussola, ma bella puntatrice di un sano punto di riferimento. Rimane il fuoco dentro, anche quando non brucia più così tanto per te lo fai bruciare per gli altri. E quando inciampi sui lestofanti, tieni duro, anche se vorresti (e forse dovresti…fatemici pensare ancora un pò…) denunciare il tutto.
Potrei scrivere un libro intero di almeno 200 pagine fitte fitte con le ore trascorse con il Pinna. “mi hanno detto qualcosa”, mi disse, a proposito della volta che arrivai con una decina di amici assolutamente a digiuno di tutto, portandoli in Su Palu per 18 ore e tirandoli fuori al pelo (pelissimo, per un paio…pelissimo…) in una sorta di soccorso speleologico faidate e che Diomelamandibuona (risali lì e metti quella corda che li tiriamo su. Di lì Gianni? sì di lì, disse lui, io ne metto un’altra di là, bontà sua di là era veramente osè, e io su su una roba di quinto, che fosse poi quinto lo capii anni dopo quando facevo il 6a e ripassai da lì, e insomma ho fatto con gli stivali il quinto slegato su pozzo speleo di 15 metri, alla fine non male).
Il Pinna era assolutamente duro e puro. Soprattutto puro. Che vuol dire che la bussola va sempre nella stessa direzione, e li vogliamo rispettare ‘sti poli? a calci nel sedere i lestofanti, gente. A calci. Le cose belle, in tutti i campi, teniamole pulite.
Nel frattempo un progettone domestico di figlio assurdamente sul pezzo videocheanchefra15annilovedrannoperlostandard è fallito per la terza volta, ogni fallimento son giorni di picchiata in testa e svisceramenti software che manco all’esame di Programmazione ( Mio Dio mi parte il tremore ), d’altronde quando sei sul pezzo, che vuol dire che hai il fuoco che ti brucia dentro, batti in testa, spegni ma poi riparti, proprio come faceva il Pinna, che poi la vita prima lo portò via dalle grotte, e poi dalla vita stessa. Queste poche righe mal scritte sono dedicate a tutti quelli che (s)battono la testa contro un muro spinti dal fuoco ( ma sì, quello de La Strada, siam sempre lì ), e che comunque si rialzano e ripartono, e soprattutto se ne stanno lontani e mai imboccano l’autostrada comoda e puzzolente dei lestofanti. — con Hirundo Snc Restauro Falegnameria, Beatrice Subissati, Angela Ferrari e Marco Maggioni

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luglio 31, 2016
di Fabio Palma
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DETTAGLI

Poco dopo la laurea in Ingegneria e i primi viaggi in Australia, Thailandia, Guatemala, etc, mi iscrissi a Filosofia.
Niente, avevo capito che nonostante il voto di laurea e i 4 articoli pubblicati sulla più importante rivista di fisica al mondo, avrei dovuto stare di là…
Ok, coda alla Statale per l’iscrizione, ragazze everywhere con consapevolezza che il mondo umanistico era decisamente di un’altra estetica. E, tolto l’esame di Matematica che mi affibbiano 30 di default per il voto di laurea in Ingegneria, il primo esame si rivela appunto Estetica, fra l’altro con un prof che era sempre in televisione, tal Zecchi, indubbiamente fascinoso a vocabolario ma che aveva qualcosa di finto dentro e fuori, pensai. Però era una bella sfida, intellettuale dico, per cui presi ‘sto programma e puntai all’esame. Lavorando, non potevo frequentare (cosa che ad Ingegneria non avevo comunque fatto, ma devo dire che con tutte ‘ste ragazze in circolazione lì ti veniva più voglia…), e cardine del programma era il libro Faust, di Goethe.
Ragazzi, me lo lessi due volte, soffermandomi su dettagli, come in questo video, come neppure in certi esami di Ingegneria. Non era solo l’ambizione a guidarmi, volevo il massimo perchè era come entrare in un altro mondo, e ci volevo entrare a propulsori accesi, di modo poi da avere la scia giusta per laurearmi alla grande, e magari poi chissà. E insieme al Faust, c’era da studiare la Metamorfosi delle piante, Dio che mazzata.
Insomma di giorno lavoro, e sul metrò e la sera studio. Ci dò dentro. Siamo sulle 18 ore al gg, senza sconti. Di cui 8 di risate varie, alla Laben, ambiente di lavoro che manco Zelig, e il resto giù su Goethe, piante, Faust, etc etc.
Manca una settimana all’esame, sono su metrò, sto per arrivare al capolinea, Sesto FS, mi addormento sulle centinaia di pagine di appunti…mi sveglio di soprassalto, leggo Sesto FS, balzo fuori.
Ho detto balzo fuori, non PRENDO GLI APPUNTI CON MILLE MIE NOTE e balzo fuori.
Faccio tipo cento metri, casa non è lontana, e realizzo.
Torno di corsa, corsa massima, verso la metropolitana.
Cerco custodi, partono telefonate, etc etc
Ora, io studiavo, avevo sempre studiato, così: circa 30 giorni a full immersion per la comprensione, e poi dai 3 ai 5 gg per la memorizzazione. Praticamente a cinque giorni da un esame ero neppure da 18, e poi mi alzavo, puntavo sempre e comunque al 30, rifiutavo sotto il 27.
Niente, ho abbandonato.
Ho proprio abbandonato. Avrei dovuto riscrivere mille ore di appunti, saltare ovviamente l’appello, etc etc…
Mi sgonfiai totalmente di motivazione…era un segno del destino troppo potente.
Dopo dieci anni mi arrivò la lettera dalla Statale che non ero più studente…
Niente, ieri sera tardi a sorpresa vedo questo video, e mi è venuta in mente tutta questa storia. Perchè i DETTAGLI di questo video erano proprio quelli che Goethe aveva illustrato con la sua genialità. Estetica, appunto
Pensare che sono tutti dettagli che ho davanti agli occhi quando voglio, e su cui mai mi ci sono soffermato, mi ha fatto ancora più pensare.
E così il buongiorno lo dò con questo video

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luglio 30, 2016
di Fabio Palma
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GLORIA E SOLDI, lui ha scelto…

Boh. Magari no. Ma magari sì. Io ve la dico.
Magari no nel senso che magari NON la trovate una storia che vi faccia romanticamente sorridere di fiducia, ma io invece l’ho vista così, una piccola storia di un tipo che ha qualcosa dentro. E non ridete per come è vestito, non è il caso. Uno perchè ognuno deve essere libero di sentirsi elegante, e bene, come gli pare e piace, l’ho sempre pensata così. E il secondo motivo è che questo tipo non è da far arrabbiare, ve lo dico subito. E’ piccolo piccolo, sareste tutti tentati di fare i gradassi, pesa infatti, quando fa sport, meno di 55kg il giorno prima di farlo (lo sport), e una sessantina il giorno che lo pratica ( avete letto bene, ‘sti mostri in un giorno rimettono su fino a 7kg di peso persi per deidratazione, e invece di svenire…picchiano).
Sì, è un pugile, (cioè non fa sport, fa molto, ma molto di più) con questo bilancio, finora: 22 incontri, 22 vittorie per KO.
Li ha messi giù tutti, (non provate ad immaginare quanti pugni e spostamenti di gambe e finte e controfinte riesca a fare in un secondo, non ci arrivereste mai, e siete comunque in doppia cifra) compreso pochi giorni fa l’ultimo, per un titolo mondiale. Guadagno: 70.000 dollari, in contanti alla fine dell’incontro. Immaginatevi proprio la valigia piena di soldi, è andata così. Due valigie, una i vestiti e la cintura mondiale, l’altra i soldi.
Beh, prende il primo aereo, ha le due valigette. Ma quando cambia, gli dicono, solo una di bagaglio in cabina.
Che avreste fatto voi? Ditelo, sinceri sinceri.
E lui si tiene INVECE quella della cintura mondiale in cabina, stretta stretta, e spedisce quella dei soldi. E guardate che non è, perlomeno ancora, miliardario, proprio per niente, è una vita durissima, quella del pugile che deve ancora diventare una star, lui un pò lo è ma con quei 70.000 deve pagare un sacco di persone che lo allenano, e viverci per mesi, e poi, ragazzi, anche se li manda giù tutti…insomma, ne prende tante. La probabilità che quei 70.000-20.000 di spese debbano bastare per anni c’è, ve lo dico io. Alla grande.
Morale della favola, scende dall’aereo, nastro trasportatore, i soldi non ci sono più.
Rubati.
Ora gli stanno organizzando in fretta e furia un altro incontro, perchè è a terra, non è che abbia in banca granchè. Anzi…ora deve pagare un sacco di gente, e non ha soldi. E sarà costretto a vincere ancora, magari ancora per KO. E chissà cosa farà nel viaggio di ritorno. Ma io dico, gente, uno che si tiene stretta la cintura mondiale e rischia di perdere quello che per tutto il resto del pianeta, o quasi, è invece di valore, ecco, questo tipo è una speranza. Questo tipo non solo picchia, ha anche un cuore. E le palle. RESPECT. Cacchio, abbiamo bisogno, di gente così. Gente che sceglie di tenersi abbracciata la propria passione, e la gloria, e di spedire quegli stramaledetti soldi per cui 3/4 del mondo si ammazza. Lui, che in teoria è uno che picchia…jonathan-guzman-portrait-large

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luglio 20, 2016
di Fabio Palma
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BORSELLINO, un eroe italiano

Sono passati 24 anni oggi.
Quest’uomo, ragazzi, è un vero EROE. Uno di quelli veri, eh. Sapeva, da un mese (da quando era stato ucciso Falcone), che sarebbe toccato a lui. Entro poche settimane, l’aveva anche detto.
Avrebbe potuto mollare tutto, andarsene da altre parti, sparire. Licenziarsi.
Alzi la mano chi non l’avrebbe fatto. Io la tengo abbassata.
La mafia è tante cose, arriva alle bombe e alle stragi ma parte da piccole cose.
Infangare qualcuno con voci false è mafia.
Screditare una persona è mafia.
Parlare alle spalle di una persona in presenza di altri, per far diffondere voci false.
Torchiare la dignità altrui.
E quindi di mafiosi ne è pieno il mondo, e ovviamente tutta l’Italia. In grandi e piccole cose. Ogni volta che sentite qualcuno sparlare di altri, domandatevi se non sia egli un mafioso. Magari un involontario mafioso al servizio di altri ( la mafia si serve di persone poco intelligenti, è ovvio).
Borsellino ci ha lasciato un messaggio inestimabile: cambiare e lottare anche quando sembra che non ci sia niente da fare.
E’ 24 anni che mi dico queste cose, e che ho la sua foto e quella di Falcone appesa alla parete giusta. Mi ha aiutato a prendere delle decisioni e delle prese di posizione, e di mantenerle e di tenere duro, perchè mi dicevo, anche quando avrei voluto mollare tutto: ehi, quel tipo aveva decisamente molto più da perdere rispetto a te, e ha tenuto duro. Fallo anche te.
Quest’uomo è una stella polare, un GIGANTE . Quando qualcuno mi parlava male dell’Italia, all’estero, tiravo fuori la sua storia, e dicevo: ehi, l’Italia è anche uno così.

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luglio 18, 2016
di Fabio Palma
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I CAPANNONI

L’Italia ne è cosparsa. Certe zone ne sono state disintegrate. Penso alla Brianza, la vedo tutti i giorni. Ma che dire della Valsassina, di un bel pò di Emilia, di certe zone del Sud Italia.
Ok, non voglio fare quello che rivuole l’età della pietra, nella vita quotidiana gran parte delle cose che utilizzo arrivano da loro.
I capannoni.
Dico solo che una volta per la Philips ero andato a Stoccarda, c’era una fabbrica enorme con diversi capannoni adiacenti, e non vedevi nulla fino a quando non ci sbattevi addosso. Avevano SEMPLICEMENTE contornato tutto con degli alberi. Mica specie rare, eh, tantomeno costose. Alberelli di tre metri, diventati 10 in 3 anni, e che rendevano il tutto più che apprezzabile ( oltre al fatto che spendevano molto meno di condizionamento estivo, dentro…già…)
Mi sono sempre chiesto come mai tutto quelli che costruiscono capannoni non ci abbiano pensato. Non può essere il costo, è insignificante rispetto a tutto il resto.
Forse è semplicemente che a nessuno non gliene è mai fregato nulla del territorio. Vedo tanta gente disposta a tutto pur di proteggere i propri confini da invasioni varie e presunte, immigrati-profughi-extra comunitari-gente della provincia accanto-etc etc, però abbiamo i lati delle strade che sono terrificantemente cosparse di rifiuti, abbiamo capannoni che ci hanno massacrato il territorio, e in generale è paradossale che di esso, in verità, non ce ne frega assolutamente nulla. Lo trattiamo come merda, scusate se lo dico. Ma è così. Non venitemi a dire che non sia così, percorrete le stradine laterali della SS 36 e convincetemi che sto facendo retorica. Guardate una piazza di centro storico a fine giornata, e non venitemi a dire che sono stati i profughi. Siamo noi. Gente che magari è uscita per aperitivo e ha buttato il bicchiere per terra. E la bottiglietta. E tutto quanto. Molti di loro sono figli di proprietari di capannoni, o ne sono proprietari. E’ un cerchio di noncuranza civile. Tanto c’è chi pulisce, e se no chissenefrega. Cambio piazza. Al mare e in montagna vado dove il capannone non si vede.
E mi ha fatto specie un gestore di rifugio che era tappa di una corsa in montagna: mi ha detto che andati via gli spettatori, tutti escursionisti, c’erano rifiuti sul pendio da metterci ORE a ripulire. Un disastro peggio di uno stadio a fine partita.
Boh. Mi sfugge qualcosa, ecco. Non so neppure esattamente cosa.
E’ uno scritto a vanvera. Tanto è così.
Oppure no.

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luglio 16, 2016
di Fabio Palma
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TAMBERI, sei tutti noi

Ciao ragazzo.
Voglio dirti che per me e un sacco di gente la tua medaglia d’oro l’hai già vinta. A noi non interessa, fra l’altro, il curriculum alla fine di una carriera. A noi piace che sei pulito, che ti fai la barba come ce la facciamo noi, cioè male e da prendersi in giro ( sai, io le conferenze le voglio fare in infradito e con la barba fatta male e i capelli tagliati da me da sempre, storti e fatti male, così la gente ascolta e non guarda perchè se guarda è schifata, vedi che paradosso), che sei rock dentro e fuori, che sei l’Iverson dell’atletica, sei quello che osa dire che in fondo un ex dopato che si ritrovava all’autogrill con un dottore malfamato non avrebbe mai più dovuto fare atletica (e te lo dice uno per cui Donati era ed è un eroe, e che pensa che quell’altro sia stato fregato, nel 2016, ma in questo sono un pelo rigido, solo un pelo, tipo che io darei tre anni di reclusione a chi lascia rifiuti per strada, cinque anni di carcere duro a chi appicca gli incendi, dieci anni di carcere duro agli evasori, 15 anni di carcere in Botwsana insieme ai neri ai pedofili, e così via, fine parentesi. Dopati? chiuso con la sport per sempre. punto. Ti penti? Ok, vai per le scuole a dirlo, ma zero seconda possibilità. Ok, son talebano, che volete farci.), e insomma per me e per noi sei un talento puro e cristallino e meno male che te ne uscivi ogni tanto con frasi che ti venivano dal cuore, sappi che per noi la tua sfiga è la nostra forza, ti vogliamo più bene adesso che dopo un oro olimpico, noi sappiamo che fai una disciplina di merda (scusa l’onestà), con allenamenti solitari e zero divertenti (niente corsa in gruppo, partita in gruppo, nuotata con la squadra, e così via, allenamenti vorrei dire aberranti dal punto di vista della monotonia e della similarità con quelli del giorno dopo e quelli del giorno prima, con quel cm da guadagnare in settimane ma a volte anni, una cosa veramente da mangiarsi i testicoli per avere voglia, ma chi non fa sport non ci pensa e non ti capirà, guarderà solo alla barba, al tuo essere icona giovanile, devi capire che c’è gente che preferisce un Armstrong ben rasato, giacca e cravatta e tutto il resto, con 110 milioni di dollari vinti BARANDO, che te pulito con la barba a metà così va il mondo, ragazzo, è un mondo così.
Ma NOI siamo con te.
Ragazzo, ufficialmente, per noi da oggi sei un’icona. Punto.

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luglio 14, 2016
di Fabio Palma
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FOSBURY

Anche il Sig. Fosbury inventò qualcosina, eh, e un pò di storia la merita. Vediamola
E’ al liceo quando il giovane e ossuto Dick si infatua di uno sport in cui proprio non è portato e anche la modesta quota di 153 cm ( ragazzi, io in terza liceo saltai 165cm e arrivai quarto ai giochi della gioventù, quindi Dick era veramente scarso, fatemelo dire…) che costituiva una sorta di minimo per prendere parte alle gare scolastiche…beh, era un ostacolo difficile da superare. Un altro ragazzo, molti anni prima, aveva fatto la stessa cosa, e pure una donna. Ma Dick non lo sapeva, e non è la prima volta che più umanoidi arrivano parallelamente alla stessa invenzione. In ogni caso, lui affina il gesto e migliora: con 1,91 firma il nuovo record del liceo Medford e con 1,97 è secondo nelle gare statali. Un cronista locale scrive “Fosbury assomiglia a un pesce che salta dall’acqua e cade nella vostra barca”. La realtà è che quando Dick piomba giù rischia la paralisi e il mondo accorre a sua insaputa con un’altra scoperta, i trucioli di legno o i ritagli di gomma che lasciano spazio ai sacconi. Insomma, Dick non avrebbe avuto scampo, oggi lo sappiamo, ma la tecnologia andò al suo passo.

Quando si trasferisce a Corvallis, alla Oregon State University per studiare ingegneria civile, Dick firma 2,08, nuovo record dell’ateneo. Poi sale a 2,20 e insomma va alle Olimpiadi di città del Messico, quelle dei record leggendari sui 200 e 400 metri.
Il 20 ottobre è il giorno: tutti ad aspettare quel che combinerà il gambero. E’ presto detto: Fosbury non fa flop, il contrario. Tutti i salti alla prima, meno 2,24 che arriva alla terza: record olimpico e record americano. Vengono scattate più fotografie in quel momento lì che oggi quando belen entra su una passerella. Beh, segno che c’è una speranza…Qualche anno fa, dopo i suoi 60 anni, Fosbury è stato colpito da un linfoma alle vertebre. Ne è uscito, e anche qui con un bel salto.

Non so quanto sia importante per la storia dell’umanità un tizio che salta come un pesce dentro una barca, ma ho il sospetto che sia molto, ma molto più importante, di tante cose che ci vengono spacciate per importanti…

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luglio 11, 2016
di Fabio Palma
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L’EX DELINQUENTE ALLEN IVERSON

E’ un governatore che deve dare un parere su una grazia la persona chiave in questa storia qui. E partiamo male, vorreste che fosse la legge a decidere la vostra vita?
C’è un tizio che arriva al mondo uscendo dal ventre di una quindicenne, e del padre nessuna nuova, tantomeno traccia. Qualcuno lassù decide di dargli qualche chance, comunque: per dire, cresci fino a 183cm, altezza sufficiente per non essere preso in giro fuori dal Nord Europa ma che automaticamente ti rende out per pallavolo, nuoto e figuriamoci basket, prenditi tutta la destrezza e agilità che ti serve per correre tra gli ostacoli con un qualcosa in mano senza minimamente soffrirne, e poi veditela tu.
Che fareste voi? Atletica, e speriamo in bene. Magari 110 ad ostacoli.
Lui però ha una particolarità: con qualcosa in mano, pure un’anguria, riesce comunque ad andare più veloce a zig zag del resto del mondo. Ah, altra particolarità: dalle parti dei polpacci gli mettono della dinamite ad accensione continua.
Lui ci pensa su, ma non credo, e se la vede anche più che benino, perchè diventa il primo e ultimo dela storia a diventare campione di uno stato, la Virginia, sia nel football americano che nel basket. Il basket lo fa perchè costretto, “sport da femminucce”, dice. Solo il football americano ha mazzate che ricordano la boxe ma nello stesso tempo hai qualcosa in mano, ed è lì che decide di sfondare. E poi…
Basket?
Ma non è sotto l’uno e 85 ????
Infatti. Ma, dice uno che se ne intende, è come vedere Jordan, inciso a 33 giri, andare a 45. Ah, c’erano i dischi, allora.
Gli amici? quelli che sono. Tutto sommato, per come e dove vive, non stiamo parlando di casini. La madre fatica a portare il pane a tavola, sgobba da paura e lui lo sa, quindi cerca di non esagerare. Non si buca, non spara e non spaccia, una sera è a un bowling e parte una rissa, lui è lì e viene beccato, di fatto non sta picchiando e quant’altro ma lo portano via, la cosìdetta retata, e sono cinque anni. E’ bicampione, dicevamo, quindi finisce su tutti i possibili giornali. E gli danno cinque anni, Cinque anni di carcere a una promessa di due sport, punto e a capo, resto della vita in extra dubbio e tutti a casa.
Solo che la madre è una tipa tosta, fa un casino della Madonna, coinvolge tifosi, avvocati che non si fanno pagare, e finisce che tocca al governatore. Ah, già. E’ un nero, Allen, quindi l’opinione generale è che i cinque anni se li debba fare.
Il Governatore esamina le prove, che di fatto non ci sono. Era lì, nel posto sbagliato al momento sbagliato. Ci ragiona su, e dopo 4 mesi di carcere ne esce. Non toccherà mai più una palla di football, ma per noi occidentali, che non ne capiamo una mazza, è meglio così. La madre va alla Georgetown e fa un tale casino di pianti e implorazioni che l’allenatore di quel college accetta di pigliarsi quel ex carcerato. Niente da dire, in allenamento va…ma la gente, sappiatelo, è tutta contro.
Tranne i tifosi di Georgetown dopo la prima partita, però, perchè Allen Iverson anticipa l’era delle playstation. Piccolo da rosicare, ridicolmente inadatto a un parquet di basket, non lo ferma nessuno. Lo pestano come si può pestare uno a basket, non è la boxe ma insomma, le botte le prendi eh, ma non basta. E lui non ha paura di nulla, e guardate che non è esagerato parlare di paura. Qualche anno dopo giocherà contro Shaquille O’Neal, 216 cm per 140 kg, lui 70kg. Il doppio l’altro, la metà lui. Signori, per favore prendete fiato. E immaginate di fare qualcosa contro qualcuno che pesa IL DOPPIO DI VOI. E comunque tutti gli altri almeno il 50% in più!!! E ‘sto sfigato…non avrà MAI paura di entrare nell’area piccola, rimbalzarci, avere lividi da ogni parte, ma segnare.
Arriverà in NBA come prima scelta, stabilirà molti record, segnerà come pochi nella storia, sarà il primo giocatore NBA a tatuarsi da pugile con mille macchie tranne la paura, a farsi i capelli come nessuno si era mai fatto prima, ad arrivare tardi agli allenamenti, a fare di testa sua. “non voglio essere Jordan, voglio arrivare ad una certa età, guardarmi indietro, e dire, non ho voluto essere nessun altro”. 3/4 d’America gli va contro, perchè lui è chiaramente un cattivo ragazzo, ex delinquente, e ha pure osato, al primo 1:1, umiliare Jordan, il Re, che non è mai andato fuori dalle righe fuori dal campo e che veste giacca e cravatta meglio di Valentino ( meno male).
Insomma, cambierà la NBA, anche se non la vincerà mai, un pò sfigato anche, visto il periodo storico e la squadra in cui si ritrova. Ma dopo di lui verranno sdoganate un sacco di cose, tatuaggi e capelli acconciati ignobilmente compresi. Soprattutto, ai campus cominceranno a considerare quelli bassi come lui.
Al discorso del ritiro tira fuori un paio di sassolini dalle scarpe, e dice queste due cose qui
“Ho sempre pensato che fosse figo essere come me”
E la seconda
“Quel che ho fatto è essere me stesso, adesso, se guardate l’Nba, vedrete che ci sono molti giocatori tatuati e con le treccine. Prima si diceva che solo i criminali portavano dei capelli così, adesso queste treccine se le fanno anche i poliziotti. Avete capito quello che voglio dire? Ho creato uno stile”.
Sapete la cosa buffa? Quella faccia da schiaffi ha pure ragione. Avete presente la lista delle 100 persone più influenti al mondo che fanno ogni anno? Beh, Allen Iverson, l’ex delinquente che non vorresti MAI che tuo figlio ci uscisse insieme la sera, era nei primi 20 almeno. E cambiò lo sport di squadra più ricco del pianeta.

motion vol 3

luglio 1, 2016
di Fabio Palma
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MOTION 3, come e perchè

Quanti di voi hanno sperperato tempo e quant’altro in attività e diciamo pure ossessioni complessivamente inutili?
Credo molti, e comunque sappiate che sono tra di voi (probabilmente nei primi posti della lista…). Mai abbracciato una causa pesando oltremisura il ritorno della stessa, insomma. Devi essere tagliato, avere la mentalità budget-oriented, volere e desiderare una carriera, diciamo avere inciso da qualche parte, come un non-sacro Graal che goccia a goccia distilla nel sangue il messaggio chiaro e forte, la parola tornaconto.
Ecco, quella che il sito Timelapse Italia ha denominato saga ( bello!!!) non ha nessun tornaconto, o perlomeno non è stata concepita come tale. Va avanti così, come qualcosa da fare assolutamente, con la massima qualità possibile, cercando di dispensare qualità e sensazioni forti.
Ed eccolo, il volume 3, sono 4 minuti, gustatevelo secondo per secondo, viaggiando a partire da tramonti sensazionali del Mediterraneo, attraversando cascate e grandi pareti, visitando anche Svizzera e Austria, e naturalmente non dimenticando la zona in cui vivo.

Il sito Timelapse italia l’ha commentato così:

Motion Vol. 3, di Yuri Palma