Fabio Palma

Infinite jest

Marzo 24, 2016
di Fabio Palma
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JOHAN CRUIJFF

In tempi di attacchi terroristici così poco chiari nelle dinamiche e negli accadimenti che sinceramente non riesco neppure ad esprimermi tanti dubbi mi ronzano per la testa ( come, Bruxelles città a max rischio, Putin parla di possibile attentato cinque gg fa, e kamikaze si fanno saltare davanti alle partenze di American Airline, cioè, non Filippine airlines, e metropolitana vicino al Parlamento UE, cioè non in supermercato di periferia…mah…), tengo allenate le capacità scribacchine commentando quello che ho appena letto, cioè è morto un calciatore, nulla di che, niente che stravolga il mondo.
Ma la mia fantasia sì.
Perchè avevo 9 anni, e alla televisione da mio nonno a Bergamo, una casa che in fondo era una cascina, casa da cui a 3 anni ero fuggito con cuscino sottobraccio e mi avevano acchiappato al bar 50 metri più in là, dove avevo chiesto asilo politico perchè, avevo detto col cuscino sottobraccio, là non si può più vivere liberi, dicevo davanti alla TV c’era una partita, Olanda Argentina, e una squadra con una maglietta arancione volava letteralmente su un campo verde e gli altri non ci capivano una mazza. E c’era un tipo esile ma atletico che muoveva le gambe in maniera che mi pareva anomala, erano finte e controfinte, ma mica sapevo come si chiamassero. Solo, quel tipo sembrava fare un altro sport.
In effetti, se ne andò per soldi da un’Aiax che aveva vinto tre coppe dei campioni (e manco si sapeva che fosse, l’Aiax, la prima volta che vi partecipò), ed esperti dicono che se non se ne fosse andato via quell’Aiax ne avrebbe vinte 7 o 8 consecutive. E in una finale contro la Juventus un giovanissimo Carlo Nesti, allora tifoso ventenne o giù di lì, si mise a contare gli uomini in campo perchè lui e l’amico ebbero il dubbio che quelli di là fossero un paio in più, a dir poco.
Lui è poco sotto Maradona, insomma, e forse anche poco sopra Pelè, perchè ha vinto in Europa, e partendo da zero, non da un Brasile. Se guardate su youtube come si muove, noterete uno che corre e dribbla come uno di adesso in un’epoca dove oggettivamente si correva la metà. Come vedere Messi in serie B italiana, come lo fermi? Ecco, lui non lo fermava nessuno e fu il primo Campione di ogni tempo che giocò ovunque, sul campo, in più puntando l’avversario e anche due fregandose di quanto lontana fosse la porta. Al primo minuto della finale del 1974, prese palla a centrocampo e fece qualcosa che nessuno fece mai più, nè prima nè dopo. Andò in porta…lo falciarono in area, rigore e 1-0. ma siccome il mondo è sferico e quindi strano, poi tutta l’Olanda giocò male l’unica partita di quel mondiale, infine perdendo ( ma in Germania e contro i tedeschi).
Pensate che per colpa sua mi appassionai di calcio, passione adesso infinitamente eterea, amo di più molti altri sport, ma insomma è durata così tanto da farmi pure allenare per molti anni. A scuola se lo ricordano sia nelle elementari, che nelle medie che nel liceo, vero amici? Per me c’era solo il calcio, chissenefregava di tutto il resto. bastava organizzare partite, tornei, sfide. Forse vi ricordate che volevo la maglietta 14, alle medie…Con sempre nella mente, ovviamente irraggiungibile, quel grissino di olandese che dribblava, correva e smistava come nessuno.
https://www.youtube.com/watch?v=2GtwCfjI0Z8

Marzo 16, 2016
di Fabio Palma
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4K Motion, volume 2

Per questi tre minuti posso dire che siamo ufficialmente entrati nella cerchia (infernale?) di coloro che buttano via tempo, soldi e gasolio dietro a una pulsione contorta.
Motion è un concetto, un accadere: Motion è quando apri una via di 600 metri e ci metti tre anni per via della meteo, quando nel 2015 sarebbe bastato un mese, è correre dietro un lavoro che ti piace con un capoufficio imbecille che tarpa le ali e che ne deturpa l’essenza, è quella manciata di tipi assurdi che incontrai quando giravo il mondo con una tenda e pensavo di essere originale, mentre io stavo in ballo al massimo 40gg alla volta e quelli pure un anno o più, per giunta lavorando occasionalmente ora a Sydney ora a Buenos Aires, per poi ripartire, è Gianni Pinna che mi cambiò la vita con la speleologia ma soprattutto con il SUO modo di fare speleologia e di farmela iniziare (della serie, dopo dieci minuti sai se sia il caso di continuare o darci immediatamente un taglio…), e Motion sono naturalmente le ore di Riccardo Mojana che Yuri ha voluto omaggiare all’inizio del video e che, pensate un po’, abbiamo dovuto dirgli noi che era portato per i Timelapse, esattamente come Cesare Castelnovo, e quelle di tanti ragazzi che oggi fanno il Liceo o degli istituti e che vedo sinceramente anni luce davanti a noialtri che a 15, 16, anche 18 anni, vivevamo spensieratamente senza nessunissima preoccupazione o volontà per il futuro, mentre questi, ve lo dico io, sembra che abbiano scritto nelle viscere e nei presunti 21 grammi dell’anima una loro missione.
In sostanza siamo stati in giro una trentina di giorni per questi tre minuti, poi Yuri nelle ultime settimane ha cestinato un sacco di scatti per qualità o anche semplicemente per accostamenti di colore, colore che per lui è un chiodo fisso quanto la composizione. Non c’è composizione corretta senza il suo colore studiato e adatto, e questa è un gran bel postulato che secondo me si presta ad essere applicato ad un sacco di cose della vita.
Poi mi ha particolarmente colpito la musica, voleva una musica così e l’ha cercata per molte, molte ore. E’ un omaggio a Morricone, evidentemente, e da quando mi ha fatto vedere il video mi pare che da ogni composizione esca un buono, un brutto o un cattivo, a ruota o tutti insieme.
Quindi, mentre siamo alle strette finali per il documentario di Roma, finito nella parte video e in attesa della voice over, esce questo Motion vol. 2, che è un lavoro tutto Timelapse e Hyperlapse, e che quindi assegna un orologio a sé stante ad ogni secondo di video. Questo sono i Timelapses e i loro derivati, il tempo stretto in un angolo e lo spazio che si muove e contorce a suo piacere. Che vi tenga compagnia preziosa per tutti i suoi tre minuti, frutto di una trentina di giornate di (non) lavoro, qualche decina di ore di faccia incollata al monitor ma, soprattutto, un’irresistibile voglia di crogiolarsi nell’arte.

Febbraio 29, 2016
di Fabio Palma
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SOLO FIORI e ALBERI?

La scorsa Primavera andammo spesso a Bellagio, per il video che dovevamo realizzare per il comune. Andammo così tante volte che porei dire che Bellagio sia stato di gran lunga il paese da me più visitato nel 2015, si andava proprio a scovare i particolari. E naturalmente  si andava nelle giornate giuste, che essendo giuste sono rare, e si cercava di andare nelle giornate ottime, che essendo ottime sono rarissime. La mediocrità pullula anche nella giornate, mica solo fra le persone. I nostri video nascono dalla fotografia, per cui luce, composizione e cura del colore sono priorità, d’altronde un regista serio si affida al Direttore della fotografia per queste cose, sa che il risultato finale dipende massimamente dalla qualità fotografica delle scene. Un pò di tempo fa ho letto di un finto regista che dichiarava, mi piace quel video, anche perchè ha delle riprese fatte in giornate con luce brutta. Come dire, adoro quel ristorante, il cuoco ci mette ingredienti andati a male. Va beh. O come scegliere apposta di andare a vedere un paesaggio quando la meteo è così brutta che non ti fa vedere nulla. Può capitare, ma è perchè sei sfortunato. Se invece devi fare riprese, hai il dovere di studiare la strategia migliore.

Si andava quindi spesso a vuoto, anche, nonostante web cam e telefonate. E si andava spesso anche a Villa Melzi, che, cito, ha uno dei dieci parchi più belli d’Italia.

Si voleva riprenderla in diversi momenti di fioritura, tampinammo le azalee manco fossero ragazze da attendere a settimane invano. Un corteggiamento che venne immediatamente dopo quello delle ortensie.

Alla fine avemmo così tanto materiale che il comune di Bellagio ci chiese due video, uno per una giornata del FAI ad Expo, l’altro sempre per EXPO ad Ottobre.

E Villa Melzi? A Giugno, finita la scuola Yuri pensava ai video dieci ore al giorno, ad occhio, con punte di 15. E un pomeriggio mi chiamò e disse, che ne pensi? Cavolo, rimasi sbalordito. Mesi dopo, Filippo Salvioni, regista vero, anzi verissimo, commentò con stesso stupore. A quel punto andai dal proprietario di Villa Melzi, persona simpaticissima e più che impegnata. Ed è andata così, ora è il video ufficiale di Villa Melzi, e ne siamo orgogliosi.

 

https://www.youtube.com/watch?v=7jOPrCyuH4g

Gennaio 8, 2016
di Fabio Palma
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ROMA 4K

Erano tipo le 7.30 del mattino, parcheggiato, e già si borbottava perchè sembrava fossimo un pelo in ritardo sul nascere del sole.
50 metri a piedi, e vediamo questa nebbiolina alta sì e no un metro, forse un metro e mezzo, e qualche segno di alba. Yuri monta più veloce che può il Ronin M, è un accessorio grandicello e molto complesso, di per sè non è così complicato metterlo insieme ma insomma ha bisogno di qualche minuto. Dice a Giulia di partire, e parte, e vedo queste due sagome che diventano presto piccole piccole nella nebbia, e questa opera umana pazzesca, assolutamente pazzesca, e intanto avevo tutti questi borsoni. Yuri corre dietro a Giulia, e io in qualche modo devo pensare ad altro, eppure nonostante questo altro ho tutto il tempo, cioè non ce l’ho ma lo trovo, la così detta coda nell’occhio, per rimanere letteralmente sgomento rispetto a questa meraviglia. Ci sono ben poche anime che corrono, che si apprestano a correre, in giro. Solito pensiero che abbiamo tutti, ma se fosse negli Usa questa roba? fila di mezzo chilometro ogni giorno dell’anno, etc etc. No, siamo solo noi e forse tre che corrono. Yuri decide le scene, io riesco anche a regalargli qualche clip aggiuntiva con una delle poche cose che ho imparato a fare bene, abbiamo 45′ di questa luce perfetta che farebbe la gioia di qualunque cineasta, fotografo, etc etc. In quei 45′ ogni tanto mi vengono in mente alcuni istanti degli ultimi anni, dei video che abbiamo fatto per i ragni, degli esperimenti di quest’Estate…il Ronin M è arrivato solo il giorno prima, per ironia della sorte, ma tanto è genialmente tecnologico quanto, in fondo, semplice da impostare. Due o tre tutorial letti di un fiato, e si trovano le impostazioni giuste. Anche in quei tutorial mi vedo leggere e cercare di capire con la massima velocità possibile un argomento, e un accessorio, di cui non so nulla. Credo che, in fondo, un pò di studio fatto tanti tanti anni fa sia servito. Ma non è mica detto, Yuri non ha certo studiato le cose che ho studiato io, e ci arriva sempre molto prima. Noto che io ho più pazienza, qua e là riesco a farlo tornare sui suoi passi, e per questo, forse, l’aggeggio diventa così da subito perfetto.

https://www.instagram.com/p/__xSZIGiM7/?taken-by=palmayuri
Così noto questo contrasto pazzesco fra la tecnologia dei nostri 4 borsoni, e quello che riuscivano a fare millenni fa. Mi pare che in quei 45′ due generazioni lontanissime si accostino, noi ne siamo insignificante ponticello. Mi leggo su web tutto quanto riesco a leggere, nei trasferimenti, su acquedotti, strade antiche, chiese e basiliche. Rimpiango di non aver mai fatto seriamente Storia dell’Arte, mi sento un ignorante pazzesco, continuo a vedere capolavori dell’arte e subito vado a leggere tutto quello che riesco. Filmiamo, fotografiamo, spesso sgamiamo ostacoli per le migliori inquadrature. Un sacco di carabinieri e soldati vengono a chiederci, chi siete e cosa state facendo, io subito gli faccio vedere il trailer da telefonino, spiego. Ce ne torniamo a casa con tipo 300 Gbyte di girato, una montagna di materiale, ci vorranno giorni solo per sistemarlo, capirlo, comprenderlo. Questa immagine l’ho già postata, ma la riposto, perchè non avevo mai visto nulla di più così autoesplicante sul fatto che la vita ti possa portare davvero ovunque. Così faccio a tutti gli auguri un giorno prima. Yuri voleva farli con il suo Reel 2015, ci stava lavorando da un mese, ed è successo qualcosa, ci deve rilavorare. Tantissime cose non gli vanno, tantissime sì. Se avessi subito così tanti insuccessi avrei buttato tutto dalla finestra da un pò, ed è questo il segreto dei giovani: continuano…
Siccome penso che tipo massimo due o tre saranno arrivati fino a qui, a loro confido che scrivo queste cose perchè non ho mai avuto un diario, e mi pare che quello che scrivo qui, che poi ogni tanto ricopio sul sito, sia la maniera migliore per ricordarmi certi sussulti. Poi lo so che non rileggerò mai nulla di me, non l’ho mai fatto, ma chi lo sa. Io non so se colui che disegnò e progettò questa roba, oggi monumento, pensasse soltanto al fine pratico, ahò, amo sete, oppure avesse anche in testa il senso del bello. Magari non lo aveva proprio neppure di striscio, il senso del bello, e questo dimostra che certe volte il bello vien fuori quando meno te l’aspetti.
TRAILER:

https://www.youtube.com/watch?v=m11DyXq8x-U

Su Instagram, sempre più foto backstage, come questa
https://www.instagram.com/p/__xfzwmiNa/?taken-by=palmayuri

Dicembre 23, 2015
di Fabio Palma
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GLI EROI

Mi dimentico, ogni tanto, forse ci dimentichiamo in tanti, e spesso, che vivo in un paese dove ci sono un sacco di eroi, non solo malfattori, tangentari, avvocati con le aragoste nella vasca da bagno, tesorieri di partito con conti miliardari, imprenditori dalle mani pulite ma collusi con la la mafia come e più di Provenzano, che se vogliamo anche più giustificato.
Tra tanti di questi eroi, uno me lo sono ricordato ieri, ascoltavo distrattamente un TG mentre facevo tutt’altro.
Pensate, avevo finito la quarta liceo, e allora la quarta liceo, perlomeno era così per me e direi per tutti i miei grandissimi amici di allora, era sinonimo di spensieratezza e zero pensieri per il futuro. Chi se lo filava, il futuro…per me c’era solo il rock, spesso l’Hard Rock, le risate in classe alle interrogazioni degli amici che non studiavano, le partite di calcio della classe, e naturalmente qualche innamoramento non corrisposto. Insomma, niente a che vedere con adesso, che già in seconda liceo, complice web, ci sono un sacco di ragazzi e ragazze con le idee ben spesse.
Epperò c’era qualcuno che lavorava per il NOSTRO futuro, che andava ben al di là di quello per cui veniva pagato. Livatino, Falcone e Borsellino c’erano ancora. Livatino era ancora quasi in fasce. Gente così. Si pensava, malamente, che fossero cose da profondo Sud, al Nord e al centro era più una questione di Brigate Rosse o di delinquenza alla Vallanzasca, ma non era così già da allora, c’era una collusione totale di politici di tutta Italia e banchieri e imprenditori del Nord. Solo che noi avevamo 16 o 17 anni, e chissenefrega. A dir la verità, se ne fregavano un pò tutti, perchè se oggi la Lombardia è, dati alla mano, più mafiosa di tutti, vuol dire che occhi e orecchie sono stati distratti mica soltanto fra i liceali.
Dicevo, eroi. Allora, ricordo che spesi qualche minuto ad ascoltare una certa notizia, era di un magistrato torinese ucciso, indagava su mafia. E si chiamava Caccia. Io ero molto, molto abile nei temi d’italiano, ne avrei fatti uno al giorno. Era un puro sollazzo, il tema d’italiano. Ovviamente sceglievo sempre e solamente il tema libero, perchè per le altre proposte bisognava studiare, e io studiavo solo e solamente in prossimità di interrogazioni, il mio motto era massimo risultato con minimissimo sforzo. E il tema libero per me era uno splendido antipasto, lungo 3 ore, ai pomeriggi di giochi, uscite eterne in motorino, cose così. E per farla breve che tanto fino a qui non ci siete arrivati, inaugurai la quinta liceo, a Settembre, con un tema su questo Caccia, con nel cervello giusto una decina di frasi ascoltate molto distrattamente per radio o Tv. Ovviamente presi 9, ero lo scrittore diarreico (mitica definizione affibbiatami da un prof d’italiano in 2°, che quando gli consegnavo i 5 fogli protocollo, rigorosamente scritti solo in bella e fitti fitti, gli veniva il coccolone, e sospetto ora che mi desse il voto senza leggerli…), e incassai con lecita soddisfazione. Immagino fui retorico abbastanza per risultare sufficientemente indignato, immagino ci misi i mei soliti voli pindarici multidisciplinari (arraffavo quello che mi ricordavo dalle interrogazioni di storia, filosofia etc etc, e centrifugavo), e morta lì.
Già, Fabio, morta lì.
Morto era invece il solito eroe, che aveva una missione nel cuore. Che aveva lottato oer i diritti civili in carcere, che aveva sgominato le Brigate Rosse, che aveva capito tutto della mafia che speculava al Nord, riciclando soldi sporchi di sangue in attività commerciali e industriali che arricchivano gente dalla coscienza sporca.
Credo che scrissi, probabilmente in grande stile e facendo bella figura, tutto questo.
Solo che non lo compresi. Perchè se l’avessi veramente compreso, avrei dedicato non tre ore di italiano, ma migliaia di ore di vita e di impegno, a combattere qualunque atteggiamento mafioso mi circondasse. E guardate che gli atteggiamente e i modi e i comportamente mafiosi son mica cose così lontane da noi, eh.
Ora, ieri hanno arrestato il (presunto…) omicida.
Intanto, vorrei dare 10, non 9, a tutti quelli che ci hanno creduto, indagando e perseverando, da allora. E poi, per quanto valga, volevo appunto pubblicare queste righe in memoria di uno dei nostri eroi. Che per farci vivere bene, arriva a dare la vita.

Dicembre 3, 2015
di Fabio Palma
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ROMA

A Yuri è stato affidato questo documentario, di cui vedete il trailer, a seguito della visione dei suoi lavori del 2015 e del suo operato come cameraman all’evento L’Eroica, tenutosi a inizio Ottobre nel territorio delle colline del Chianti (un evento sensazionale e meraviglioso, che invidia!. Quanto c’è da imparare, da simili istituzioni e organizzazioni).
https://www.youtube.com/watch?v=m11DyXq8x-U
In sostanza, Roma vista attraverso la bicicletta.
Ovviamente è stata una sorpresa totale, perchè Roma è terra del cinema italiano e certamente non mancano i filmmaker, ma il committente, la Granfondo di Roma, è stato molto colpito anche da una sua valutazione tecnica rispetto ad un altro lavoro, e quindi dalla sua competenza. A me non è rimasto che valutare la proposta, assemblare il team intorno a Yuri, e pianificare il tutto. Yuri va a scuola e quindi abbiamo già dovuto declinare proposte anche straniere, ma questa di Roma, sia pure con difficoltà (lui può girare solo di Domenica…), è compatibile. Inoltre Roma faceva parte dei suoi 10 sogni come videomaker, e se è vero che per posti come la Nuova Zelanda e Mosca dovrà ancora aspettare, beh, Roma è in fondo a portata di…corse!! Arrivo il sabato sera notte, si gira dall’alba fino a poco dopo il tramonto, ritorno a casa alle 23.00, lunedì mattina scuola! Girare ai fori imperiali alle sei del mattino…è la prima cosa che ha visto di Roma con la luce naturale!! Il colosseo, con l’attrice, alle 6 del mattino, illuminato dall’alba.
Nel trailer (questo è quello artistico, poi ce n’è un altro che include anche immagini di repertorio della Gran Fondo) ha messo dentro quasi tutto quello che sa, e ha sperimentato. Girato in 4K, con una cura molto sofisticata della Color correction (che ha studiato nel 2015 in numero di ore incalcolabile), con alcune tecniche di ripresa praticamente da lui inventate e altre comunque molto poco note in Italia. Quello che ha un po’ stupito tutti, me per primo, è il giudizio che è stato dato da un cameraman e videomaker del settore (lo cito volentieri, Christian Bohm. Un uomo eccezionale da tutti i punti di vista) all’indomani del lavoro su L’Eroica: ovvero, che le sue riprese avessero un gusto artistico assolutamente unico, oltre ad un livello tecnico eccellente. (“Yuri è il numero uno!!”, mi scrive ad ogni sua uscita. E Bohm è bravissimo e fa lavori internazionali ricercatissimi!! )
E io e un po’ tutti sapevamo delle sue conoscenze tecniche per le riprese sofisticate, così come del livello tecnico come videomaker (altrimenti non vieni selezionato dai Festival internazionali), mentre il gusto artistico (“sa riprendere una fontana come non ho mai visto fare a nessuno”) se l’è evidentemente sviluppato in quelle migliaia di ore consumate dietro a film e documentari fin da quando aveva cinque anni, da quando insomma si rivedeva i dvd della National Geographic anche dieci volte e recitava a memoria quello che dicevano, commentando il modo in cui venivano fatte le riprese, e così via. In famiglia ci si divertiva a sentirlo così coinvolto, quello che proprio non immaginavamo è che lui stava già STUDIANDO. Chiedeva come regalo di compleanno e di Natale montagne di DVD, e dai dieci anni anche film veri e propri, ed evidentemente aveva già dentro quella pulsione di voler anche FARE, e poi dai 13 anni…è partito!!

Novembre 20, 2015
di Fabio Palma
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GREG LOUGANIS

Va beh
lo scrivo.
Ero in una spiaggia, domenica mattina.
Non sono tipo da spiaggia con ombrelloni, penso sia stata la decima volta in vita mia. Comunque ero lì. Solo soletto, dovevo far passare il tempo fino a pranzo.
Ero seduto su un muretto e a 2 metri c’era un tipo piuttosto panzone, viso di chi la sa lunga e se vogliamo simpatico, furbetto insomma, soltanto grasso, tutto era sovrapeso, con tre tipe vicino. età 50-60, credo O 35 50, boh. Se ti lasci andare, non è facile capirlo.
Il tipo fa il figo. racconta di suo parente anziano che vede il matrimonio di due gay, in Uk, e che bestemmia dicendo, ai mei tempi…etc etc.
Le donne ridono, poi quello si lascia andare. Ah, se avessi il potere…cinque anni, via gay, negri, zingari….solite cose. Poi dice, eh insomma, il tipo dei forni…le donne ridono. Dai non dire queste cose. Ridono. Eh, insomma, magari ha esagerato. Però guardiamo al succo delle cose.
Dice così.
beh, ho controllato bene che fossi a circa 50 metri dalla spiaggia dove non dovevano riconoscermi.
Ho preso fiato, mi sono detto, fallo.
Mi sono alzato, vado. Dico, mi scusi, lei sa chi è Greg Louganis?
Quello e le donne mi devono aver preso per un rapinatore, ho un pò di barba malfatta, capellacci, etc etc. Poi non è che io vada in giro distinto, eh, lo sapete.
Approfitto del vantaggio.
Non lo sapete?
Il tizio smart stava riflettendo, ovvio. E siccome si vedeva che era furbetto, dovevo essere lesto, e poi filarmela per non entrare in un dibattito sociologico-filosofico-con-mille-derivazioni-con-tutta-la-spiaggia-a-partecipare.
Guardi, dico, Greg Louganis è uno dei dieci atleti più forti di tutti i tempi, qualunque sport venga preso in considerazione. Ho detto dieci per avere margine. Pensi che è nato nella Hawaii, pieno di fighe. cerchi le sue foto, lui strafighissimo e fisico fra i top all time, garantito. Ah, numero di medaglie d’oro olimpiche e mondiali irraggiungibile.
Beh, pensi che si è sposato con un uomo, pochi anni fa.
Senta, lo so, sono d’accordo con lei, io quel fisico lo avrei usato diversamente, eh
Ma non ha fatto male a nessuno.
E poi le dico una cosa, dico mentre me ne vado via, che ormai stavo finendo i secondi.
Guardi che potrebbe arrivare uno dal Senegal, dove han tutti un fisico da paura, e mettersi a fare il dittatore, e mandare ai forni quelli bianchi e grassi. Le dico una cosa, abbronzatura e dieta, sai mai.
Poi ho accellerato il passo.
Dietro ho sentito vociare e pure una bestemmia, ma camminavo forte.
va beh, mi son lasciato andare, ma le ore non mi passavano ed ero senza libri, smartphone etc.

Novembre 19, 2015
di Fabio Palma
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JOHN LOMU

Non so se fra i primi dieci o primi 20 atleti di tutti i tempi, boxe esclusa, non lo so. Lui fra l’altro avrebbe potuto forse fare anche la boxe, chi lo sa. Il video che ho postato lo hanno messo su un canale che si chiama BOXING LEGENDS TV. Sapete, giustamente, molto giustamente, i pugili sono “parchi” nel rendere omaggio ad altri sportivi…sapete com’è, quando vedono un calciatore strillare come un condor per botte che loro prendono tipo una al secondo…beh, diventano diciamo caustici…ma John Lomu era uno di loro, se capite quello che voglio dire. Qualunque cosa lo vide aver a che fare con forza e velocità, pareva assolutamente fuori portata dal resto del genere umano. E senza doping, eh…meditate, meditate. I fenomeni ci sono, non facciamoci traviare dal luogo comune, sono tutti dopati. Chi vuole diffondere questo luogo comune lo fa per legittimare per tutti la pratica del doping. Tanto lo fan tutti…col cacchio.
Certo che senza preparazione specifica, senza allenamenti specifici, insomma buttato a caso in una pista di atletica, portò 119kg a corre sotto gli 11″. Posso dire che era come vedersi arrivare addosso un motorino?
Da studente gli diedero il giavellotto, lo fecero saltare in lungo…insomma,non ce n’era per nessuno. Poi gli misero una palla di rugby in mano. Una palla ovale, insomma. E divenne inarrestabile in uno sport dove non c’era mai stato, prima di lui, un inarrestabile. Anche perchè non so se avete presente cosa significhi diventare inarrestabile nel rugby, eh…che tipo di colossi ti ritrovi davanti…
Da gravemente malato, rifiutò di essere passato avanti in lista d’attesa, non volendo alcun tipo di privilegio.
Grazie di essere esistito, John Lomu

https://www.youtube.com/watch?v=ob2YAnMYJ-8

Novembre 14, 2015
di Fabio Palma
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FIERO e POSITIVO

C’è un tipo che non vedo da decenni.
Proprio decenni.
Se non ricordo male (Poldino per favore correggimi se sbaglio, sono passati secoli), questo tipo si trovò a lavorare da benzinaio in un posto dove c’era traffico la mattina e verso sera, transito di lavoro, e dovete immaginare l’Irpinia pre-terremoto, dove c’erano due strade, due sole, che portavano ad Avellino, da dove poi si dipanavano autostrade e quant’altro, e quelle due strade erano per così dire selvagge, strade tipo Ballabio-Morterone, dove dopo un pò ti fai delle domande sull’accuratezza della segnalazione chilometrica, o Dervio-Premana, e così via. Sono strade belle, sono strade soprattutto appenniniche oramai, stranamente l’Appennino si è preso una gran bella rivincita sulle Alpi perchè da catena montuosa minoritaria oggi è, indubbiamente, catena montuosa aspra e selvaggia di riferimento. Oggi l’Irpinia le strade le ha, sono ripassato da certi luoghi tre anni fa e c’erano i cartelli contrade, deve essere passato qualche politico toscano o simile che ha deciso che in Irpinia c’erano le contrade, ma potrei essere ignorante e magari ha rispolverato termine antico. comunque Poldino aveva un sacco di ore a disposizione, e durante il giorno, mi disse, si era messo a leggere le Confessioni di S. Agostino. Ora, vi descrivo Poldino: un animale da birreria, essere simpaticissimo e trascinante, se vogliamo un vero e proprio King notturno. Uno di quelli che in un locale fa la differenza, ok? Bene, a furia di leggere (e CAPIRE) libri così, successe che cominciò a PARLARE e a SCRIVERE così. Ho delle lettere di Poldino, pagine e pagine, che mi costrinsero a prendere in mano il vocabolario. Vi dirò di più: io il vocabolario di Italiano, da quando sono nato, l’ho usato solo con le lettere di Poldino. Quindi, immaginatevi un re da pub o locale che fa le battute in linguaggio medioevale. E che poi ti scrive cose serissime, cose emozionanti, in tale linguaggio. Vi giuro, in un caso crampi da ridere, nel secondo crampi da film Changeling di Eastwood.
Ora, pazzescamente, Poldino finì su Fb, anche lui!! Sapete che FB è stato abbandonato ormai da tempo dagli under 20, è roba da mezz’età, ormai. Roba da vecchi, o ex giovani. Soppiantato da Instagram e what app. Spacco generazionale mica da ridere, eh, vi assicuro che rispetto a quando under20 eravamo noi il fosso generazionale, anche a livello culturale oggi è MOOOOOLTO più accentuato, proprio perchè esistono i social da vecchi, ovvero questo, e quelli da giovani. Detto questo, io continuo a leggere, faticosamente come faticosamente si può leggere uno scrittore eccellente pre rinascimentale, il grande Poldino, il quale è essere onesto, schietto e retto come vi dico MAI mi è accaduto di incontrare. Uno che avrei messo in un governo subito, e vi garantisco che non avrebbe portato via mai un cent. Uno che non gira dietro alle cose, non difende l’indifendibile, non giustifica l’ingiustificabile, la porcata, etc etc. E così dixit, poche ore fa. Secondo me azzeccatissimo con tutto ciò che di puerilmente giustificante (o più correttamente, giustificativo) si legge su vari temi. CONSIGLIO: LEGGETE AD ALTA VOCE.
Oltre il Buon Dio (mio Unico Supremo!!!), non potrei configurarmi in sembianze di comodo. Se dovessi allinearmi in dettami di circostanza, mi prostituirei ai voleri dell’istinto più bècero.
Ho pienissimi motivi di sapermi “fiero-positivo” in ogni dove, come, quando e perchè abbia incamminato la mia Persona: con tutti i difetti annessi e le precipue Virtù risapute.
In Essere: Poldino pensa e sbaglia di Suo, quanto si vorrà, ma non si potrà giammai celare dietro ai paraventi di un’effimera compiacenza di giustifica.
Vivaddio, se avrò fondati motivi di sapermi in totale coerenza con me stesso. In fondo, il mio più grande pregio è sinònimo d’imperfezione: adoperarsi con Chiunque e a fin di Bene, ma denudarsi di ogni “Credo” morale, nel Buon Nome dell’Ingratitudine Altrui. * Vox Mea *