Fabio Palma

Infinite jest

MANNY PACQUAIO

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Immaginate una povertà che va al di là della vostra massima percezione di povertà. Cortocircuitate ogni pensiero positivo e luminoso e fate entrare scarafaggi, fame e privazioni in ogni remoto neurone. Poi scrivetevi un’aspettativa di vita non superiore ai 30 anni, ed entrate in questo reality dove ad un bambino il padre prende il cane e lo cucina per cibarsi.
La leggenda di Manny Pacquaio parte da questa scossa che, racconta oggi, lo segna indelebilmente. Il bambino è magro come soltanto certe istantanee africane ci riescono a raffigurare in quanto non abbiamo un archivio con una simile rappresentazione. Si fa presto ad essere intolleranti, perchè semplicemente non abbiamo idea di che cosa sia la vera povertà e la denutrizione.
Ogni giorno, dal suo villaggio, è costretto a percorrere chilometri fra le montagne alla ricerca di cibo e acqua, e molti anni dopo dirà che il suo incredibile Cardio gli derivò da questi anni di privazioni, quando il suo corpo era sottoposto a camminate lunghissime e in salita compiute senza prima mangiare o bere. Ed ha meno di dieci anni quando è costretto ad aiutare un pescatore come lavoro, assistente di fatica.
“non ho mai fatto sforzi pesanti come quelli compiuti in quegli anni su quella barca, quando sollevavo pesi sempre superiori al mio e potevo mangiare pochi grammi di pesce crudo la sera”.
Ogni tanto lo mandano nella città più vicina a mendicare o a cercare cibo e una volta lui e il suo fratellino vengono circondati da parecchi ragazzi più grandi. E’ la prima volta che deve difendersi e Manny li abbatte tutti, trascinato dalla disperazione. Al mancato pestaggio assistono adulti interessati…tanto che viene assoldato per gli incontri clandestini dove i bambini entrano in stanzoni pieni di scommettitori e cominciano a pestarsi, prima o dopo combattimenti fra cani. Magro più di qualunque altro avversario bambino, Pacquaio vince anche contro ragazzini di 3 o 4 anni più grandi perchè ha una dote che non si era mai vista, muove piedi e braccia ad una velocità anche doppia di quelle degli altri adolescenti, e non ha mai nessun bisogno di rifiatare. Un giorno gli mettono davanti la Star di tali combattimenti, molto più grande e più grosso di lui, e Pacquaio vince…Gli danno droghe ed è comunque carne da macello, carne per deliziare gli adulti, come accade in tante parti del mondo, la nostra compresa…

A 16 anni gli dicono che può diventare professionista del pugilato, carne da macello per Campioni già affermati o pugili rampanti che hanno bisogno di fare curriculum. E’ un avanzamento di carriera, anche se è sempre carne da macello, Però vince i primi incontri, prima di essere messo Ko da uno sconosciuto al 12° scontro, che poi sarà per tutti quello che “mise Ko un Pacquaio giovanissimo”. Perderà anche una sfida mondiale, perchè troppo indebolito dalla perdita di peso, alla 28° battaglia. E decide di passare alla categoria superiore.
Mette su un paio di kg, ma parliamo sempre di un ragazzino così magro e affamato da essere comparabile ad una ragazzina magra di 16 anni…ma nel suo paese si comincia a parlare di lui, perchè vince ripetutamente, e sempre con un ritmo MAI visto. E’ una furia, gentilissimo e quasi dimesso fuori dal ring, inarrestabile quando circondato dalle corde di un ring.
Poi negli USA succede che un Campione del Mondo, a due settimane da un incontro per un titolo, apprende che lo sfidante si infortuna. I soldi sono già stati investiti, i biglietti venduti…che facciamo?
Il suo manager trova questo nome, Manny Pacquaio, e il campione dice, Ok, così me la sbrigo in fretta. A Pacquaio si chiede, ti va fra due settimane di fare un incontro per il titolo mondiale? Di solito un pugile si prepara dai due mesi in su per un incontro importante e il pugilato non è esattamente un discorso di fare una partita o una corsa o una salita, comunque annuisce.
Ed accade quello che il commentatore HBO urlerà, in diretta, a tutto il mondo: a Superstar rise today in Las Vegas. Già al primo round il Campione è investito da una quantità di colpi che i Computer diranno non essere MAI stati lanciati in un solo round, e va giù, come se una frana di massi gli fosse rovinata addosso. E poi si arrenderà al settimo round, scomparendo per sempre dalla scena internazionale.
Qualcuno dice, il campione non era abbastanza preparato, ha sottovalutato, sia stato colpito a freddo.
E allora arriva, in Messico, la patria mondiale del pugilato sotto i 60kg, la prova della verità. Lui e Marco Antonio Barrera, futuro Hall of Fame, un duro dalla faccia da duro, dalla classe infinita, dalla potenza devastante, dal ritmo increscioso. E l’incontro è a Città del Messico. Gli scommettitori non hanno dubbi, soltanto qualche esperto punta sul Filippino. La bolgia e il tifo sono qualcosa, sappiatelo, che non ha eguali in nessuno sport praticato da noi…forse solo il basket in Turchia o la boxe in Uk. Forse.
E’ la prova definitiva, decisiva, mondiale. Pacquaio è un tornado, all’11° round un coraggiosissimo Barrera vede il suo allenatore gridare basta, lanciare l’asciugamano in segno di resa, e abbracciarlo fra le lacrime. Pacquaio ha demolito una leggenda vivente…Negli stessi anni ci sarà la Trilogia contro un’altra leggenda messica, Erik “El Terrible” Morales. Pacquaio perde il primo incontro, con un 12°round che entra nelle collezioni dei round più selvaggi della storia, vince nella rivincita battendo per Ko un uomo che non era mai andato al tappeto, e in tre assurde furiose riprese liquida definitivamente la rivalità nel terzo scontro.

Pacquaio è ormai una leggenda vivente, ma siamo SOLO dentro la Boxe. C’è bisogno di QUALCOSA per uscire da una singola dimensione sportiva, c’è bisogno di un evento sociale. Politico. storico. E arriva…
La seconda svolta avvenne nel 2008, quando a Las Vegas il “bello” del pugilato americano, superstar dei media, De La Hoya, lo sceglie al posto di Mayeweather per un incontro fra i Welter. De La Hoya è bello e famoso, in Tv come ospite di trasmissioni patinate, plurivincitore di leggende, solo qualche sconfitta nella sua carriera ed è enormemente più alto e grosso di Pacquaio. Deve perdere peso per tornare nei Welter, e forse si indebolisce, ma sembra proprio Davide contro Golia. Pacquaio entra sul ring e si pensa che abbia davvero esagerato…non pochi media parlano di incontro da NON disputarsi per disparità fisica evidente. Al suono del primo gong la differenza fisica fra i due sembra imbarazzante…
Quell’incontro è segnato dal tifo dei razzisti americani, che vedono nel filippino di colore un personaggio inferiore. Pacquaio già nel primo round mette a segno dei colpi semplicemente troppo veloci per l’avversario e infligge a De La Hoya una lezione memorabile concludendone la carriera all’ottavo round. Milioni di americani assistono increduli al sovvertimento della logica. Il piccolo filippino è una furia che colpisce centinaia di volte il simbolo della Forza Americana e non pochi ci vedono una metafora che va molto al di là di un evento sportivo. Non siamo a livello di Owens a Berlino, ma per questo millennio, e relativamente agli States, sappiate che PAcquaio vs De la Hoya diventerà uno spartiacque. All’angolo di De La Hoya gli dicono “arrenditi, he is too fast”, una frase che riporteranno tutti i Tg americani. Pacquaio diventa per i giornalisti americani “lo sportivo più veloce del pianeta”. Superstar del Basket, del baseball, del football americano fanno a gara per avere una foto insieme al piccolo missile dotato di una potenza e di una resistenza inverosimile. Le scommesse impazziscono, i giornali parlano di lezione del terzo mondo al gigante americano. Non è sport, è qualcosa di più.

Successivamente Pacquaio in un incontro riesce perfino a riempire lo stadio più grande del mondo, quello dei Dallas cowboy. Oltre 100.000 persone per un incontro di boxe, e non dei pesi massimi. Diventa uno degli sportivi più popolari del mondo, e fra i primi 5 negli Usa. NYT lo indica come uno cento personaggi più influenti del pianeta. In Filippine la guerra civile si ferma durante un suo match…affronta tutti, a ritmo impressionante, sconfiggendo tutti i migliori, tranne l’altro fuoriclasse 2K che lo evita, e a ragione. Un nero sbruffone fuori dal Ring ma elegantissimo nel quadrato, uno che i Computer diranno avere il più veloce tempo direazione dello sport professionistico americano. 1,5 decimi per schivare, ruotare il busto, e portarsi fuori bersaglio. Fantascienza. E nella storIA dello sport non è facile trovare CONTEMPORANEAMENTE due fuoriclasse assoluti nel loro Prime Time. nel loro periodo di forma migliore. Siamo ai livelli di Borg-Mc Enroe, o Federer-Nadal 2011, o Alì-Frazier, o Lewis-Powell nel salto in lungo. Il Nome dell’altro? Floyd Mayweather…
Mayweather è il re della difesa, ma Pacquaio dal 2008 al 2010 sembra assolutamente un extra terrestre. Meglio evitarlo, sai mai…partono contrattazioni eterne che non arrivano mai ad una firma, i loro manager si accusano, Manny dice che vuole lpincontro, Floyd accusa il filippino di non voler fare test antidoping prima dell’incontro. La verità? Non si saprà mai…quello che è certo è che in tre anni Pacquaio affronta tutti i migliori di tre categorie di peso, salendo perfino sul ring contro un Margarito di 17kg più pesante (!! potenza della medicina…) e sconfiggendo futuri Hall of Fame, sempre con un ritmo, una potenza, una classe con pochi precedenti nella storia del suo sport.

2011 Pacquaio sembra avere una flessione, sembra semplicemente il migliore, ma NON un extraterrestre.
Poi, nel 2012, prima una sconfitta decretata da un arbitraggio vergognoso, poi un Ko che ne fa temere il Parkinson, contro l’eterno rivale Marquez, al loro quarto incontro, sembra decretarne una fine fulminea e inaspettata, ma Pacquaio tornerà dopo un anno, riprendendo a vincere.
Finalmente, nel 2015, con 5 anni di ritardo rispetto al loro Prime time, si fa l’incontro del secolo, Pacquaio-Mayweather. Tecnica e velocità mai viste da parte di entrambi i pugili lasciano però l’amaro in bocca per la mancanza di una vera e propria guerra, Floyd corre all’indietro con infinita classe e sebbene i pugni più duri, che anche lo scuotono, sono di Manny, l’americano vince. Pochi giorni dopo Pacquaio viene operato alla cuffia dei rotatori, era salito sul ring con un infortunio gravissimo ma ormai non più denunciabile perchè, con un giro di soldi superiore ai 500 Milioni di doillari, l’incontro non era più rinviabile…i due momenti del match in cui Maywetaher era in difficoltà e Pacquaio si era arrestato dopo qualche secondo di attacco furioso (tra cui 14 colpi in 2 secondi…) vengono così spiegati. Il filippino non mostra mai smorfie di dolore perchè, sappiatelo, nella Boxe il dolore non deve essere mai mostrato. E’ sinonimo di debolezza e di resa incondizionata. Avete presente i calciatori, che simulano un dolore insopportabile per avere un fallo a favore? ecco, nella boxe è il contrario. Il dolore più insopportabile deve apparire una carezza. Per questo spesso sorridono all’avversario dopo essere stati colpiti duramente…è una simulazione al contrario della logica…
Pacquaio torna con altri avversari, dominandoli, poi perde nel 2017 in Australia contro una seconda scelta, ancora una volta derubato dall’arbitraggio. Rivince, e per Ko, nel 2018, e nel frattempo è senatore da qualche anno, sempre presente in parlamento, e ricco a milioni, anche se qualcuno parla di investimenti sbagliati.
Il ragazzino magro e destinato a morire presto è oggi un facoltoso e gentile uomo politico, che si trasforma solo sul ring. Non è più quell’ira di Dio che fu fino al 2011, dal 2012 è più prudente, perchè ha capito che il Jolly della degenerazione mentale l’ha già giocato. Non sopravviverebbe ad un altro Ko devastante…,ma Pacquaio è uno dei più grandi pugili di tutti i tempi, uno dei più ricchi, arrivato da una povertà che non possiamo immaginare. O che forse può capire solo un altro pugile, anche lo stesso Mayweather, un altro miliardario (in dollari…) arrivato dal sottosuolo umano.
E un pensiero è inevitabile: quanti bambini, allora e adesso, non hanno la classe infinita di Pacquaio, e nel mondo vengono usati perfino in combattimenti per divertire gli adulti? Quanti ne muoiono in silenzio, clandestinamente, e sadicamente?
Anche questo ci dice la storia

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