Fabio Palma

Infinite jest

ANDRE MATOS

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Era diplomato al Conservatorio in Composizione, Canto Lirico, Pianoforte e Direttore d’orchestra.
Gli dissero, al quarto diploma, che probabilmente era l’unico al mondo a poter vantare una collezione del genere, e che nella Lirica avrebbe potuto fare qualunque cosa. “Vada e conquisti il mondo”. I suoi professori lo vedevano Gigante nei teatri di tutto il mondo.
Vi ricordate il film Hunting, il Genio ribelle? La Genialità raramente va secondo professorame. 


André con quel malloppo di diplomi decide per una strada che definire sconcertante è dir poco: il Power Metal.
Beh, direte voi, il Power Metal non è mica il genere degli Iron Maiden? In fondo sono uno dei gruppi più ricchi e famosi del globo, vanno in giro in 747 è figuriamoci André con questi diplomi, si comprerà il Bolscioi e La Scala.
Già, solo che Matos è brasiliano, chi se lo fila nel mondo un gruppo power metal brasiliano?
Matos è amche Direttore d’orchestra, però, sa quindi giudicare, e bene, i musicisti. Nasce un gruppo formato da musicisti spaventosamente bravi, ognuno nel suo ruolo un Master. Matos sarà ovviamente alle tastiere e alla voce, e metterà il becco in ogni composizione. E ha un’idea: niente fotocopie di Iron Maiden o Judas Prost, ci inventiamo un genere. Facciamo Metal, ma come non l’ha mai fatto nessuno. Niente riff derivanti dal Blues, niente linee semplici di accordi. Andiamo sul massimamente complesso. Prendiamo la.musica popolare brasiliana, quella che conosciamo solo Noi, la scomvolgiamo in chiave metal e classica, e io ci metto la mia voce Lirica 
Vediamo chi se ne accorge.
Bene, è domenica e la meteo sarà così così, quindi cercatevi per favore Holy Land, Angra, e ascoltate e catalogate. 
Non ce la farete.
E non ce la fece nessuno.
Il mondo stava per diventare Globale, così nonostante quella roba venisse dal Brasile qualche Media se ne accorse e se ne accorsero anche musicisti vari del rock, e non solo. Si scomodo’ il termine progressive, quello di Genesis, PFM e nell’Hard Rock i Dream Theater, ma le linee musicali erano indubbiamente del tutto nuovo. Matos fu intervistato e spiegò, complice la cover di Wuthering Heights (che un maschio cantasse Kate Bush neppure il Padreterno se lo sarebbe immaginato…) gli Angra sfondano in Brasile (per forza) ma diventano famosi nel campo metal anche fuori dai confini. Anzi, le riviste NON metal ammettono candidamente che Holy Land e compagnia sono qualcosa di totalmente innovativo. Matos ha centrifugato Ritmi tribali brasiliani con linee classiche, il tutto suonato in versione Metal.
E poi avviene quello che spesso blocca i Geni.
Il carattere…
Matos e gli altri litigano , e di brutto, praticamente su tutto. Si narra che non si parlano neppure nei camerini. I Concerti sono perfetti, ben poche band sono live come loro: i Toto, i Dream Theater…poi bisogna andare nel Jazz Rock, ma qui c è anche una voce, e Matos dal vivo è devastante. Solo che le fondamenta sono fragilissime, e soltanto all’inizio del successo mondiale, Matos se ne va dalla Band. 
Il secondo inciampo è razziale…Bruce Dickinson lascia gli Iron Maiden (ci ritornerà buono buono anni dopo), e sebbene la.musica degli Iron sia di fatto semplice, è innegabile che le 4 ottave di Dickinson siano alla portata di pochi e che dal vivo cantare per due ore gli Iron per centinaia di volte all’anno sia roba da Robocop. 
Gli Iron Maiden inducono un concorso mondiale a cui si presentano migliaia di cantanti, decine dei quali super famosi. Diventare il cantante degli Iron Maiden significa diventare miliardario e tra i primo 500 nomi più popolari del mondo, politici e sportivi compresi.
Le audizioni sono perfino pubbliche, e ne rimangono tre: una delle ugole è quella di Matos. 
Ed è qui che avviene quello che spesso ostacola quelli bravissimi: il loro talento fa paura. La gente ha paura della bravura quando può entrare nella tua vita prendendosi una parte di te.
Steve Harris, il compositore di tutto ciò che è Iron Maiden, probabilmente il più fenomenale inventore di riff e ritornelli orecchiabili della storia del rock, fa sapere che preferisce un inglese (e la scelta penalizza gli Iron fino al ritorno di Dickinson perché il prescelto è piuttosto insipido), ma la verità è che Matos, col suo diploma di Direttore d’orchestra, sarebbe stato estremamente ingombrante. E cosa sarebbero stati gli Iron Maiden con un pianista classico capace di comporre…chi lo sa…
Così Matos continuo’ una carriera prevalentemente solista con alcune gemme (Time to be Free è un disco stupendo) mai Mainstream, e la sua morte di ieri colpisce non centinaia di milioni di persone ma forse un solo milione. Aveva 47 anni, ancora non se ne conoscono le cause.
Lo ascoltai con mio figlio che non ave a 10 anni all’Alcatrazz. Yuri cantò a memoria tutte le canzoni, lo guardavano tutti. Matos non aveva più i picchi lirici di Holy Land ma la performance fu strepitosa.
Non c’è mai stato altro come Holy Land nella musica mondiale: per comporre qualcosa del genere devi proprio essere appassionato di Lirica, Metal e musica Tribale. E capirne. E saperla cantare e avere gente intorno che la sa suonare. Gli Angra di Holy Land sono stati qualcosa di paragonabile ai film di Malick o alla scrittura di Bolano. Qualcosa che prima e dopo può essere accompagnato soltanto dall’aggettivo irripetibile .
Ho ascoltato il disco Holy Land centinaia di volte nel mio periodo incosciente, dal 2005 al 2011. Infinite jest prevalse su Holy Land, nella.mia testa, per un niente, come nome al nostro capolavoro. Ora mi accorgo che non c’è più nulla di quegli anni, né David Foster Wallace ne André Matos né tutto il resto. Adesso sono proprio solo ricordi. 
Era destino che non ne rimanesse nulla, ma non pensavo così in fretta.
Ai musicisti di ogni genere Consiglio l’ascolto di Carolina IV, dal disco Holy Land, oltre Holy Land stessa. A tutti gli altri, piu’ leggera, Make Believe, poi Holy Land e tutto il resto

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