Fabio Palma

Infinite jest

Maggio 20, 2015
di Fabio Palma
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LA LIBERAZIONE DEL GESTO

Prima di ricopiare quello che ho già scritto su Facebook volevo scrivere qualche cosa su come è stato realizzato questo video.

A me è sempre piaciuto vedere cose nelle quali la tecnica si sposasse al contenuto, quindi per esempio bello vedere una corsa e correre, ma ancora più bello vedere correre Gebrselassie o Bolt o Michael Johnson, per dire.

Ecco perchè tutto il contenuto, e anche qualcosa in più, che è riportato sotto, è stato costruito con largo uso di tecnica.

Tanto per specificare meglio, sia Yuri che Filippo Salvioni che Francesco Torquati Gritti, nelle riprese indoor, hanno utilizzato alcuni accessori (due steady e tre sliders, di cui uno motorizzato e uno di tre metri) che esaltassero la dinamicità propria di un ragazzino e ahimè lontano ricordo man mano che si avanza nell’età…sul colore, sono state fatte riprese secondo un profilo colore di camera richiesto da Yuri, che poi gli permettesse una color correction come quella del video, dove le ombre intorno ai volti sono accentuate, e così via. All’esterno, in val di Mello, il crane che abbiamo e ancora la steady ma soprattutto la V2, che permette 60 scatti al secondo in Raw, ha permesso nel video sequenze di scene con slow motion, movimenti da alto in basso, corse (come quella con steady in mano verso le due ragazze, nei titoli di coda), color correction accentuata sul movimento sulle rocce.

La musica, poi, è stata scelta da Yuri secondo la logica di dare un forte impatto ai cambi scena (e questo poteva anche essere risolto con musica elettronica più spinta), ma anche con un certo tono serio, che ha voluto lui, perchè “lo sport, quando lo pratichi veramente è serio anche nel divertimento”. Amen…

Sono arrivate un pò di mazzate negli ultimi giorni, non solo alcune tutto sommato “lontane”, come quella di Dean Potter, anche tante storie molto più vicine e se vogliamo comuni. Quindi sono un pò a disagio nel postare questo video che è tutta gioia e allegria, dal titolo alla sceneggiatura, fino al lavoro che c’è stato nel costruirlo, lavoro certosino dalle riprese al montaggio, lavoro che porta allegria e serenità come tutte le cose che ti piace fare e dove l’accumulo di ore non pesa.
C’era a tavolino la voglia di sottolineare alcune cose; per esempio i volti, non ancora segnati come è ovvio che sia già da quasi subito dopo l’età dei protagonisti. La dinamicità e la destrezza, che sono merce rarissima perchè non ce la curano, non ce la fanno mai curare, e invece secondo me è una cosa bella e io che non l’ho mai avuta, anzi forse l’avevo proprio a quell’età a ricordare certe cose (salto di un’intera tromba di scale, e salto di una macchina da un muretto, questo a scuola, alle elementari. Se lo facessi adesso penso che non basterebbero tre barelle). Poi una cosa comune a tutti gli sport, ma non solo, e cioè che c’è un percorso che ha pure tratti in bianco e nero, e questi tratti sono anche spesso corridoi più lunghi delle zone a colori, che a loro volta possono essere sotto e senza riflettori, e magari la parte dei riflettori è quella più dura da sostenere perchè ha dietro un tabellino e un giudice, e così via, insomma chi ha costruito il video ha voluto dire tante cose e anzitutto voglio ringraziare già tantissimo chi mi ha scritto per questo video, e poi, moooooolto retoricamente, vorrei dire che ci sono prove della vita infinitamente più toste da sostenere che non un allenamento o una gara etc etc, e anche questo voleva essere detto nel video, con l’ultima parte che è la naturale evoluzione dell’arrampicata ma se ci pensate anche di quasi tutti gli sport, la fortuna di poter applicare in serenità ore e ore di allenamento, di gestualità, di prove e ri-prove.

Maggio 18, 2015
di Fabio Palma
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Ciao Dean

Ho appena saputo che un amico, anche se è strano parlare di amicizia per una persona con la quale sono stato insieme appena due giorni, è morto, perchè qualcosa di quello che ha fatto tante volte non è andato bene.
Quando organizzai la sua serata, mi rispose per mail di sì, poi per mesi scomparve. Andai come da appuntamento all’aeroporto e in effetti lo vidi, sospiro di sollievo, e poi mi disse che non era uno da mail. Pur diventato famosissimo, era rimasto un ragazzo selvaggio nelle abitudini, nell’uso della tecnologia, forse anche nei rapporti umani. Erano le dieci di mattina e mi disse, oggi è il mio compleanno, conosci un posto dove posso lanciarmi per festeggiare? Io neppure capii molto bene, eravamo in macchina, giornata stranamente serena, ero sulla ss36, di fronte il barro e in un angolo a sx dell’orizzonte il forcellino, ovviamente non ne sapevo nulla di base jump ma supposi gli servisse una parete dritta, così gli feci, boh, che ne dici di quella là, Dean? Disse, bella, andiamo. Telefonai a Marco Anghileri, anche Marco non c’è più, gli chiesi, Marco, ma secondo te alla fine del Forcellino la valle che parte va comunque giù molto verticale o si raddrizza? panico, oh, c’era da ricordarsi bene, Dean voleva lanciarsi!! Marco era alla bastionata a scalare, chiamai anche Klaus e gli dissi, oh, vuoi fare delle foto, e poi Andrea Gaddi, perchè volevo riprenderlo. Andammo su, era mezzogiorno, Dean guarda giù, si gira, mi fa, lancio un sasso, contiamo insieme, lo lancia, poi mi fa, secondo te quanto vento fa, volevo dirgli, porca miseria Dean, che cacchio ne so quanto vento c’è???, comunque si prepara, dò una telecamera ad Andrea che preso dall’emozione filmerà zero, Klaus farà una serie di scatti bellissimi, Dean si lancia e io rimango con la telecamera in mano e dico una parolaccia dalla fifa che mi prende, Marco mi chiama dal parcheggio dell’orsa e mi fa, fantastico, è qui, tutto bene, poi andiamo da sport specialist alle 4 del pomeriggio, guarda il piazzale, mi fa, avete una slack line, perchè?, la attacchiamo fuori, voglio far vedere alla gente la slack, mi dice che la slack è la cosa più bella del mondo perchè la può praticare un bambino e un 80enne, parte un’ora di lavoro con tanto di camion che a momenti fonde per tirare sta cacchio di slack, cinque metri dal suolo, e prima e dopo la serata Dean Potter cammina per 30 metri sopra la gente, ovviamente slegato, e la gente lo guarda e quasi piange dalla commozione, fu la serata più bella che organizzai e che in generale vidi, una serata con dei video spaventosamente belli, erano della National Geographic alcuni, capirete, e dei disegni animati che poi chiesi a Pietro Porro di descrivere quello che successe ai due Matteo a 20 metri dalla fine della Ovest della Egger con dei disegni animati, ricordo poi che per settimane mi dissi e ridissi, che bello sarebbe costruire una serata come quella di Dean, proprio come quella di Dean, con video e film così, insomma a me Dean non mi ha ispirato per il base jump, per i free solo, per i record di velocità, per la sua vita selvaggia, niente di tutto questo era alla mia portata, neppure la sua amata slack line, figuriamoci, ho l’equilibrio di un camion a tre ruote, no, mi ispirò per la sua incredibile capacità di raccontare alla gente tramite video di qualità altissima con emozionalità spaventosa, ci parlai a lungo, quel ragazzo non più ragazzo ma selvaggio dentro e fuori amava le cose belle e tecniche, parlava di video e film come se fosse un regista, vide il dito dones e il ponte di ferro di lecco e mi chiese, facciamo un video che metto la slack tra ponte e ponte, e poi tra dito dones e parete, la tua città sarà contenta, ovvio, lavorando con la national geographic aveva acquisito il senso del gusto e della spettacolarità non fine a se stessa, ricordate la sua slack con la luna dietro, Madonna santa che roba bella, Dean nella sua vita ha fatto solo e solamente cose belle, che si vedono solo e solamente in video e film belli, mi ha lasciato questo. Scusate ma sono proprio triste e questo scritto si perderà, ovvio, ma se conta qualcosa un profilo, non potevo non mettere sul mio un omaggio al grande Dean

Maggio 10, 2015
di Fabio Palma
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LA DISUBBIDIENZA

Ieri sera mia madre mi fa, al telefono, “sei disubbidiente”.
Siccome ho ritrovato qualche quaderno delle elementari, mi sono detto, controlliamo. Ho avuto questo pensiero così forte che alle 5.00 ho aperto lo scatolone e…ci ho messo poco, eh. Beh, sono coerente.
Fra l’altro mia madre ha due aggettivi che usa stabilmente da illo tempore, attento e disubbidiente. Attento in realtà non è come lo si può pensare in veste positiva, è preceduto da STAI.
Me l’ha detto talmente tante volte che inevitabilmente ne ebbi rifiuto mentale fin da diciamo gli 8 anni. Non a caso avevo l’imbattibile record di note delle elementari ( 52, ho le prove), sono stato uno dei più pericolosi driver di motorino di Cinisello Balsamo (Madonna santa santissima ti prego fa che mio figlio continui a esser indifferente alla richiesta…che al pensiero di me a 14 anni che prendo l’autostrada ad Agrate ed esco a Sesto e per sfida vado in terza corsia…) e diciamo che pure dai 40 ai 47 circa non sono stato l’esempio più limpido del rigorosamente carefully.
La disubbidienza devo dire che l’ho anche registrata negli ultimi anni, e mi sono ritrovato con nuovi amici, potrei dire colleghi ma non è certo lavoro (cioè lo è ma avete capito…tutti quelli che si sbattono per associazioni varie capiscono benissimo…), con i quali abbiamo disubbidito qua e là a varie cosette. Ora io non voglio incitare alla disubbidienza, eh, insomma mi sono un pò arrotolotato in contraddizioni, ma diciamo che se da un paio d’anni riusciamo a costruire serate così, è perchè anche c’è stata disubbidienza.
E speriamo che tutto funzioni, porca miseria
http://ragnilecco.com/serata-maglione-rosso-film-programma/

Aprile 26, 2015
di Fabio Palma
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11 MAGGIO, vi aspetto a Lecco

Cina, Kirzighistan, Groenlandia.

Ma anche Grigne, ragazzi e bambini che scalano, Val di Mello, Molise.

Sono i video, cortometraggi e film che faremo vedere l’11 Maggio a Lecco.

Un solo vero film, quello della Groenlandia e la fantastica avventura di Matteo Della Bordella e i suoi compagni, realizzato da Filippo Salvioni, regista di grande, grande talento. Alla sua prima prova con un film, mentre su video e documentari non c’è proprio da discutere, visto il suo curriculum. Fra l’altro, anche il Kirzighistan è suo, ed è stato selezionato dal filmfestival di Trento.

0014

Come al solito sarà una serata di patema e spero che vada tutto bene, i video sono di grande valore e sono sempre preoccupato di inconvenienti tecinci, visto che dobbiamo sempre allestire il luogo per essere all’altezza di una proiezione full HD. E non è la stessa cosa fidarsi di un proprio allestimento o di una sala già attrezzata.

Ecco i dettagli

http://ragnilecco.com/serata-maglione-rosso-coming-soon/

Aprile 2, 2015
di Fabio Palma
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UN ANNO DI RAGNI

Ecco un esperimento, con un’applicazione ho fatto registrare e tradurre la relazione morale all’assemblea dei Ragni di qualche giorno fa. A braccio, ecco come ho relazionato (noi ragni la chiamiamo Relazione Morale) un anno di attività

Anche il 2014 è stato estremamente positivo per i risultati alpinistici del nostro gruppo, che sempre sono per me l’attività prioritaria da seguire e supportare. Enorme riscontro anche internazionale ha avuto la spedizione in Groenlandia di Matteo Della Bordella, che ha visto Matteo, insieme a due compagni svizzeri, percorrere addirittura 240 km di kayak e poi 30 a piedi prima di aprire una via in stile alpino, free climbing e a vista, fino al 7b+. Il ritorno in kayak, altri 240 km, non è stato facile…

Questa spedizione è stata esalata anche dalla rivista Alpinist, e lo stesso è avvenuto con la spedizione in Kirzighistan di Luca Schiera, avvenuta a Luglio 2014 con Matteo De Zaiacomo, poi entrato in Autunno nei Ragni e oggi, a 22 anni, il più giovane del gruppo.

Avevamo anche deliberato pieno supporto a Matteo Bernasconi, Matteo Piccardi e Maurizio Tasca, ma loro impegni personali hanno fatto annullare i progetti. Il bilancio attuale, solido e positivo ormai da tempo, permette di supportate tutte le proposte di spedizioni e viaggi che ci vengono richieste, con l’unica nostra richiesta di avere riconoscenza e priorità nella successiva diffusione di notizie, materiale fotografico e articoli. Non sono lontani i tempi in cui i bilanci erano terribili impedendo qualunque attività e supporto, posso dire che avere tamponato quelle situazioni ed essere poi giunti continuativamente allo stato attuale è, soprattutto in questi anni, un risultato gigantesco. Posso anche annunciare che in questi giorni è stato da me raggiunto un accordo per il rinnovo del contratto con adidas, che iniziai nel 2010.

Infine, la spedizione Patagonia 2015 non ha visto la completa ripetizione della via dei Ragni del 1976 (che rimane irripetuta!!), che però è stata ripulita da oltre 35kg di materiale antico, scalette e corde. Della Bordella e Schiera hanno poi aperto uan variante alla Casarotto al Fitz Roy, ovviamente a vista e in arrampicata libera stile alpino, mentre ci sono state altre ripetizioni dei nostri fra cui le ottime performances di Luca Gianola, neo ragno e grandioso alla sua prima esperienza patagonica.

Ne approfitto per dire che i 4 nuovi soci entrati a Novembre, Gianola, Tasca, Marazzi e De Zaiacomo, sono un’infornata ad altissimo profilo tecnico. E il loro comportamento verso il gruppo, già molti mesi prima del loro ingresso e anche prima che gli fosse accennata questa possibilità, era splendido, con ringraziamenti al gruppo e condivisioni sui social come Facebook di quello che facevamo.

Sono stati realizzati ben tre film Uli Biaho, Grigna ieri e oggi, L’inverno del vicino: rispettivamente un documento di una spedizione alpinistica, un documento storico, una fiction. Il film della Uli Biaho è stato selezionato insieme a “le grandi prime dei Ragni di Lecco” (che contiene due film Infinite Jest e The Egger project) per essere veicolato con Gazzetta dello Sport e Corriere della Sera nella collana Le Leggende dell’alpinismo. Una notizia clamorosa!! Sono particolarmente orgoglioso di avere proposto nel 2011 un piano cinematografico, iniziato allora con la via del Det e Infinite Jest, che ci vede ora UNICI in Italia nella produzione sistematica di film e video, che riempiono le nostre serate e vengono distribuiti in tutta Italia e visti all’Estero. Una tradizione antica di produzione film è stata risollevata e perseguita. E sono molto contento che ora anche altri membri del gruppo hanno iniziato a seguire attivamente queste produzione, come Luca Passini, Silvano Arrigoni, Matteo Della Bordella, Luca Schiera. Produzione vuol dire anche occuparsi di aspetti economici, non solo sceneggiatura e idee. L’intenzione è quella di coinvolegre sempre più membri del gruppo in queste attività.

Molto bene la scuola, ottimamente portata avanti da Arrigoni, ora Direttore Nazionale, e Barlascini. Molto bene l’Academy, condotta da Matteo Piccardi. E voglio sottolineare che dei 4 nuovi membri del gruppo, tutti di altissimo profilo tecnico, tre sono arrivati dall’Academy, mia proposta del 2012, a cui hanno lavorato poi diversi soci. Sapere e vedere che Luca Gianola, praticamente a digiuno di montagna due anni fa, è arrivato in cima al Torre per la via dei Ragni e quasi al Fitz Roy dopo aver salito la Franco-Argentina, beh, queste sono cose che incitano ad andare avanti.

Ho cercato di coinvolgere più soci possibili anche dal punto di vista della visibilità: ho permesso a Spini di andae a Unomattina, a Pedeferri di apparire su Sky per due mesi in continue repliche. Abbiamo fatto, per la prima volta nella loro vita, salire su un palco Giovanni Ratti e Romano Perego, che saranno visti nel film “La Grigna dei Ragni” per tutti gli anni a venire. E’ stato realizzato un enorme quadro raffigurante la prima salita del Torre, attualmente esposto in camera di Commercio.

Il bilancio è solido e mia sempre ossessione è quella di non far ricadere il gruppo in terribili situazioni anche recenti. Ci sono ogni anno nuovi sponsor, che a volte sposano anche soltanto singole iniziative (come il comune di Varenna e la banca popolare di Bergamo nel 2014), e un controllo puntuale dei conti è tenuto da Carlo Aldè, coadiuvato dagli altri consiglieri. Sarei stato personalmente più felice nell’avere anche un saldo sul conto inferiore a fronte di un numero maggiore di spedizioni e attività.

Molto bene anche il supporto a richiodature in Lombardia e non solo. Abbiamo un numero enorme di appassionati che ci ringrazia pubblicamente da tutta Italia.

Super bene le serate, anche nel 104 ne abbiamo tenute due, come nel 2013, e lecconotizie il giorno dopo la serata del 1° Dicembre ha intitolato: a Lecco l’emozione ha il colore rosso dei Ragni. Una frase potentissima.

E forse valgono allo stesso modo, se non di più, i complimenti di Aldo Anghileri .

Stiamo seguendo molto attentamente il progetto del museo/osservatorio della montagna: ci sono incredibili tentativi di non permetterci di avere un nostro rappresentante all’interno della commissione scientifica. Come fare un museo dei motori a Maranello senza la Ferrari!! Ovviamente ho posto la condizione, affinchè i Ragni aderiscano con il loro archivio al progetto, che tale rappresentante ci sia. Il sospetto che i nostri successi abbiano fatto perdere la testa a qualcuno creando invidie francamente ridicole non è solo mio, anzi, di tutto il Consiglio.

Il sito ha visto un lavoro gigantesco del sottoscritto e di Serafino Ripamonti per la sua ristrutturazione. Oggi il sito funziona anche se bisogna sempre lavorarci, e tanto, intorno. Grazie ai soci che contribuiscono ai blog, sono contributi fondamentali per l’immagine del gruppo, e indirettamente finanziano spedizioni e viaggi.

Abbiamo anche dal 2014 un nuovo canale youtube, che cerchiamo di arricchire con sempre più video, anche storici.

Sito e video sono FONDAMENTALI per contattare e mantenere gli sponsor. E così anche la pagina facebook, a cui contribuiscono più soci; voglio ringraziare tutti i soci che ne condividono i contenuti. Queste condivisioni sono importantissime, non potrei contattare gli sponsor senza questi numeri. Il fatto che il bilancio di oggi non sia quello terribile di sei anni fa si basa anche su queste attività, che portano una visibilità pura e pulita. Il numero degli appassionati che ci segue in Italia oggi è in continua crescita grazie alle prestigiose salite internazionali, certamente, ma anche grazie alla divulgazione che ne facciamo. Messner mi ha scritto personalmente, per questo.

La palestra è ottimamente gestita da Tentori, coadiuvato da altri ragni, anche facente parte del Consiglio. Seguire la palestra è un lavoro molto, molto impegnativo, con problematiche anche settimanali. Alle persone coinvolte va un mio grande, personale ringraziamento.

Per quanto riguarda la comunicazione, ho avuto personali ringraziamenti da soci come Ravà e Lenti per l’idea delle newsletters, che di fatto hanno riavvicinato loro e altri soci alle attività del gruppo.

Ma la frase per me e noi tutta più bella l’ha detta, e continua a ripeterla, il grande Romano Perego: non ho mai visto il gruppo fare così tanto e così belle cose. Per questo ringrazio tutti i soci che mi hanno aiutato in questo percorso di crescita.

Marzo 12, 2015
di Fabio Palma
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AL FESTIVAL DI FINISTERRA

Il Festival Finisterra-Aarrabida si tiene a Aarrabida, Portogallo, località famosa per film che fanno parte della storia del cinema. Quattro anni fa ebbero l’idea di un festival dedicato all’arte e al cine-turismo, in collaborazione con il Politecnico di Lisbona, dove ci sono ricercatori all’avanguardia nello sviluppo di sw di tecniche di montaggio all’avanguardia.

Il festival ebbe subito un successo clamoroso ( e l’Italia, con un documentario prodotto a Vicenza, ebbe ben sette premi), e l’anno scorso, alla terza edizione, ha visto mostrare i video più innovativi prodotti in un anno dove sia la tecnologia HW che il SW che la sperimentazione intellettuale hanno permesso di fare passi avanti incredibili nella visione per video di un territorio. Le tecniche di Hyperlapse, Layerlapse, timelapse paralleli, post-produzione su riprese in 4k, generano dei video impensabili soltanto cinque anni fa e che hanno stupito anche il cinema, che comincia ad usarle nei film più recenti.

Per tutto questo è un onore e una sorpresa che i video sul lago prodotti dal distretto Centrolario, che racchiude i comuni di Varenna, Bellagio, Tremezzina e Menaggio, nonché i video Leccomountains ep.2, Emotions, e REEL 2014 (è stato quest’ultimo, in verità, ad essere scoperto per primo, e quindi a trascinare all’invito tutti gli altri), siano stati invitati alla rassegna, dove la qualità è al top mondiale e saranno mostrati video delle più belle località, urbanizzate o no, del pianeta. Video spesso prodotti con budget enormi, migliaia di ore dedicate e istituzioni nazionali in appoggio, o privati particolarmente sensibili alla promozione di un territorio, che rendono ancora più sorprendente l’invito dei video nostrani.

Ci sono molti modi di promuovere un territorio attraverso un video o un film. Certamente avere la fortuna di far parte della sceneggiatura di un film di Lucas ( Villa Balbianello ) o di Sergio Leone ( Bellagio ) o con James Bond ( Menaggio ) non ha, al momento, paragoni, a meno che non si stia parlando di un video web a diffusione talmente virale da superare le parecchie centinaia di migliaia di visioni, cosa in realtà già successa (anzi, si parla di milioni di visualizzazioni) per alcuni video degli ultimi due anni.

Questo, naturalmente, è lo scopo dei video sulle montagne di Lecco e sul Lago di como realizzati in vista di Expo: diventare virali, essere utilizzati e riutilizzati anche a propria insaputa (anzi, meglio), ed essere possibilimente visti all’estero. Con, quindi, specifiche molto chiare in termini di durata (un video sopra i due minuti viene spento nel 90% dei casi, se non ha un protagonista), montaggio (il più possibile serrato, come fosse un videoclip musicale o pubblicitario), color correction e formato (il 70% degli americani, per esempio, vede i video su smartphone, non su computer.)

Queste specifiche rendono di fatto più impegnativa la sceneggiatura e il montaggio di un video, sono necessarie ore di riprese anche solo per due o tre secondi, e in generale ho notato che si va da una a due ore di lavoro per secondo di video, con punte anche di tre ore al secondo, dalla ripresa alla pubblicazione. Calcolo per difetto se si vogliono cose ancora più complicate, come il layerlapse, dove le ore per secondo risultano quasi imbarazzanti, a fronte però di un risultato finale assolutamente pazzesco.

Attualmente lo studio e l’analisi, e soprattutto la sperimentazione, di questo know how e tecnologie, è portato avanti da Yuri Palma, Riccardo Mojana, Francesco Torquati Gritti, ma altri giovani si stanno interessando (come Cesare Castelnovo) e le possibilità che il nostro territorio offre per altri video di livello mondiale sono molte alte, grazie all’unicità della combinazione guglie-lago, e alla morfologia del lago di Como, assolutamente caratteristica, che garantisce piani di ripresa sensazionali.

Nel Reel 2014, per esempio, una ripresa proprio di Cesare Castelnuovo, poi post-prodotta da Yuri Palma per esaltarne le caratteristiche, ha suscitato enorme curiosità per come era stata fatta: era stata effettuata in quei tre giorni consecutivi di nebbia a Lecco, con la pianura padana sullo sfondo. Le tecniche di ripresa e di montaggio mostrano quello stupore che provammo un po’ tutti quando assistemmo allo spettacolo, sembrava di essere in un film di fantascienza. Beh, il risultato è esattamente quello che videro i nostri occhi, rappresentato alla perfezione. ( 2’39” di https://www.youtube.com/watch?v=guJJvjmNeCM)

Le idee in ballo sono molte, anche piuttosto rivoluzionarie, altre sono in studio anche dai Maestri del genere. Una recente pubblicità della Nike, per esempio, proprio realizzata da uno dei Top al mondo nei video sul territorio, pubblicità che ha lasciato interdette le aziende rivali per l’utilizzo di queste tecniche, fa pensare che parecchi, nel mondo, si getteranno a tonnellate di ore in questa fantastica sfida, riprendere quello che ci circonda con delle tecniche di ripresa che ce lo mostreranno come se qualche occhio assoluto a mille focali e mille orologi interni fosse lì ad assistere.

VARENNA

https://www.youtube.com/watch?v=z4DXlSX02qc

LECCOMOUNTAINS ep. 2, EMOTIONS

https://www.youtube.com/watch?v=KVLB_Kl6Thc

Marzo 10, 2015
di Fabio Palma
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MOSCA nel 1990

Arriviamo a Mosca che c’è una tempesta di neve, sono con Aeroflot, costava la metà di ogni altra linea. Però devo fermarmi due gg a Mosca, ed è il 25 Ottobre 1990. Sono da solo, perchè Grego è già a Bangkok, staremo via 40gg fra Thailandia e Australia, mi sono laureato il pomeriggio del 24 e la notte ero in treno verso Roma, ora sono in aeroporto a Mosca che cerco di capire cosa fare e dove andare, nessuno parla inglese, si avvicinano due ragazzi italiani, canotta e bermuda, mi fanno, quando ripartiamo, gli dico il giorno, due in avanti, impallidiscono e mi fanno, Belin, qua nevica e noi abbiamo solo roba da spiaggia, ovviamente zero chances di riavere i bagagli spediti quindi frugo nello zaino a mano e gli dò quello che riesco, avranno un freddo cane per due gg, in cui la parola Belin è talmente tanto ripetuta che la dirò per mesi. Ci ficcano nell’albergo Aeroflot, vado in bagno e uno scarafaggio biblico mi convince a desistere e a farla più tardi in strada, che facciamo, mi dico con i genovesi, siamo in periferia, tutto è freddo grigio e tristissimo, vediamo un’insegna e mi dico, magari quella è la metropolitana, scendiamo una scala di marmo che sembra un museo e quando arriviamo giù non crediamo ai nostri occhi, siamo solo noi in una fermata che sembra estratta dal Louvre, pazzesco, arriva il metrò e saliamo e nelle carrozze c’è gente che non ha nessuna voglia di ridere. Riusciamo con un cambio ad arrivare in centro, ogni stazione di metropolitana è paurosamente bella, le scale mobili sono eterne e scolpite nel marmo, così mi sembra, tutto è un museo poverissimo, la Piazza Rossa è senza senso, fantastica, tutto è poverissimo lo devo ripetere, non avevo mai visto tanta povertà, l’Africa e tante altre cose le avrei viste negli anni successivi, c’è una coda mostruosa per vedere la statua di Lenin, poi il giorno dopo vedremo una coda alle dieci del mattino di quasi un km per entrare nel Mac Donald, vedi foto, che aveva aperto da poco, e nei negozi del centro c’erano solo scatolette di tonno al massimo, e poi niente di niente. Vedo questa città meravigliosa che è lontana anni luce da noi, e prima di ripartire assistemmo anche alle prove di parata di carri e missili, eravamo gli unici occidentali, uno dei genovesi tira fuori la macchina fotografica e l’altro gli fa, Belin mettila via che ci incendiano sul posto, ricordo anche il museo degli zar, c’erano sassi verdi e rossi e trasparenti enormi, soli e dentro spade o statue, e poi mi dissero che erano gioielli VERI, smeraldi grossi come un pancreas?!? tutto a Mosca era così grande e così grigio che quei due giorni furono una scossa, non so neppure di cosa. Mi dissero che non era facile ottenere visto e quant’altro per visitare Mosca, a quei tempi, e io la potei vedere gratis, scorazzando con i due genovesi, uno dei quali cambiò ovviamente in nero 50 dollari, quando gli diedero un sacco di plastica con dentro i rubli intuì che il cambio nero era un tantino diverso da quello ufficiale, aveva così tanti rubli in un posto che non c’era assolutamente nulla da prendere o da comprare che esclamò, Belin, adesso marcio alla testa della popolazione sul Cremlino, poi il doganiere gli diede del caviale in cambio di quel sacchetto e verso la Thailandia mangiammo a caviale, tutto sommato non male. Avevo iniziato ad aprire gli occhi al mondo, mica lo stavo capendo, eh. E neppure potevo azzardarni in congetture riflessioni teorie etc etc. Soltanto che in un lampo compresi che 29 esami di ingegneria della vita non mi avevano insegnato nulla. I verbi sono a caso fra remoto e imperfetto e presente perchè quando ricordi certe cose non puoi e non devi essere preciso nella grammatica, non avrebbe senso

mac donald mosca

 

Marzo 2, 2015
di Fabio Palma
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SLIDING DOORS

Entra quel professore e dice, c’è xxxx yyyy che ha telefonato al dipartimento per delle ripetizioni a suo figlio, liceo, materie scientifiche.
Contestualizzo: dipartimento di fisica del Politecnico di Milano, io reduce da 45 giorni di viaggio extraeuropeo, due mesi prima mi ero laureato, insomma ho ri-scoperto la vita dopo 5,5 anni trascorsi con 3 ore d’aria la domenica pomeriggio, partita di campionato di ping pong il sabato pomeriggio, due allenamenti serali sempre di ping pong, il resto studio totalizzante, capillare, amebizzante, anestetizzante rispetto a qualunque relazione sociale che non fosse la squadra di ping pong e fidanzata di allora che studiava pure più di me (quasi). Mentre le varie teste del laboratorio, oggi tutti professori, meditano la risposta, io dico, ok gli telefono io, in una di quelle risposte senzasaperedichesitratta che possono o farti fuori o cambiarti la vita.
Poco ci mancò che la vita me la cambiò VERAMENTE. Il tipo era notissimo commentatore di formula 1 televisivo, lo chiamo, mi fa, le va bene un milione e mezzo al mese? Era gennaio 1991, Signori, ovviamente risposi di sì senza neppure chiarire ore e logistica.
Che, la sera dopo a casa sua, si precisarono in 4 sere al mese, a casa sua, 200 metri da fermata metropolitana linea rossa, la stessa che partiva da duecento metri da dove vivevo.
Fra parentesi io avevo pure attaccato un foglio proponente ripetizioni alla facoltà di biologia, e mi erano arrivate richieste in poche ore.
E dunque nei mesi successivi accadeva che mi dimenavo in esperimenti di basso livello in laboratorio per diciamo 5-6 ore, poi facevo un paio d’ore di ripetizioni, poi sparivo fino alle 4 del mattino a dilapidare i guadagni tranne appunto 4 sere al mese dal figlio in questione, che lo dico per aneddotica, in camera aveva televisore Mitsubishi pollici infiniti che io-manco-sapevo-che-la-Mitsubishi-facesse-tv. Una sera serissimo mio padre mi prende, mi blocca, mi fa: devi cercarti un lavoro, da ingegnere serio, cosa ti sei laureato a fare? Gli dico, beh, ma io guadagno e sto pianificando, ma cosa vuoi guadagnare senza un lavoro fisso, gli dico allora cosa sto guadagnando in totale, impallidisce, non trova la frase, poi mi fa, e comunque tornare tutte le notti all’alba la mamma si preoccupa, non ha tutti i torti, penso io, ma non glielo dico.
A fine Giugno succedono due cose, la prima è che dico a vari studenti sia universitari che di liceo di devolvere gli ultimi due mesi di ripetizione alla Caritas per alluvione Bangladesh, tanto l’estate me l’ero già pagata, e la Caritas mi manda poi una lettera in cui praticamente mi venerava come socio dell’anno o giù di lì, la seconda è che mi chiama il conduttore famoso, mi fa, guardi, mio figlio è stato rimandato in fisica col 5, tutte le altre materie è passato dal 4 al 6 o 7, siamo veramente contenti, le faccio una proposta, luglio a Punta Ala, vitto e alloggio eh, più compenso, anche figli di nostri amici hanno bisogno, poi prime due settimane di Agosto noi andiamo alle Bermuda, pesca d’altura, se vuole venire anche lì ci fa piacere, a rifinire la preparazione (ve lo giuro, ve lo giuro che disse così), e poi ad Agosto torniamo e…
E io lo fermai, gli dissi che avevo già dei piani per l’estate (che erano, Luglio a Sesto con amici, ed Agosto Portogallo e Sardegna, con amici etc…), glielo dissi serio, non ci pensai neppure un secondo. Non ci pensai neppure un secondo a mollare il laboratorio, e quindi a Novembre iniziai a lavorare in un’azienda, e son mica sicuro che invece questa fu cosa buona e giusta, ma comunque. Che io mai e poi mai più avrei guadagnato mensilmente come guadagnavo in quei mesi dissoluti là, dove peraltro mi dissero pure chiaro e tondo che chiedevo troppo poco per le ripetizioni e rovinavo “il mercato”.
E così ci sono un milione di svolte nella vita e una decina di quelle sono decisive, e penso che quella risposta al telefono, secca e senza pensarci su, fu una delle mie top 5, nel senso di cambiamenti. Perchè in quell’agosto scoprii in Sardegna la speleologia, e quindi anni dopo l’arrampicata, etc etc. Credo che in cinque anni di quella vita là avrei accumulato una barca di soldi e amicizie di un certo peso, no diciamo conoscenze, e poi chissà, e non dico che sarebbe stata per forza una vita sbagliata, dico solo che sono contento così. Con foto come queste. Valgono più di mille pescate d’altura, o forse no, ma insomma a me va bene cosìVenezuela F1060006

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Febbraio 18, 2015
di Fabio Palma
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IL SECONDO VIDEO DI LECCOMOUNTAINS

Anche questo tutto ideato da Yuri come script, con riprese magistrali di Riccardo Mojana e grandi contributi di Carlo Fedele Barri, Francesco Torquati Gritti, Luca Polvara, Riky Felderer, Daniele Carzaniga, e ovviamente lo stesso Yuri.

La storia riprende dal primo, e questa volta ci sono anche elementi “umani”. La musica e il montaggio me lo fanno sembrare un inno all’outdoor, nel senso proprio di “fuori porta”

https://www.youtube.com/watch?v=KVLB_Kl6Thc

 

 

Febbraio 18, 2015
di Fabio Palma
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L’ABBIGLIAMENTO

F1020016mai commesso l’errore di giudicare un tipo o una tipa dall’abbigliamento. Non me lo posso permettere, diciamo. Anche recentemente me lo hanno fatto notare. In particolare devo dire che ammiro abbastanza i tamarri, non sono mai andato in giro come Steve Stevens, per esempio, e me ne dispiace, devi proprio essere borderline, per andare in giro come lui. Ma il tipo più incredibile era un certo Varoli, Professore di Elettronica nucleare mi pare, che andava in giro con una borsa di tabacco a tracolla e che, ve lo giuro, sarebbe stato malvisto nel 99,9% delle località mondiali. Lui però era un Professore coi controfiocchi e ne sapeva di elettronica come forse nessun altro, della serie, vado in giro come mi pare e piace tanto io so e tu studente puoi andare anche in giro col cravattino ma uscirai da qui che ne saprai meno di me. Naturalmente accade così anche con molti artisti di varie cose e non penso ci sia morale, mi facevano un pò ridere quelli che andavano in giro con la 24ore sentendosi Ingegneri dentro ma poi sono diventato estremamente noncurante, 205523_1014534079969_566_ninsomma w la valigetta e w gli infradito, l’importante è che tu non sia marcio dentro e non viva fregando il prossimo. In questa foto devo dire che manca la tuba e la bottiglia di Whisky e poi Slash ci faceva un baffo, comunque grande soddisfazione se sei il Varoli della situazione e dopo 30″ che parli gli altri ti guardono in maniera diversa, c’è soddisfazione.

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