Fabio Palma

Infinite jest

L’AGONISMO

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Ringrazio Alberto Alberti per questa foto della.mia atleta che si accingeva a recitare il ruolo di favorita in una Finale sportiva.


È un ruolo decisamente carogna ed è per questo che esistono le scommesse sportive: il favorito vince ma molto meno spesso di quello che sarebbe logico accadesse.
Una fonte bene informata mi ha poi detto che a causa dell’adrenalina di questa finale che pure la vedeva, logica alla.mano, vincente, l’atleta non ha chiuso occhio, tanto che la mattina dopo ad una seconda gara la brillantezza ha avuto alti e bassi.
Dalla foto però non tracima ansia ma determinazione e ho visto la stessa espressione in una foto postata da Riccardo Tabarin questa mattina di un’altra atleta.
E quindi ho pensato che si sta parlando di 14 anni per l’atleta che ho postato io, e di 15 o massimo 16 per la sua.
Voglio dire, io a quell’età la massima tensione che dovevo sopportare era quella di un’interrogazione inaspettata e, francamente, rispetto ad una gara di fronte a centinaia di persone che ti guardano, un giudice, amici e conoscenti, qualche telecamera e magari un titolo italiano da rincorrere…beh, viene proprio da ridere No? Per questo l’atleta agonista di alto livello ha una testa mostruosa, ha sopportato cose, ci ha declamato P. Dick in un libro poi diventato Film di un certo spessore, di cui noi umani non abbiamo idea.
Io avevo allenato molto anni fa e avevo smesso dopo un anno passato a tranquillanti, ansiolin dopo ogni partita: non riuscivo altrimenti a dormire. C’era di mezzo una promozione in serie B e quindi anche piccole svolte di vita (neppure troppo piccole), e quella stagione fu in effetti la più grande centrifuga di tensione in cui fui catapultato. Niente di lontanamente simile in nessun esame universitario. Tanto meno sul lavoro, una volta dovetti esporre un progetto che coinvolgeva molti soldi e tante persone a un Board of Management olandese e tutto era costruito per terrorizzare ma, vi dico la verità, alle domande arroganti e quindi ignoranti del grande Mega Capo da stipendio e potere infinito in un’azienda da 200.000 (non ho sbagliato, ai tempi era così…) dipendenti io risposi col mio pessimo inglese perfino con qualche battuta che fece rimbalzare anche qualche sopracciglio. 
E sapete perché ?
Io esponevo una cosa di cui sapevo tutto e quel tizio non ne capiva un accidente e avrebbe potuto farmi rotolare nella polvere ma io ero a posto. Le cose stavano nel modo in cui dicevo io. Punto.
Invece questa e altri atleti che affrontano un testa a testa devono far fronte a una miriade di dettagli di cui non si ha il totale controllo. Ti alleni mesi e anni e comunque il controllo totale non c’è. Oltretutto, in certe situazioni sei solo quanto Gesù in quel deserto…nessun suggerimento, nessun allenatore o amico che ti possa dire qualcosa…E QUESTO FA LA GRANDE STREPITOSA DIFFERENZA rispetto a interrogazioni, esposizioni, etc etc, dove puoi RISPONDERE. E accade che uno sconosciuto Ruiz batta uno degli atleti del millennio e che queste cose accadano anche una quattordicenne lo sa ed è per questo che il suo sistema operativo è a livello impensabile per noi umani.
La bellezza di questa e di altre foto di prima di una gara è degna di una grande mostra di fotografie. Vedo questi ragazzini e ragazzine che hanno molto meno di 1/3 della mia età e i loro volti mi sembrano opere d’arte e insieme prodigi scientifici.
L’atleta è #beatricecolli pochi secondi prima di diventare Campionessa Italiana Speed categoria U16. Auguro a lei e a tutti quelli che praticano sport nel suo modo il meglio del meglio. Vorrei vincessero tutti e sarebbe già tanto che il mondo li capisca. Che non accade poi così frequentemente

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