Fabio Palma

Infinite jest

THE STRETCH

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Proprio come la differenza tra camminare e correre: puoi solo accelerare una tecnica inefficiente fino a un certo punto. Se vuoi correre, non puoi penare di camminare veloce 

Si può far finta di niente e copiare o fingere, ma le cose o puoi farle o non puoi farle. O ce n’hai o ne hai bisogno, disse Manolo. Siamo anni che combattiamo contro la mediocrità, che siamo ostacolati dalla mediocrità, che dobbiamo sopportarla. Ci arriva addosso da ogni parte.

Sapete che cos’è l’Outro solo?

E’ quando un assolo di chitarra o di saxofono o di tastiere o di pianoforte conclude un brano. Ed è molto raro che avviene, perché inevitabilmente nella vita l’ultima cosa che senti è quella che ti rimane in mente, e una canzone percorre tutto un percorso per arrivare alla fine, e decidere di puntare sulla fine invece del riff o del ritornello vocale…e’ decisamente rischioso. Sono nati però capolavori come Comfortably Numb, Starway to Heaven e Hotel California, i Supertramp ce hanno lasciati un paio di sax, Vasco Rossi nel celebre Modena Park fece stravolgere C’è chi dice no con quel finale a due assoli mostruosi.

Ma ce n’è uno meno noto al mainstream ma oggetto di Culto per tanti chitarristi che ha una sua storia.

Nel Marzo 1982 muore Randy Rhoads su un piccolo aereo nel giorno di pausa del tour. Ozzy è distrutto, insieme avevano pubblicato due album oggi unanimamente riconosciuti come capolavori. Randy era un compositore geniale, per me in Revelation ha anche regalato uno dei Top10 all time Outro solo.

Passa tantissimo tempo e dopo centinaia di audizioni Ozzy sceglie uno sconosciuto chitarrista con origini orientali, il suo nome è Jake E. Lee.  La sua tecnica è incredibile ma quella ce l’hanno in tanti, e’ la lunghezza delle dita che gli permette di comporre qualcosa di NON imitabile. E nel suo esordio su disco propone Bark at the moon.

E questo outro solo, che quando poi Lee se ne andrà diventerà incubo dei successori, pur bravissimi, che dovranno suonarlo in varianti.

Questo ragazzo ha le dita come Lee e lo suona uguale. Lee al concerto di addio di Ozzy, due settimane prima della sua morte, ha solo suonato la ritmica: è oggi totalmente vittima di artrosi. Ma il pezzo è stato magistralmente suonato come nell’originale da Nuno Bettencourt, fra i chitarristi con le dita più lunghe della storia umana.

Usare le unicità del proprio corpo in funzione dell’arte, e creare un outro solo leggendario.

Soffocando la mediocrità che ostacola 

https://www.instagram.com/reel/Dc3wA8qtfUD/?stkn=MWZpajc4bjA4Z3pocg==

Ps il testo di Bark at the moon aveva il senso figurato del Protestare invano, sprecare parole per qualcosa che non si può cambiare o lottare contro l’impossibile. Nella canzone una creatura si sveglia di notte e semina terrore ululando contro la luna. Ozzy chiese a Lee di concludere il pezzo con qualcosa di epico e non replicabile, che seminasse rispetto 

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