Ben pochi hanno in curriculum le baggianate che ho fatto io in OGNI arco della mia vita. Mi hanno espulso per schiamazzi diurni e notturni quando per 15 miseri giorni fuggivo dalle 12 ore al giorno di studio, mi hanno espulso dall’asilo, ho il record di note disciplinari alle elementari, al CERN ho scritto con pennarello indelebile Adrian Vandenberg sui muri dei bagni perché volevo lasciare un messaggio criptico (Here I go again), sempre al CERN nei viali interni andavo a 100 invece di 30 gridando Villeneuve quando la macchinetta saltava i dossi (e i fisici in macchina con me ridevano terrorizzati dicendo sei proprio italiano), ho fatto tre volte il compito di maturità di matematica pur avendo preso 60/60 al primo colpo con oltre 50 men che coetanei tutti contenti (e mi fermo qui), con i migliori amici di sempre abbiamo avuto centinaia di persone che inneggiavano a noi per il carro carnevalesco di 6 metri di lunghezza e due giorni di costruzione (e due auto di trasporto) che nel febbraio della quinta liceo facemmo sfilare in 8 per Milano centro e che oggi ci avrebbe portato dritti nei TG in prima pagina come esempio di bad boys.
Sono sempre stato un cattivo ragazzo.
In falesia, poi, ero il disturbo di quelli serissimi. Sì, avevo i miei obiettivi, ma fra un tentativo e l’altro facevo una cagnara che non pochi mi fecero notare che disturbavo il mood.
La verità, come disse Bennato, che tutti questi contesti erano solo canzonette. Maturità e tutte le stupidaggini che la dipingono come prova di vita e di “maturità” (ma dove!), il silenzio nervoso di amatori di falesia, le spiagge seriose, le feste seriose…
Vengo al dunque, tanto fino a qui siete arrivati in due o tre.
Lo sport agonistico è roba seria. Quello olimpico più di tutti. Suonare live è roba seria (mica quelle puttanate parlate in autotune con rime che in quarta elementare quando bevvi la mia prima birretta Dreher da 22cl le facevo proprio così), dipingere e’ roba seria, fare ricerca di matematica o biologia o fisica. Qualcuno di questi campi li ho attraversati, eccome se ho avuto rispetto quando DAVVERO le cose sono serie. Quando il cantante o il pianista o il chitarrista o lo sportivo hanno un metronomo impietoso e cattivo, c’è da seguire uno spartito con 100 o 100.000 persone che ti guardano e se ti scappa la bacchetta (Anika Nyles pochi giorni fa) nel crux di YYT devi recuperare quella di riserva di in due decimi dentro una parte da 2,35 battiti al secondo, o Synister Gates che gli si rompe la corda durante l’assolo capolavoro di Nobody, e deve improvvisare nei due minuti più sincronizzati e assurdi e scritti per violino e melodici di questo millennio, e’ Jania che perde la magnesite appena partita in coppa del mondo, e’ l’atleta Speed che per vincere la gara più importante della stagione e anche della sua carriera fino a quel momento deve fare il record italiano per forza perché ha uno storico di 0-6 contro la rivale polacca.
E’ la fiaccola olimpica ciò che rende serio uno sport o un’arte, è la sacralità. Non tutti capiscono quanto sia sacra una fiaccola olimpica, un vestito da tedoforo, l’Olimpiade. C’è gente che si dopa per vincerle, c’è gente che vende oggetti olimpici, c’è semplicemente un sacco di gente che non è fatta per il sacro.
Divertimento e risate e pure stronzate massimali delle quali sono tutt’ora il Re in birreria, fidatevi, sono una cosa, ma poi stop! basta!
Non mischiamo sacro con profano col far passare una sagra paesana per quello che non è, ufficializzarla addirittura, rendere giochi senza frontiere qualcosa di sacro mentre è solo un gioco.
Sono solo canzonette e’ stato il mio primo disco. L’ironia di Bennato era massima, L’isola che non c’è una canzone splendida. Grande performance emotiva. Il mio secondo disco fu The Dark Side of the Moon, il terzo Made in Japan, il quarto The Wall, il quinto Heaven and Hell, il sesto Wish you were. Non so se mi spiego. La differenza. Nei musicisti e nei cantanti. Bennato grande cantastorie, molto intonato, Ian Gillan, Ronnie James Dio e Roger Waters…campioni olimpici. E i chitarristi? E Richard Wright e John Lord? Capii la differenza, subito. E vennero anche vinili per divertirsi, certo, quelli delle feste e del tempo leggero. Ci vogliono anche quello. Io nelle feste ero uno da galera di oggi, da 41bis. Ma pure adesso…
Basta capire la differenza e non ridicolizzare ciò che DEVE essere sacro, come una prestazione ufficiale
“Io l’ho visto Ian Gillan scaldarsi prima del concerto, aveva Child in time in scaletta allora, l’hanno tenuta per qualche anno poi non se la sentì di cantarla anche abbassando tutto. Molti cantanti decidono di cantare tutta la vita il loro Prime ma di Glenn Hughes ce n’è solo uno, perdono tutti qualcosa. Child in Time secondo me è il pezzo rock più da Opera lirica della storia, qualunque imperfezione è intollerabile. La registro’ in soli due take, e dal vivo non l’ha mai stonata, o almeno non esiste prova che l’abbia mai sbagliata. E poi sei al centro dell’attenzione per un’eternità, e addirittura hai il reprise finale. Ti va bene la finale olimpica e devi rifarla pochi minuti dopo. E se stecchi la seconda anche se hai fatto bene la prima, ti mettono una X sopra”
Così un cantante di un gruppo supporter dei Deep Purple di quei tempi. Non so se sia più difficile Child in Time o la Take Hold the flame 1984-88, durata appunto 4 anni per Tate che da pazzo incosciente nell’84 la fece oltre 200 volte (e alla fine del concerto…). Però Take
Hold the flame da modificata funziona, ti devi dimenticare dell’originale e funziona.
Child in time non funziona, o la fai in un modo o abbandoni. La lasci stare.
Questa purezza io la rispetto. E’ lo scrittore Gigante che decide che non gli viene più l’indimenticabile. E’ il matematico che si mette solo a insegnare e abbandona la ricerca perché sente di essere un peso. E’ il saltatore in alto, o in lungo, o lo Speed Climber, o il centometrista, discipline purissime e bastarde perché sotto la tua eccellenza ti si vede subito. Puoi ricevere applausi anche ben lontano dal tuo Prime in Boulder o Lead come in tennis e perfino in NBA, ti esce il colpo giusto una volta su 10 e non più 9 su 10 e quel colpo però è leggendario. Invece Salto in alto se fai 225cm…o Speed tre decimi sopra…hai steccato. La gente rumoreggia.
Capite cosa voglio dire?
Se inquini la purezza (con autotune o ufficializzando il non ufficializzabile), cosa fai se non rovinare la sacralità e quindi LA bellezza? E’ come non capire cosa sia la fiamma olimpica.
Take hold the flame
Nota: questo sfogo è per chi canta con autotune, propone gare giocose e divertenti ufficializzandone però il risultato e quindi deturpando le gare VERE, uccide arte e sport con surrogati che per far divertire vanno bene ma NON DEVONO PASSARE per eventi seri.
