Fabio Palma

Infinite jest

5 anni

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Le cose piu’ belle della vita o sono immorali o sono illegali o è vivere arte o sport quando si trascendono nell’indimenticabile 

12 settembre 2021

Bea e’ fresca vincitrice del mondiale giovanile in Russia, era l’obiettivo dell’anno e creammo perfino una serie che seguì la rincorsa all’oro, 4 puntate su EpicTv, con la pressione della sua dichiarazione a gennaio: voglio vincere il mondiale.

In quel momento, in quel Settembre, Bea arrivò in finale Lead di Coppa Italia, e io stavo pianificando per farla vincere in tutte e tre le specialità l’anno dopo. Era potenzialmente la combinatista più forte del mondo, quindi nella mia testa c’era l’Olimpiade di Parigi: solo Garnbret e Nonaka potevano batterla in una combinata con le tre discipline. Non sapevo che stavano già discutendo per separare la Speed dal Boulder e dalla Lead.

Arrivo’ la convocazione per il mondiale di Speed, a Mosca, e non era fra gli obiettivi. Volo’ in Russia appena dopo il sesto posto della Coppa Italia Lead. Da Mosca Bea mi scrisse, “non trovo la motivazione”. Qualche parola di incitamento, la finale a 16 raggiunta, lo scontro agli ottavi con una russa, Ivanova. Il mondiale lo vinse Natalia Kalucka. Segnatevi questi due cognomi. Bea aveva 16 anni e c’è una sua foto fantastica mentre viene calata a terra, la scarpetta in mano per il maledetto tallone fiammeggiante, lo sguardo verso l’alto, molto carino e serioso. No, non era carino, era splendido. Che ci faccio qui? Avrei scritto questo come didascalia a quella foto. 

Cinque anni dopo, con oltre un secondo e mezzo in meno, Bea vince contro Natalia Kalucka in semifinale e poi batte in finale Ivaneva.

E’ campionessa europea.

Sono sul letto sdraiato, ho appena visto la gara. Dopo Chamonix, in cui semplicemente le scivolo’ due volte l’aderenza in una run velocissima, e dove aveva perso il record italiano, decisi di inserire il sovraccarico nelle salite complete per due settimane. Era stato un suggerimento di Silvio, io scelsi carico e protocollo, fra carico fisso, catene ed elastico. Un mix di stimoli diversi. Perché nell’introduzione al mio libro ho citato una delle frasi sportive più profonde di sempre: “tutti hanno un piano, fino a quando non prendono un pugno in faccia”. La disse Mike Tyson, che prima di rovinarsi la vita fu lo sportivo più ricco di tutti i tempi e insieme l’uragano più incontenibile che qualunque sport avesse mai visto. Tyson era un pugile, e che cos’è la Speed se non pugilato senza contatto? E’ il pugilato perfino più del tennis lo sport a cui più somiglia, e comunque tutte e tre hanno le radici in un terreno ignoto a qualunque altro atleta, figuriamoci agli esseri umani normali, come me.

7 giorni di vacanza dopo Chamonix, dove in realtà fra Sup in Sicilia e camminata in montagna fece un gran cardio, affrontò le due settimane di Forza con la ferocia di un pugile con un incontro a fine agosto. E in nessuno sport ci si prepara come nella Boxe nelle sei settimane prima di un combattimento, tranne che Bea e la sua Speed. Non c’è spazio per risate nelle sedute, che talvolta sono anche tre in un giorno. Il Japan Wall affianca Clean, Pushpress e Boxsquat nello sviluppo della Forza, poi un nuovo esercizio per la Forza di gambe, arrivato da Silvio, Pliometria per le gambe, e naturalmente trazioni (arriverà la singola con +40), muscle up (che farà in doppietta con +2), la salita sulle semisfere al Pan, che viene giudicata Facile a pochi giorni dal Campionato europeo.

Arrivano tanti sub 7”30 in allenamento, arriva un 6”11 con -7,5kg, arrivano i rossi flash o al secondo giro in Boulder. Il week end prima va un giorno e mezzo a camminare in montagna. Faccio le mie considerazioni nel darle il permesso, e non ho dubbi a dire di sì. Ha raggiunto la brillantezza a circa 12 giorni dal campionato. Si tratta di tenerla, anzi man-tenerla. Mi affido come sempre alla Periodizzazione DUP. Arrivano i dati del Peso, e’ in forma perfetta. Il martedì sera la presento a una conferenza, e’ fantastica nel parlare alla gente. Andrà a letto a mezzanotte e l’ultima seduta sulle complete e’ il mercoledì ed è sfondata dalla sera prima. Non ne sono minimamente preoccupato. Il Giovedi due esercizi di pesi, il venerdì viaggio per la Francia e riposo, sabato mattina attivazione in palestra pesi. Un’attivazione scelta dopo tanti esperimenti, vero il meglio. L’uomo cerca e col tempo trova il meglio.

Qualifiche alle 1330, dopo una prova a 6”85. Stampa un 6”89 e un 7”20 con sbavature tecniche, sta però benissimo, gli intermedi sono qualcosa di mai visto. Semplicemente non è entrata la coordinazione in sinergia neuromuscolare che è la madre di ogni prestazione sportiva. Le dico che se arriva spaccherà ed è quello che penso…davanti a tutti mi ha chiesto cosa provo quando lei sta per partire per 7” e mi metto la mano nei riccioli. Da fuori tutti pensano che sia ansia e preoccupazione ma ciò che meglio descrive il tutto e’: scalpito. Perché a me piaceva andare a fare un esame difficilissimo a ingegneria e combattere per la lode, poi adoravo partire per un oceano di roccia davanti senza protezioni e cercare di aprire il tiro di scalata più rischioso del pianeta, mentre Matteo o Dodo mi assicurava. Avrei amato essere un pugile. Così amo affiancarla, vederla potente e fortissima e straordinariamente sempre più simile a Nafissatou Thiam, quello che mi manca è non poter condividere con lei il sentirsi DENTRO quello scontro. So che nulla abbiamo da rimpiangere, so che in quel ring dove pochi secondi decidono un futuro e dove tecnica e fisicità sono proprio come nella boxe, all’ennesima sintesi, LEI è lì senza alcun rimpianto di “potevo fare di più”: 

Negli ottavi incontrerà Giulia Randi. Molto bene

Vince con 6”81, Giulia sbaglia. Mi pare che Bea se ne sia accorta perché la vedo come controllare, in alto. 

Quarti di finale: Aleksandra Kalucka. Pronostico chiuso? Penso, se le entra tutto, Kalucka dovrà fare meno di 6”40 per vincere, e in tal caso amen.

Terzo beep, e per un secondo non capisco. Era successo che Bea era uscita correndo verso il muro, lo sguardo di Pacquaio nell’incontro con Cotto. Cotto era fortissimo ma Pacquaio aveva uno sguardo e un incedere che avrebbe incastonato dubbi anche a un apostolo. Pacquaio, il filippino leggendario dal sorriso e occhi dolci e sereni nel tempo libero, lo sguardo feroce in combattimento. Bea è come Pacquaio, in gara può far paura. Aleksandra Kalucka la vede correre dalla camera di chiamata, e qualcosa succede nei motoneuroni perché fa falsa partenza. Avrebbe vinto 8 volte su 10 partendo tranquillamente, Bea l’ha vinta come Tyson vinse contro Spinks: nel corridoio andando verso il ring.

Semifinale, contro Natalia Kalucka. Che ci è arrivata con 6”39.

Ho un dubbio, stavolta: la non gara contro la gemella ha disattivato Bea?

La risposta arriva 6”45 dopo.

No.

Bea chiude la mono braccio sull’ultima presa e brucia Natalia Kalucka in quegli ultimi due metri dove aveva sempre perso perché Natalia per anni ha avuto il secondo finale più veloce al mondo. A settembre 2023, Roma foro italico, questo era successo. E così in una coppa Europa in Polonia.

Ma ora c’è la cinese, quella tecnica maschile che per due mesi mi portava a pensare quale fossero gli esercizi speciali migliori per fargliela entrare. Con Silvio, il miglior possibile preparatore, ci sono state telefonate anche dopo esserci visti per trasformare quella tecnica in una serie di passi fisici dominabili dal suo fisico straordinario. Perché Bea scala divinamente, avrebbe già fatto il 9a su roccia, e quindi l’assimilazione tecnica di un gesto non mi preoccupa. Quello che devo inventare per lei è tutto ciò che mette insieme Peso, Potenza, Forza e Velocità. P=F.v e F=ma  

e con la cinese e’ Bea ora ad avere uno dei finali potenzialmente più veloci al mondo, e respinge la rimonta di Natalia Kalucka. La brucia dove si era sempre ustionata.

Finale contro Ivanova, che ha sparato un 6”17 mostruoso battendo la Miroslaw, 6”21. Contro Miroslaw Bea avrebbe perso, contro Ivanova mi balena un pensiero confuso: la russa sentirà la pressione.

Bea ora è Pacquaio verso l’ottava ripresa contro Cotto, e’ Hagler contro Mugabi. Sorride al pubblico e poi compare una maschera sul suo viso. Sono pronta, dice quella maschera.

Niente mano nei capelli, Bea. Sono tranquillo, curioso, un’esaltazione controllata. Fai due saltelli dopo il sorriso e mi dico, fossi la russa allora si’ che avrei paura. In Equalizer Denzel Washington guarda dritto nella telecamera dopo aver detto al killer avversario, «Quando preghi per la pioggia, il fango va messo in conto. Quando guardi me, che cosa vedi?»

Per uno sguardo così, che dura due secondi, un attore e’ pagato milioni. E sapete cosa vi dico? Meritatamente. Perché tutti possiamo guardare fissi e con cattiveria e decisione sfrenata una telecamera, ma nessuno di noi in anni riuscirebbe mai ad avvicinare Denzel in quella scena. Tu spettatore hai PAURA, ti dici, quel killer è spacciato. Bea ha appena sciorinato uno dei suoi meravigliosi sorrisi, poi ha fatto serena i due saltelli, poi ha coordinato i muscoli facciali come a spiegare a un killer avversario che non c’è spazio per non per Lei.

Una foto fa vedere la russa un paio di centesimi avanti, appena prima di sbagliare. Dopo arrivano tre secondi perfetti di Bea, e il rallentamento vistoso al pulsante. Mentre lo speaker annuncia la vittoria, la testa è una rotonda di pensieri, fra cui, questo era un 6”40 o forse addirittura meno e forse avrebbe vinto comunque. Invece è un 6”55 raggiunto rallentando alla fine per scelta…

Scrivo queste righe concludendole alle 5.25. Sono due giorni che mi sveglio alle 3,25.

Devo prendere melatonina perché è un po’ too much, così. Ieri ho scalato con Yuri e nei primi due tiri ho avuto svarioni.

Ora finisco queste righe e poi scrivo la scheda di oggi. Silvio mi ha suggerito un piano e io lo seguirò mettendoci esercizi e lavori. Valentina, la nutrizionista, mi ha suggerito come procedere fino al 20 settembre.

Approvo tutto, sono il capo team, chiedo, ascolto, introduco e vario. Bea esegue e ogni tanto dice la sua. E’ seguita da un team alla Marchand o Sara Curtis, con un punto debole.

Io

Oggettivamente, il tecnico marito della Miroslaw sarebbe meglio di me, non come pianificazione e scelte, ma come prontezza tecnica. Mi sento come Paolo Sorrentino, che ha detto candidamente che lui è lentissimo rispetto a tutti sul set, sono tutti più rapidi di lui nel capire e comprendere. Però due giorni dopo lui, lento, davvero lento, arriva con la scelta giusta.

Peccato che la Speed abbia tempi un po’ più serrati rispetto a quelli della produzione di un film…

Sono migliorato, eh, percepisco cose che due anni fa percepivo alla decima visione, ma dettagli di tre centimetri o sotto i 5 centesimi…niente da fare. Ho bisogno di ore, anche un giorno.

Però ci arrivo. Ci VOGLIO arrivare.

Non so come andremo avanti, adesso.

Certo 6”45 non basta, certo vogliamo 6”30 e poi 6”20 e poi meno.

Tanto meno.

Pacquaio divento’ campione del mondo in 8 categorie di peso che è pura fantascienza. Beh, dal 2021 ad oggi i miglioramenti nel mondo della Speed sono stati da 8 categorie di peso. Chi non ha mai cambiato allenamenti è rimasto fermo ai tempi magari del 2024 ed è scivolato indietro di venti posizioni.

Voglio bastare a Bea per farle raggiungere quello che vuole e ho una richiesta, mio Signore: proteggi la mia capacità di ragionare. Sono lontanissimo parente del Fabio 20enne, o 25enne. Ero veramente rapido a ragionare, allora. Davanti a sistemi di equazioni differenziali gongolavo, davanti a macchinari complessi pieni di tasti e opzioni agivo come un astronauta. Ora sono lento e impacciato. Ho bisogno di tempo e calma, ma alleno una scheggia impazzita nello sport più veloce del mondo…Non posso più essere quello di allora ma chiedo ancora per qualche anno di non regredire. Di riuscire a fare le scelte giuste. 

LEI se lo merita. Cus D’amato aveva 72 anni quando nella sua  palestra entrò’ un minorenne troppo iperattivo, un vero e proprio delinquente. Myke Tyson già a 14 anni era il picchiatore di strada, quello che vinceva ogni rissa. Parlava a parolacce. Cus gli due due frasi, Tyson fino alla sua morte, che arriverà presto, diventerà un atleta alla Jordan o Bryant o Lebron James. Ineccepibile. Dirà, Cus: d’un tratto e’ come se avessi avuto 50 anni di meno. Ho sentito una missione, portarlo Campione del Mondo.

Quando ti arriva nella vita un incontro così, quanto te la sconvolge e la tua libertà di fare quello che vuoi se ne va nel cestino del passato, puoi fare due cose. Girarti e tenertela, la libertà e la tranquillità, o partire come quando aprivo tiri assurdi in Wenden.

Bea è la Campionessa europea di una disciplina olimpica. Mi sento in sosta a uno di quei tiri.

Ma ne abbiamo altri, prima del libro firma da lasciare in cima.

Laval (FRA), August 2026: World Climbing Series Laval 2026. This photo is for editorial use only. For any additional use please contact slobodan@miskovic.net . ©️ Slobodan Miskovic / World Climbing

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