Fabio Palma

Infinite jest

VILLENEUVE

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Mio padre dirigeva un laboratorio meccanico di un’azienda meccanica che sapeva il fatto suo, leader nel mondo insomma. Parecchi ingegneri, ricerca applicata di punta, cose che in Italia oggi sono rare quanto il peperoncino serio (ma la vogliamo finire di vendere barattoli di peperoncino che bruciano quanto una piuma in caduta? E’ uno scandalo). A un certo punto uno molto bravo se ne va, in Ferrari per la precisione. Era il 1979. Passa un anno, il tipo passa nell’hinterland milanese e mio padre lo invita a cena a casa, si presenta con spalle larghissime, faccia quadrata e fronte da cartello stradale, chiaro che dentro quella testa le cose giravano veloci. Solito tentativo indiretto di mio padre di affascinarmi con una ipotetica carriera da ingegnere, solita mia totale indifferenza sia per l’età sia per predisposizione (io a 15 anni pensavo al futuro prossimo quanto sarebbe poi stato capace di pensare in generale il figlio di Bossi), e via alla spaghettata, dove arriva in rampa di lancio sostenuta la domanda costruita da ore.
Allora, questo Gilles?
Ok, riassumo. ‘Sto Gilles era un pilota canadese preso da Enzo Ferrari praticamente contro il parere mediatico di tutti, che nel primo anno di corse aveva fatto una serie di incidenti, anche uno mortale contro degli spettatori, da panico. Mai visto uno così, dicevano gli espertoni. Lauda aveva detto che “è l’unico pilota al mondo che durante i testacoda sappia esattamente dove si trovi col muso (congiuntivo azzeccato, Lauda l’aveva sicuramente sbagliato), infatti nelle prove spesso, disse l’ingegnere, finiva entrando nei box con testacoda, suscitando ira di tutti e risate dei suoi meccanici. Gilles aveva fatto da secondo nel mondiale ’79 vinto da Scheckter, non attaccandolo perchè da contratto era seconda guida, e Schecker ne fu così stupito da diventarne primo amico, anche dopo.
Poi la Ferrari inanellò un periodo di macchine tremende, non stavano in pista neppure da sole. Gilles faceva delle partenze senza senso, recuperando sempre sulle cinque posizioni, poi lottava come non s’era mai visto in tutta la storia, con cose così epiche che manco nei film di Rocky Balboa si esagerò così. Alettone storto davanti al muso, una prova svolta sotto un nubifragio con lui che segna 11” meno del secondo (UNDICI SECONDI) e gli altri piloti che pensano ad un errore (lui era andato come se niente fosse, e si vedeva zero), e mille altre cose.
Contestualizzo: era un biennio interessante, quello lì, io sono CONTRO quelli che dicono “ai miei tempi” , “oggi non è più come…”, etc etc. Dico solo che il biennio 1980-82 fu un biennio potente, per il sottoscritto. Ozzy Osbourne se ne uscì con Blizzard of Ozz rispondendo a Heaven and Hell dei Black Sabbath, caso unicissimo di scissione strapositiva per tutto il pianeta, dei cantinari inglesi pubblicarono un album chiamato Iron Maiden, mio padre chiama da vicino Roma dicendo che hanno fermato il treno, e qualche ora dopo si capì che l’Irpinia non c’era più, e poi io vidi il paese di Lioni trasformato in sabbia, nasce MTV, a Ustica un paio di caccia americani la fanno grossa, arriva il primo CD, cose così. Beh, nella mia personalissima classifica del biennio, Gilles era in pole, ovvio, con Randy a fianco.
L’ingegnere ce ne racconta un pò; per scommessa aveva per esempio impennato la 131, che i suoi meccanici gli avevano detto, non ce la farai mai. Poi ci disse come appena arrivato non si capacitarono dei musi delle ferrari che gli davano per tutti i giorni, sempre graffiate sul davanti, finchè non glielo chiesero, e disse che si allenava nei riflessi, da 250 a 80 in frenata con muso sotto un camion a piacere, in autostrada, in modo da avere anche controllo totale della velocità (se rileggete capite bene…), e poi la tecnica del testacoda per ritrovarsi in direzione opposta in strada, tecnica assunta dai contrabbandieri canadesi e da lui affinata, e poi la multa per i 250 in autostrada e record imbattuto e imbattibile montecarlo-maranello (hanno tentato più recentemente due piloti professionisti, di notte, a tavola pigiata: niente da fare…), cose così.
Naturalmente ha vinto poco, naturalmente è morto giovane, l’anno della macchina buona. Era un sabato, e io la domenica mattina avevo una campestre (avete letto bene), piovigginava. Parto che avevo il magone, mi ritiro subito. Chissà se Sergio Provolo se lo ricorda, eravamo insieme. Non era mai banale nelle risposte e nelle frasi, fra cui questa “Se è vero che la vita di un essere umano è come un film, io ho avuto il privilegio di essere la comparsa, lo sceneggiatore, l’attore protagonista e il regista del mio modo di vivere” Devo dire che questa frase l’avrei voluta dire io, anche oggi, ma sono sono contento che me l’abbia anticipata uno come lui.
Quando l’ingegnere se ne andò, ero molto tentato di decidere a 15 anni il mio futuro, laurea in ingegneria meccanica e domanda alla ferrari, ma Villeneuve ci sarebbe stato ancora? Niente, poco dopo non ci fu bisogno della risposta interpersonale. Ci sono volti che non avrebbero avuto senso da invecchiati, anche Dean Potter aveva un volto così. Troppo avanti, come volti, troppo espressivi. Ho una mia lista di eroi, lista di sfigati, Abel, Galois, Dean Potter, Randy Rhoads, Salvador Sanchez…certo, c’è anche Gilles.
Quando poco tempo fa ero con Yuri a Consonno per questo video, mi venne in mente lui, e gli raccontai la sua storia. Ogni tanto gli racconto storie passate, ma mica per esaltare tempi andati, eh? No, solo perchè sono storie che ho in testa e vedo che me le ascolta. E’ una figata che il mio cervello faccia certe associazioni, non sai mai che circuito facciano i pensieri. Cosa c’entra quindi il video di consonno con Gilles? Ho fatto passare settimane, e non ho trovato una risposta. Forse non c’è, non ha senso. Fra l’altro, “non ha senso” a Gilles glielo dicevano in tanti.

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