Fabio Palma

Infinite jest

1 Agosto, 2018
di Fabio Palma
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L’ANGELO BIONDO

Vi ricordate quando avevate 17 o 18 anni, e tutti vi guardavano come un ragazzo o una ragazza troppo esuberante e con troppi pensieri vuoti in testa? Che per voi non erano vuoti, ma colmi di frecce da scoccare?
Avete mai pensato di essere uno sportivo professionista, a quell’età? Phelps in uno spogliatoio di un’olimpiade, nella prechiamata di una fnale, dove arriverà quinto, la Pellegrini che a 15 anni arriva seconda all’Olimpiade, e tutti quegli atleti ancora bambini o al massimo adolescenti costretti dal loro vertiginoso talento a destreggiare la loro clamorosa armonia davanti a noialtri scricchiolanti adulti, pronti a sottolineare un fallimento e ad esporre la mediocre teoria che “era meglio se avesse studiato di più”?
Quando girandomi a destra e a sinistra non vedevo che idoli, e un pezzettino di giornale con la foto di Nadia Comaneci era nel mio portamonete, ed ero in quinta elementare e diventai tutto rosso quando mia madre lo scoprì, un bambino della stessa età stava crescendo senza freni sempre dall’altra parte del mondo, che allora era solo poche migliaia di lm distante, al di là di una stupida cortina politica. Tre anni più tardi, ancora ragazzo, quel corpo di antico greco anche se nato nei miei anni saltò con tuttla la sua bellezza nelle prime pagine di qualunque giornale del mondo. Se ci fosse stato Instagram, Vladimir Jaščenko sarebbe diventato attore dei preferiti di tutte le ragazze e ragazzi del mondo, allora furono gli a dulti i primi ad inchinarsi.

Quando hai i capelli biondi e sei alto 195cm, sei proporzionato e hai un viso angelico, anche la metà del mondo che ti detesta a priori, ovvero negli anni ’70 l’Occidente, è portata almeno a guardarti. Se poi cominci a correre felpatamente come soltanto gli africani sanno fare, giri un po’ su un suolo rosso gratinato, esplodendo la tua gioventù in passi felini ma anche orseschi, e alla fine sarà quasi un quarto di giro, e salti un’asticella che da sotto, provateci a guardarla da sotto, è alta come il soffitto della vostra camera, allora tutti saranno portati ad applaudirti e a cercarti, perchè anche il più sedentario del pianeta comprende che saltare è terribilmente difficile, molto più che camminare e correre e afferrare e tirare un qualcosa. Il salto in lungo non è soltanto una delle discipline più complesse mai provate dall’uomo: è anche la sfida principe che possiamo tentare. Perchè distruggeremo continuamente i record del nuoto, per dire, frantumandoli di secondi ogni decennio, è ovvio e scritto, ma non riusciremo mai che a migliorarci invece di percentuali irrisorie nel saltare in alto bucando il cielo. Sappiatelo, nulla sarà più clamorosamente asintotico per la nostra superbia che saltare in alto. Guardate i miglioramenti degli ultimi 50 anni, e confrontateli con quelli di qualunque altra cosa vi venga in mente. Il salto in alto E’ LA DISCIPLINA PIU’ STRONZA NELLA QUALE UN ATLETA POSSA CIMENTARSI.
Se poi sei anche uno dei pochi al mondo a fare quel salto in una maniera ormai antica e superata, ovvero il ventrale, ecco che insieme all’ammirazione compare lo stupore, e lo stupore ammirato è alla radice dell’amore.
Nessuno NON poteva NON amare Yashenko (lo voglio scrivere come lo scrivevo da ragazzino delle medie piccolino e sgraziato quale ero), il ragazzo di vent’anni bello come pochi, forte come pochissimi, atletico come ancora meno, e diciamo pure fra i primi dieci atleti al mondo All Sports di quel decennio. Andavo bene a scuola, e già una professoressa di nome Tronconi aveva detto una cosa molto impegnativa ai miei genitori, che seri seri mi avevano preso da parte per dirmela come per un’annunciazione, e io avevo risposto, sarebbe bello essere uno Yashenko. Già allora, c’era un po’ di discrepanza fra quello che piaceva a me e quello che gli altri speravano da me…colpa di Yashenko, della Comaneci, di quegli esseri perfetti
Nel 1977 ha 18 anni, dico 18, e salta 233cm. L’anno dopo a Milano, in quel palasport che poi crollò per il peso della neve, davanti a 10000 spettatori adoranti, salterà 235cm, record mondiale. Volevo andarci, quella sera, ma nessuno potè portarmi, mio padre era via per lavoro…E’ un Juniores, è il più forte del mondo nella specialità tecnica di tutto il pianeta sportivo. E salta ventrale, come altri due o tre, fra cui il suo rivale di quella sera, come vedete nel video. Gli ultimi apostoli di una tecnica che morirà con loro due. Uno scrittore disse, il Fosbury è una buffonata, nessuno scappando salterebbe di schiena, se la romperebbe. Il vero salto in alto è il ventrale. Di sicuro, dico io, la forza esplosiva di un ventrale, GUARDATE IL SALTO DEL RECORD DEL MONDO NEL VIDEO,VERSO LA FINE, è qualcosa che soltanto il pugno da Ko di un pugile può eguagliare.
Si mormora che, siccome fortissimo, che sia sottoposto ad allenamenti senza senso, come solo al di là della cortina sanno fare, che sia un ragazzo che conosca successo, donne, attenzioni. Yashenko è un privilegiato e non si lamenta, anche perchè sembra assorbire tutto come se niente fosse. Ascolta Rock, anche se è russo, ed è un pelo strafottente. Tutto il mondo è suo.

Sembra.
L’anno dopo ha 20 anni e i tendini scricchiolano, improvvisamente. Ha del male ma lo costringono a saltare in due gare, e si rompe il crociato anteriore. Deve operarsi, le Olimpiadi di Mosca del 1980 sono vicine ed evidentemente LUI deve farcela, e provano ad accellerare il tutto, Forse non con i migliori metodi possibili.
Fallisce, le deve saltare, e l’alcol, che prima era un compagno di festeggiamenti, diventa un compagno di solitudine e di rimpianti
Torna a 24 anni, ma salta poco più di una donna. 210cm. E si ritira, già dimenticato. Due anni di servizio militare light, il ritorno all’università per laurearsi in educazione fisica, una vita da baby-pensionato, il crollo dell’Unione Sovietica nel 1991. L’alcolisomo diventa cronico, diventa la dipendenza di Infinite Jest. Arriva la depressione, la cirrosi epatica, l’abrbuttimento di tutto. Si sposa e ha tre figli, ma è solo.
Muore nel 1999, già cieco, a 40 anni. per un tumore al fegato, uno degli atleti più belli e più forti e tecnici della regina dello Sport. Fu imbattibile e STAR per due anni soltanto, poi solo tristezza e declino. La parabola più stretta che possiate immaginare. Forse non era una parabola, ma una cuspide, Forse solo un fulmine.
Vincere è difficile, quasi impossibile. Gestire la sconfitta dopo che hai vinto, ancora di più. Soprattutto quando un regime, una società, quelli che usano le tue vittorie, non ti stanno vicino quando inciampi e rotoli verso un piano più basso, oltre il quale c’è la caduta. Ciao Yashenko, quanto volevo essere identico a te, e quanto ora ti ricordo con tanta nostalgia. Io, che saltai al massimo 170cm e urlai Vladimir quando ce la feci, in seconda liceo, assaporando la gioia di vincere la gravità.
Di sotto, il volo più bello del MIO Yashenko
https://l.facebook.com/l.php?u=https%3A%2F%2Fyoutu.be%2F_zdDeu-RWtQ&h=AT3hqt2bpA9TEdJ4hZ9T1T1jzcrLUT1ZRBIniYWWzF7YRdvlv51_-YLVPD3tq55pIWQFarKl0XFW-inoVocghdNCIocHkWyPNxHAa_hsByBwbpBNTY_1Xn12kdSeIRVGTPWtQ07mJc0CKL_qDF2e6c__OyRmIDRl9bw

PARKOUR, Moda e K-POP

29 Luglio, 2018 di Fabio Palma | 0 commenti

Probabilmente il montaggio più sofisticato finora fatto da Yuri ( poi, a gusto personale, qualcuno può comunque rimanere affezionato ai lavori più poetici che trovate nel canale), con un minuto di video super frenetico, complesso e…fisico, nel pieno centro di Milano.

Da vedere, secondo me.

30 Giugno, 2018
di Fabio Palma
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I CASI GERMANIA e NEW YORK

I CASI GERMANIA e NEW YORK

Dal 9 al 18 Settembre 2001 fui in Olanda in un grande parco e in mezzo un centro di conferenze modernissimo. La Philips aveva selezionato 25 manager da tutto il mondo e io ero l’unico italiano, Ero già tutto orientato alla scalata (facevo al massimo il 7a+ ma per me esisteva solo famiglia, falesie e vie…), ma mi avevano spedito lì, e il tutto, alla Philips, costava veramente un botto. Per oscuri motivi, qualcuno credeva che fossi un carrierista destinato a scalare il Board of management. Fra l’altro, mi avevano promosso due volte e io proprio non avevo insistito, anzi…due anni dopo mi avrebbero dato la targa in argento di Best European Marketing Manager, ma intanto avevo scoperto il Wenden e chissenefregava…
Ci rinchiuse dieci ore al giorno in quella sorta di bunker dorato (si poteva uscire solo la sera, ma non c’erano paesi intorni, e dove andavi, nei boschi?) e ci faceva lezione un noto Guru di marketing americano, avete presente quelli che vendono libri a centinaia di migliaia di copie sul marketing e sul dirigere le aziende, e che fanno soldi a palate con lezioni e conferenze. Ecco, uno così.
Le lezioni, ovviamente in inglese, erano piuttosto difficili, ad esempio ci riunivano in gruppetti che simulavano il Board of Management e ci venivano affidati casi come la Sony, la Nokia, etc etc, senza però che noi sapessimo di che aziende si trattassero, casi veri e storici di grandi successi e roboanti fallimenti, e noi avevamo qualche ora per emettere decisioni etc etc, e ora lo posso dire perchè tanto non è che cambia il mio presente e futuro visto che NON ho voluto fare il manager e il Guru marketing, feci colpo disegnando la linea strategica che due anni prima aveva permesso alla Nokia di sbaragliare la concorrenza diventando la numero 1 fra i produttori di telefonini (nel verbale del nostro gruppetto feci investire l’80% dei ricavi dell’anno precedente in un accordo con il fornitore Hw, la SGS Thompson, per far costruire una fabbrica in Finlandia a fianco della principale fabbrica Nokia, in quel modo ammazzando i tempi della logistica e mettendo insieme i laboratori dell’azienda fornitriice e dell’azienda produttrice, e questo era proprio quelo che aveva fatto due anni prima – ma noi non lo sapevamo – la Nokia, e che appunto le aveva permesso di sbaragliare tutti. (Qualche anno dopo la Nokia si suicidò non capendo l’importanza dello SmartPhone e altre cosucce…)
Io fui un “alunno” molto, molto particolare. Feci un casino incredibile durante le lezioni, un giorno feci scambiare a tutti le magliette, e il Guru chiamò con nomi diversi tre o quattro persone, alla fine andò in confusione, mi disse sorridendo un insulto e quando ci fu l’esame orale, a tu per tu, mi disse che avevo del talento, anzi che insieme ad altri due ero risultato il migliore, ma che ero orrendamente indisciiplinato e che avevo preso insufficiente in Comportamento, un voto importante che, mi disse, sarebbe stata una macchia, Il report di tutti noi sarebbe andato nei piani altissimi e la mia carriera, mi disse, da quella macchia sarebbe stata ostacolata. “Fabio, we had fun with you, but you went beyond some borders” Un manager doveva essere sempre molto serio e incutere paura, intanto però proprio quella settimana ci fu l’11 Settembre e molte di quelle lezioni si sarebbero rivelate inutili, va beh.
Ora, se siete arrivati qui, a mio parere siete curiosamente interessati alle dinamiche di grandi aziende o grandi gruppi, perchè sono partito dallo sport e ci torno solo ora. Ma è così che funziona nello sport, cosa credete. Lo SPORT è l’apice delle dinamiche aziendali, dietro un fuoriclasse o dei fuoriclasse o c’è una società che prende delle decisioni vincenti ( o una FEDERAZIONE intelligente e vincente), o tali Campioni perderanno, trascinati in basso da un Management sbagliato.
Certo non ci deve essere una crisi di talenti, ma nè la Germania nè tanto meno i New York Kkicks, che non essendo una nazione hanno potuto comprare negli anni, avevano questo problema. L’allenatore? I tedeschi uno dei migliori, addirittura in New York presero Phil Jackson, quello dei sei titoli a Chicago con Jordan e poi del dominio Lakers con Shaq e Kobe, che divenne General Manager,, e in panchina Mike D’Antoni, che quest’anno per sfiga con gli Houston non ha fatto fuori i GSW
Dei New Yorl Knick si sa praticamente tutto, e uno dei motivi del loro eterno fallimento è la tolleranza verso le mele marce, a livello di squadra. basta una mela marcia per contaminarsi, male, negli anni. GRANDE PUNTO CHE NON TUTTI CAPISCONO.
Le mele marce vanno buttate via, fatte fuori, isolate.
Punto.
E poi pur avendo una potenza economica al Top, fra i Top players degli ultimi dieci anni puntarono proprio su quello sbagliato (incidentalmente, una mela marcia…), per assecondare i desideri dei tifosi.
I CASI GERMANIA e NEW YORK il terzo e decisivo, del loro fallimento lo riporto alla fine…
Della Germania, per ora, non si sa nulla. Organizzazione perfetta, preparazione perfetta, ottima squadra da almeno prime 8, se non 4. Sospetto che l’allenatore non abbia rinnovato il modo di giocare, perchè avversari mediocri sapevano esattamente come bloccarli, e che ci siano stati errori di formazione profondi, ma non sappiamo se anche il resto della testa del pesce puzzava. Che so, qualche elemento dirigenziale ad accompagnare che aveva messo tensione o leggerezza, cose così. Forse verrà fuori, forse no. Io tenterò di leggere tutto.
Perchè non me ne frega nulla del calcio, ma di come si DIRIGE o si ALLENA nello sport sì. Perchè può capitare che ti capitino dei talenti o dei gruppi prestigiosi da guidare, nella vita, e allora hai la responsabilità di portarli più in alto possibile, di farli divertire vincendo, di soddisfare la fame del loro cuore e della loro anima.
Anche recentemente ho tenuto delle conferenze su “casi”, quel Guru, sapete, non era solo un Guru di fama; era anche maledettamente bravo. Mi insegnò come analizzare un “caso”, a guardare ai particolari, a non tralasciare nulla.
“il falimento di un progetto miliardario può derivare anche da un particolare che appare trascurabile”.
Studiammo casi di ogni genere, e io mi sono abituato negli anni a studiare i casi dello sport perchè quelli delle aziende mi annoiano, sono interessantissimi ma proprio non mi va di suidiare “il caso Parmalat” o il perchè la Samsung o la Lg, dalle retrove dell’elettronica di consumo, hanno massacrato i colossi occidentali che ora non esistono più (e io, in un meeting olandese di alto livello, setnii la frase: “coreani? terzo mondo, non andranno da nessuna parte”. era il 2000).
Chiunque alleni, o sia in una Federazione, o in una società sportiva, dovrebbe essere ancora più in gamba del Manager della Apple o della Marvel.
Perchè in gioco ci sono dei cuori e delle anime di piccoli atleti, e nessun soldo, ma quindi molto di più
Prima sono stato manager di me stesso, aprendo vie, poi di un gruppo, e ora di piccoli atleti. Ogni sera vado a letto chiedendomi, quale particolare hai trascurato? Me ne vengono fuori sempre una decina, divento super ansioso e il successivo allenamento ho quei particolari in testa. E nei Ragni uguale, dormivo ben poco. Sono destinato, a dormire poco.
La cosa curiosa è che allora dormivo come un sasso e svegliarmi per andare al lavoro non era semplicissimo. La mia insonnia mattutina è iniziata nel 2005…quando sono eruttati i tumulti nel cuore…questo il Guru non lo aggiunse e ce lo metto io: Se una cosa non ti prende e la fai per pure e mere questioni economiche-politiche, sarai uno dei motivi del fallimento. E questo è stato il secondo, gigantesco motivo del fallimento dei New York Knicks, nonostante soldi e talenti. A Phil Jackson, che con i Chicago Bulls e i Lakers VIVEVA di basket, dello sport non gliene fregava veramente più nulla, era andato a New York per soldi e mire personali di carriera.

16 Giugno, 2018
di Fabio Palma
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LAST FRONTIER

Siccome non sono un politico e, come tutti a mio parere, non sono in grado di dare un’opinione pertinente sul tema immigrazione (pensate che fra tutte, ma proprio tutte, le dichiarazioni e le opinioni, quella che più mi ha colpito e direi affondato è quella di un immigrato che candidamente ha detto, ok, volete che ce ne stiamo nei nostri paesi, ma guardate che voi e la Francia siete cresciuti con l’export armi del 70% negli ultimi tre anni, da noi si sparano con le vostre armi e quelli che possono fuggono, come la mettiamo? O pensate che su 700 siano tutti ladri e assassini? 50 forse sì, ma gli altri fuggono dagli spari, dalla fame e dalle guerre civili fatte coi vostri business. Commento mio: Minkia…), me la cavo con uno dei più grandi pezzi rock di sempre che, sempre secondo me, conoscete in pochissimi. Si tratta di un vero capolavoro cantato da un cantante spaventosamente bravo, tra i migliori che abbiano mai calcato i palchi mondiali, e questa interpretazione live senza sovraincisioni e trucchi la dice lunga, insomma.
Il testo ve lo copio e incollo, lo trovo brividoso e, nell’oceano di puttanate che si sono sentite in questi giorni, con contraddizioni evidenti da parte di TUTTI (tutti, eh), mi pare, proprio insieme alla dichiarazione dell’immigrato, la sequela di frasi più sensate.
Prego Dio affinchè si trovi davvero una soluzione perchè se qualcuno pensa che chiudere o aprire i porti possa salvare noi e loro da questo casino ho come l’impressione che ce la vedremo sempre più brutta
 
Pushin’ ever westward, across the great divide.
Beyond the darling river,
Towards the outback sky.
The lawless and the brave, searching for a dream.
When all they found was sand and stone,
Where rivers once had been.
They tried to follow nomads, like ghosts in desert dreams,
And suffered in a sunburnt land,
Down in the last frontier.
And they sent them from the motherlands,
Into the greatest fear.
To live and die for freedoms cry,
Down in the last frontier.
A drover rides in search of work, across the sweeping plains.
A farmer kneels in a hungry church,
As his children pray for rain.
Back in a land across the sea,
They found another war.
They asked the Anzacs to believe,
In what their fighting for.
And they sent them to another land,
Into the greatest fear.
To fight and die for freedoms cry,
And for the last frontier.
People in the luckly land, who searched for paradise,
Are reaching out for something more,
And they don’t believe their lies.
The promises of hope and work, still ringing in their ears.
The hungry and the homeless cry,
Down in the last frontier.
And they sent them to another land,
Into the greatest fear.
To live and die for freedoms cry,
And for the last frontier.
The promises of hope and work, still ringing in their ears.
The hungry and the homeless cry,
Down in the last frontier.
The last frontier.
The last frontier.
 
https://www.youtube.com/watch?v=6JKv8J62auM

30 Maggio, 2018
di Fabio Palma
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NINA SIMONE, e L’INCOMPETENZA

L’incompetenza è la REGINA delle cause delle cose che non funzionano, e sottostimare il suo impatto porta, inevitabilmente, a disastri.
E’ molto semplice: se non si capisce nulla di una cosa, è lecito alzare la mano per esprimere un’opinione, ma ci deve essere la CONSAPEVOLEZZA unanime che l’opinione, il parere, vada PESATO.
Avete presente i polinomi con i parametri? Si fanno in terza media. Ok, sono coefficienti, i parametri. Poniamo un intervallo 0,1-1, laddove 1 è peso OGGETTIVAMENTE importante, 0,1 una pura opinione mainstream.
Veniamo ad un esempio.
A me piace la letteratura, molto. Ho una cultura letteraria che, da 0 a 10, potrei attestare a 6.
Mi piace anche l’arte, l’architettura. Un centro storico piuttosto che un grattacielo di Dubai mi stupiscono e, soprattutto nel caso di centri storici, mi aprono il cuore. La mia cultura architettonica, da 0 a 10, sfiora lo zero. Forse è zero.
Supponiamo che io entri a far parte del consiglio comunale di Spello, e del ministero dell’istruzione. Sono certo che sarei paladino della pulizia urbana nel primo caso, e dell’inserimento della letteratura contemporanea nel secondo caso, ma sarei un FESSO a dire, ad esempio, che Calvino sia inferiore a un altro autore, o un certo palazzo di Spello faccia schifo. Ho il diritto di pensare e dire che non mi piacciano, non che non siano validi. Con un peso 0,1
Perchè la mia cultura è oggettivamente ridicola per affermare un mio valore.
Questo vale per una foto, un libro, un brano musicale, un video, un film, una scultura, un dipinto, lo sport e così via. Bisogna avere una oggettiva cultura, in campo artistico, e per esempio se uno non conosce vita, morte e miracoli di centinaia e centinaia di quadri di ogni epoca non avrà il diritto di esprimere un giudizio di valore. ma soltanto il proprio giudizio. Punto.
Quel quadro ti fa schifo perchè non lo capisci, non perchè fa schifo. Dì che non ti piace, e dillo sottovoce, se possibile.
L’incompetenza spesso, ahimè, sfocia nell’arroganza. Anzi, praticamente sempre. Meno uno ne capisce, più alza la voce, talvolta sbraita, sulla propria opinione. Ho conosciuto talenti grandiosi in vari campi, sono sempre stati pacati e molto attenti ad esprimersi. A volte, stanno pure zitti.
Quelli che non capiscono una mazza sono quelli che urlano. Sui social sono gli haters, per esempio. Sono gli espertoni di basket che dicono che Lebron abbia dei grossi difetti, quelli che dicono che la Pellegrini abbia vinto poco, gente insignificante di quel livello lì. Segni particolari: nella vita non hanno mai fatto nulla di creativo, di spesso, di valore.
Nelle riunioni di lavoro sono quelli che fanno gli arroganti. Non hanno neppure la consapevolezza di non capire nulla.
A me piace combatterli, ho degli scalpi da vantare, ma nel passato sono stato vittima di alcuni di loro. Molti anni fa. Non mi sono incazzato quando avrei dovuto farlo, accettai diktat di incompetenti, vidi dei gran talenti soffocati da incompetenti e non mi misi a loro difesa.
Memore di quelle antiche esperienza, oggi gli incompetenti li isolo (quando mi capita di occupare posizioni di responsabilità, appena li individuo li faccio fuori, estirpando immediatamente il tumore che rappresentano) SENZA ALCUNA POSS(IBILITA’ DI REDENZIONE. Non c’ è, a mio parere, alcuna chances che un incompetente arrogante si redima. E’ fatto così, e quindi fuori da ogni circolo decisionale. Al pari degli innvidiosi (ma sono praticamente due caratteristiche che vanno a braccetto).
Io penso che gli incompetenti arroganti siano gli scarafaggi del progetto, qualunque esso sia. Vanno schiacciati, e la disinfestazione deve essere accurata.
Una mia eroina è questa qui, Nina Simone.

Cantante spettacolare, talento mostruoso, nera. All’incompetenza diffusa, doveva pure difendersi dal razzismo strisciante. una donna di colore che canta…ciao…beh, era classificata come antipaticissima. Tradotti gli aneddoti, viene fuori che ai vari bianchi (spettatori, manager, etc) lei non la mandava mai a dire, per usare un eufemismo.
Fece piazza pulita degli incompetenti che aveva intorno. Agli spettatori bianchi che la fischiavano ne diceva di tutti i colori. Andava sul personale…ragazzi, aveva veramente delle palle, questa donna qui. Ha avuto una vita molto ricca di battaglie, di problematiche, di botte perfino. Di ostracismo. Ha lottato tutta la vita.
Ora è nella storia, di tutti quelli che cercarono di ostacolarla, nessuna traccia. La sua Feelin good è una pietra miliare della cultura moderna. A me piace pensare che l’abbia scritta e cantata dopo averla mandata a dire a qualche idiota. Sentendosi, appunto, bene

2 Maggio, 2018
di Fabio Palma
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QUEL RAMO DEL LAGO DI COMO

Cari amici
quello che potete vedere su youtube qui sotto ( eventualmente in 4K, se avete una rete molto veloce), è in fondo la sintesi del 33% della mia vita degli ultimi 3 anni, forse di più a dir la verità, più o meno dall’Aprile 2014. Un altro 33%, lo sapete, era dedicato ai Ragni di Lecco, e lentamente il terzo 33% era stato conquistato dall’allenare dei piccoli atleti.
Mi piace spezzare gli interessi in percentuali, penso sia un retaggio di Ingegneria quello di cercare di schematizzare come si stia vivendo e mi chiarisce eventuali deragliamenti. Voglio dire, a volte non ci si ferma a pensare VERAMENTE, ma quanto cazzo sto dedicando, per esempio, a fare la spesa, o a stare in coda, o a seguire la de filippi?
Sono esempi, eh.
E magari viene fuori, CALCOLI ALLA MANO, che il 27% del proprio tempo è dedicato a stare in coda, e non è detto che uno riesca a TIRARSI FUORI perchè bisogna avere anche fondoschiena per certe scelte,, ma perlomeno uno sa dove sia posizionato, e magari dove vorrebbe essere altrimenti.
Torniamo a quello che sotto è linkato, E CHE VI PREGO DI CONDIVIDERE A PIU’ NON POSSO, per dire, che è diventato ora il 49% della mia vita, laddove un altro 49% è dedicato ai miei atleti, con un 2% in cui rimane la scrittura che, sperabilmente, cercherà di arrivare a un 10%.
Ogni volta che si vedeva una luce interessante (che purtroppo in Lombardia è piuttosto rara…) arrivava la domanda, puoi? E io dicevo di sì. Yuri in conferenza stampa ha detto che il lavoro è frutto di 50 uscite, ma secondo me almeno il doppio, in tre anni. Alcune di due ore, qualcuna notturna. Molte a vuoto, molte sono stati esperimenti tecnici, molte momenti che ci si aspettava migliori, e alcuni che si sono rivelati superiori al previsto. Farlo poi diventare questo cortometraggio è stato un passo successivo. Vedete che nel titolo c’è Visual Wonders ep.3, e quindi nel canale youtube ci sono due episodi precedenti, che magari avete già visto, e sarebbe meraviglioso poter dire, fra dieci anni, siamo al 100. Sarebbe, onestamente, una vita troppo fortunata. Si cerca di donare alla gente dei Wonders, attingendo con tutto quello che si ha a tutto quello che si ha.
E CHE COSA, si ha?
Questo, secondo il nostro Maestro
“Perché di fatto il mondo ha una coscienza, per quanto gli uomini possano dubitarne. E, sebbene sia possibile considerare questa coscienza la semplice somma delle coscienze degli uomini, esiste un’altra concezione, secondo la quale essa esiste di per sé, e la porzione che ne spetta a ciascun uomo non è che una parte imperfetta della coscienza del mondo.” (Cormac Mac Carthy, città della pianura)
Buona visione, e che vi dia tumulto

https://www.youtube.com/watch?v=cmSjoagpHkU

30 Marzo, 2018
di Fabio Palma
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RAGNI, finita la mia Presidenza

Ecco la mia ultima relazione Morale all’ultima assemblea che mi ha visto Presidente del gruppo alpinistico più prestigioso al mondo, per due ( massimo numero, per fortuna, previsto dallo statuto…) mandati

Quando nel 2007 fui assunto come Direttore Marketing di Sport Specialist, avevo lasciato la Philips e di fatto cambiato vita, c’era un certo Vittorio Pellegri, braccio destro di Longoni da lunghissima data, gli curava i grandi eventi e i cataloghi portandogli un sacco di soldi, e cominciammo a lavorare fianco a fianco. Era un tipo simpatico ma che non la mandava tanto a dire. Dopo un paio di giorni, cosa fai cosa non fai, dissi che ero uno scalatore ed ero dei ragni di Lecco, ah ma sono morti i Ragni di Lecco, sono venuti qui, poveracci, a chiedere soldi, ma non fanno più niente. Io ci rimasi molto male, Come risposi, guarda che ci sono grandi scalatori, citai Simone, Daniele…e lui proprio a girare il coltello nella piaga, ma chi li conosce, sembrano un gruppo dell’oratorio. Mi disse, e non lo dimenticherò mai, ma Nostra famiglia di Bosisio fa molto di più. E almeno i Gamma fanno le serate i Ragni non fanno proprio niente.

Magari molti identificano, e si ricorderanno di me come Presidente, per i soldi che ho portato al gruppo. Ma questa non è mai stata la mia caratteristica, quello che so fare meglio. Sono sicuro che gente come Kurt o Natale siano molto più bravi di me a “procacciare” sponsor e supporto. Sì, ho portato oltre mezzo milione di euro al gruppo, e oltre 300.000 di materiale, ma se il gruppo decidesse di affidarsi ad un’agenzia di grande livello, con un 20 o 30% di percentuale, sono certo che potrebbe ottenere molto di più. In fondo, io ho portato solo un grande sponsor al gruppo, e tanti sponsor piccoli o medi. Non ho mai portato una Samsung, per dire, o una Jeep, o una Red Bull, ho portato solo adidas, a quel livello.

No, il messaggio che vorrei aver portato al gruppo, che vorrei aver lasciato ai consiglieri e ai ragazzi, è questo:

AVERE IDEE, TRASFORMARLE IN PROGETTI, E REALIZZARLI IN TEMPI BREVI

Un gruppo, un’associazione, un’azienda, ha bisogno di idee. Idee che senza troppe parole diventino progetti. E che entro pochi mesi si realizzino. Niente fumo, niente cose campate in aria, niente immobilismo. E appena si ha la sensazione di essere fermi, o fumosi, ed entrambe le situazioni sono DELETERIE, bisogna darsi una scossa, e partire con qualcosa di nuovo, e farlo funzionare.

Guardate Matteo e Luchino: non stanno mai farmi. Hanno sempre la mente verso nuovi progetti. Non sono MAI fossilizzati. Dietro di loro, sono cresciuti in tanti, sono andati in giro per il mondo in tanti.

Ovvio, bisogna avere i soldi, e li ho trovati. Ma, ripeto, non sono l’unico del gruppo capace di portare sponsor, secondo me. E in ogni caso, ci sono agenzie e persone che, giustamente pagate, riuscirebbero a farlo molto bene. Però le idee, e la capacità di trasformarle in progetti e realizzazioni, ecco, quello tocca a noi, e a voi.

OGNI PIANIFICAZIONE DEVE ESSERE SUPPORTATA DA UN PIANO ECONOMICO

LISTA SPONSOR 2018: adidas, TCM ( Matteo DB e Fabio), Camp (Luca Passini e Fabio), Acel, Sport Specialist

RAPPORTI COL COMUNE: Brivio e gli assessori sono meravigliati del nostro andamento! Piazza Garibaldi con gente per terra come ad un Concerto Rock per due anni

RAPPORTI CON LA GENTE: piazze piene, social che esplodono, video visti anche 100.000 volte. E nessuna persona sana di mente può più oggi dire che la gente, Lecco compresa, non sia coi Ragni

RAPPORTI FRA DI NOI: Il consiglio ha sempre supportato tutti senza differenze: ovviamente non esistono differenze, preferenze, fazioni, parole anche molto brutte. Sarebbe stato stupido da parte mia e del consiglio fare dei privilegi. Anzi, posso dire che sia come materiale che come finanziamenti, i Consiglieri hanno avuto meno di tutti e io meno dei Consiglieri. In aggiunta, mi sono attivato per far avere sponsor e perfino lavoro a molti soci (con Skylotec, Camp, Sport Specialist, clienti e gruppi passati a guide)

LE PAROLE CHIAVE DI UN GRUPPO

PASSIONE

EMPATIA

SERENITA’

RESILIENZA

COSA HO PORTATO:

Semplicemente, il programma per cui mi avete eletto due volte!

Conti in ordine

Nulla si può fare senza conti in ordine, entrate continue e programmate, budget programmato. I conti dei ragni, disastrosi fino a quando non me ne sono occupato, sono il mio miglior risultato professionale insieme alla targa di Best European Marketing manager della Philips, 2003.

I book prodotti ogni anno. Testimonianza storica, ma anche veicolo promozionale. Avevo messo nel programma l’enciclopedia, i Book sono il risultato.

Archivio: vecchissimo progetto, mai iniziato. Oggi tutto l’archivio Ragni è on line, catalogato per anni, con foto, video, testi. Lavorai un intero mese di Agosto, tutti i giorni, per realizzarlo. Grazie all’archivio, è stato realizzato il film RAGNI, tutti i membri del consiglio, Serafino, l’ufficio stampa, i soci che lo richiedono, hanno a disposizione tutta la storia dei Ragni. Il Comune e la Camera di commercio sono rimasti increduli del nostro archivio on line, i Gamma a bocca aperta quando ne parlai per l’osservatorio della Montagna di Lecco, presenti anche loro.

Academy, il progetto per scovare giovani talenti e creare un “serbatoio” ragni, supplendo alla scuola, che ha da molti anni obiettivi per forza di cosa diversi. Far scalare ragazzi Under25 con i migliori alpinisti dei Ragni, dal Bianco al Wenden, dalle Dolomiti alle spedizioni extraeuropee.

Finora è sempre stata finanziata dai Ragni (dal 80 al 100%), pur avendo io chiesto anche al Presidente del CAI nazionale di patrocinarla (come in Slovenia).

Piano cinematografico annuale. Iniziato con “La via del Det” e “Infinite Jest”, e con il video su Palinuro, ha portato a realizzare oltre 15 film e trenta video. Distribuzione con Gazzetta dello sport di 5 film (The Egger project, Infinite Jest, Uli Biaho, The Shark Tooth, Ragni), 4 selezioni al Trento film festival. Sono stati protagonisti e attori oltre 30 ragni, compreso anziani come Giovanni Ratti, R. Perego, L. Airoldi, D. Piazza, M. Conti. Come video, Rock in Lecco, vicino alle 100.000 visualizzazioni e condiviso da Repubblica, è stato il successo più grande, seguito da Baffin, Around 9a, Hyelo&Fuego.

La pietra del Sud: 9 nuove falesie in Sud Italia. Un’idea per aiutare lo sviluppo dell’arrampicata, per diffonderne la bellezza e l’essenza

Chiodature e richiodature: 30 falesie supportate in tutta Italia. Marchino, Franz, Simone, Serafino, Paolino, Luchino, Maurizio, Dimitri, Giac…tutti i chiodatori del gruppo hanno avuto ciò che hanno richiesto

Sponsor: Oltre mezzo milione di Euro portati ai Ragni (solo da me, non vengono considerate entrate dal socio Rocca, dalla Camp poiché il merito principale è di Passini, dal Cai di Lecco,…) più oltre 300.000 in materiale.

Queste entrate hanno permesso di supportare viaggi e spedizioni, in toto. Fino a ben 6 spedizioni nel 2017!! Attenzione, senza sponsor non si fa nulla se non di tasca propria, autottassandosi.

Pagina Facebook e canale Instagram. Fondamentali per gli sponsor. 18000 followers su FB, 9000 su Instagram. Su Fb da contratto adidas dobbiamo garantire due post di successo alla settimana (quindi, con copertura sopra le 10.000 persone). Camp grazie a noi è cresciuta molto più rapidamente, il nostro showreel che ho fatto per loro ha avuto 10 volte il loro precedente record. Siamo diventati esperti di video, tecnicamente, qualitativamente, commercialmente.

Serata Maglione in rosso: portata da meno di 100 partecipanti a pienone annuale in location via via più grandi. Raddoppiata negli ultimi due anni. Oramai soltanto il Cenacolo può ospitarci a Lecco!

Newsletter Tutte le attività del Consiglio sono comunicate ai soci. Sottolineo TUTTE L’ho introdotta perchè c’era la richiesta di essere informati

Queste sono state le idee che ho portato ai Ragni, accolte dai Consiglieri e portate avanti dai soci vogliosi di spingere il gruppo. Per esempio tutti quelli che hanno partecipato a Rock in Lecco, un video a 100.000 visualizzazioni, che sono venuti alle serate anche se avevano impegni, etc etc

Sono orgoglioso di aver fatto salire sul palco Romano Perego e Giovanni Ratti, di aver organizzato una mostra di fotografie con Matteo Castelnuovo protagonista, di aver fatto conoscere a 50.000 persone Luca Bergami, di aver dato me stesso anche quando, in famiglia, mia moglie mi faceva notare che stavo veramente esagerando e che per i ragni lavoravo, gratis, più di quando ero manager in Philips. A volte ho trascurato pesantemente il mio lavoro per il gruppo, perdendo anche delle occasioni. Ho dato dei lavori fuori perchè mi avrebbero ostacolato per il gruppo…ma tutti i Presidenti di tutte le associazioni sportive che vanno bene in Italia fanno così! Ho conosciuto Presidenti di polisportive che stanno 5 sere su 7 presso la sede, e vanno in trasferta in week end, e gestiscono 1000 tesserati, famiglie, problematiche incredibili. I ragni sono stati per me una missione neppure troppo difficile e impegnativa. Vederli di nuovo grandi era un DOVERE

Auspico un Consiglio fatto di persone che credono nel gruppo, che votano sì alle proposte, che siano propositive, che non siano invidiose del successo di un qualunque socio del gruppo, che siano capaci di essere empatici verso le persone, che abbiano il sorriso come prima forma di risposta, che non pensino a se stesse ma altri altri. Ho dato un esempio, lo dico a voce alta ed orgoglioso, e questo esempio è stato raccolto: Luca Passini non era quello che è adesso, così Matteo, Luchino, Giga. Ho fatto vedere come si propone un’idea, la si trasforma in progetto, e infine tutto diventa REALTA’. Portare i soldi senza saperli spendere, questo sarebbe stato un fallimento come quasi non portarli affatto. Tutto il Consiglio lo sa, sono sempre stato per spendere, spendere spendere, in progetti, progetti progetti. Che si continui così, se non si vuole tornare a tempi molto bui.

Mi sono mosso attivamente per il gruppo prima con la rivista Stile Alpino e poi per adidas. Era tutto in salita, non c’erano soldi, idee, non si sapeva da dove iniziare. Oggi la strada è a tre corsie, ben asfaltata. Ogni tanto c’è qualche piccolo dosso ma vi dico una cosa: fuori da qui tutte le associazioni del lecchese, e non solo quelle alpinistiche, ci guardano con invidia e stupore, e la Polisportiva Aurora nel Maggio 2017 mi invitò alla sua serata di fine stagione per parlare del “miracolo dei Ragni”. Siamo grandi, siamo i Ragni di Lecco. E vorrei un applauso per due persone: il mio Vicepresidente per due mandati, the best possible VicePresident, Luca Passini, e per il miglior socio possibile, Serafino Ripamonti

Spedizioni supportate

EGGER 3 volte

ULI BIAHO

PATAGONIA 2014

GROENLANDIA 2014

KIRZIGHISTAN 2014

FITZ ROY 2015

BHAGIRATY IV 2015

MESSICO 2016

EST FITZ ROY 2016

BAFFIN 2016

ETIOPIA 2016

MURALLON 2017

MARIPOSA 2017

PAKISTAN 2017

MADAGASCAR 2017

DENALI-MC KINLEY 2017

PERU’ 2017

PATAGONIA 2018

20 Marzo, 2018
di Fabio Palma
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ALLENARE e/o INSEGNARE

Sapete, allenare e insegnare sono due attività splendide. Splendide.
L’anno in cui, ero al secondo anno di Ingengneria, insegnai al Liceo Peano di Cinisello al biennio (matematica e fisica) fu un anno indimenticabile, nettamente il più bello (anzi, L’UNICO bello), dei miei cinque e anni e mezzo universitari. Avevo 4 classi, preparavo i compiti in classe inventandoli, spiegavo la fisica e la matematica con parabole e metafore, attingendo alla letteratura e alla vita. Gli altri professori mi guardarono all’inizio con estremo sospetto, ma fondamentalmente perchè ero proprio giovane. 21 anni, capirete…fui severo abbastanza da avere un silenzio totale nelle spiegazioni, e nello stesso tempo un pò di svago ogni venti minuti, perchè sapevo che ogni venti minuti l’attenzione cala vistosamente. Poi decisi di mollare, le 4 classi scrissero una petizione a mia insaputa e il Preside mi chiamò dicendomi, devi andare nelle classi a dire che SEI TU a voler smettere, non NOI che ti mandiamo via. Lo feci e qualcuno dei ragazzi ci rimase male, lo considerò untradimento…parallelamente insegnavo anche a Quartoggiaro, una classe di 13 studenti, 12 ripetenti, alcuni erano più grandi di me. Insegnavo elettrotecnica, era un istituto. La legge di Ohm? La spiegavo con la corrente dei fiumi, la resistenza erano massi e dune, e le cadute di potenziale l’avete capito. Un successo e mi sentivo intelligente e bravo, come non mi sono MAI sentito intelligente e bravo al Cern di Ginevra, quando piuttosto riflettevo su quanto trascurabile fosse la mia intelligenza rispetto alla media di tutti quei fisici. Non arrivavo mai in tempi decenti a capire o proporre qualcosa…
Perchè smisi di insegnare? Perchè ero ambizioso e volevo laurearmi con la lode, avevo la media del 27 e qualcosa e pensai di volere di più. Smettendo la mia media balzò in alto, ma la verità è che già due anni dopo pensai, ho perso quacosa. Insomma, due talenti avevo, scrivere e mi ero iscritto a Ingegneria, e insegnare e avevo smesso per un’altra ambizione.
Per quello poi mi misi ad allenare a calcio e a calcio a 5, avevo un bisogno interno.
E quando due anni (o tre? ho pure dei dubbi…) fa mi chiesero di allenare in arrampicata, dissi subito ( alla Giò e al Luca), ma non sono capace. Non mi sentivo capace. Non insegnavo da così tanto…non era una questione tecnica, l’allenatore di Federer mica gioca a tennis con Federer, lo allena. E’ una roba diversa. No, avevo paura di non essere capace a CAPIRE un atleta, e un ragazzo.
Nell’estate 2017 ho avuto la gioia di un Campione Italiano, e la soddisfazione di vedere tutti i miei atleti tranne un paio veramente migliorati. Com’è che si dice? Il rapporto FUNZIONAVA. Non è mica scontato, sapete? Ci sono allenatori straordinari e atleti straordinari che NON FUNZIONANO insieme. Becker e Djokovic per due anni hanno funzionato, poi un disastro. Di esempi ce ne sono tanti. E’ la chimica che conta…Allenare e Insegnare significa FARE MENO DANNI POSSIBILI, punto 1, e punto 2, migliorare le capacità altrui. Devi avere tanti dubbi, passare qualche ora alla settimana a scriverti su un foglio bianco tutti i punti in gioco, e solo scrivendoli trovi delle discrepanze. Le sensazioni sono spesso sbagliate. Devi prenderti un foglio e scrivere, scrivere, scrivere le domande, i tempi, le note, tutto. Alla fine hai fogli scritti fitti fitti, li rileggi, e metti insieme. Migliora o no quella ragazzina? E’ serena? Le stai dando quello che vuole? La stai rovinando o le stai aggiungendo qualcosa? Di cosa ha bisogno? La tua attenzione è positiva? Il metodo che pensavi funzionasse e che magari con gli altri funziona, sei sicuro che sia giusto anche per lei, o per lui?
Non sono uguali, nè fra di loro nè da una settimana all’altra. STANNO CRESCENDO. E tu…non devi portare i tuoi pensieri nel rapporto, MAI. Le tue cose personali, le tue problematiche…Tu devi essere perfetto. Lei si sta affidando a te. Lui si sta affidando a te. Dve per giunta FARGLI CRESCERE LA CONSAPEVOLEZZA della propria fisicità, dei segnali interni…devi FARGLI CONOSCERE IL PROPRIO CORPO.
Buona notte…altro, credetemi, che la matematica o la storia del Liceo…lo sport agonistico serio fatto seriamente è MOLTO più complesso, e complicato.
Sabato una mia atleta ha fatto una cosa sensazionale. Sensazionale. Mi ero prefissato un obiettivo, che papale papale era 10″ basso nella Speed di arrampicata. A fine Dicembre era 15″ , su quella internazionale. Anche se quindi non sapete di cosa si tratta, capite bene che un miglioramento del genere non è del tutto…logico. O auspicabile. Inoltre, quello che non sapevo era che solo 7 donne nella storia della Speed di arrampicata italiana erano scese sotto i 10″…quando un mese fa scrissi ad un tecnico federale il mio obiettivo, lui mi informò del dato statistico e io pensai, ho proprio scritto una cazzata.
Di fatto, lo era, aveva ragione il tecnico. Io avevo una conoscenza, però, il carattere e la motivazione dell’atleta, che insieme a doti fisiche fuori dal comune erano cose da me mai viste. Ho letto la biografia di Phelps e visto il documentario della Comaneci, siamo a quel livello. Non basta, ovvio. Ci vogliono mille altre cose, fortuna compresa. Poi ho anche un altro bel segreto, mio figlio ha una competenza nella preparazione fisica spaventosa, per cui i protocolli li scriviamo insieme. Ma non basterebbe neppure quello.
Così Sabato il 10″ basso è arrivato, ma non una volta, 3. Nessuno credeva ai proprio occhi, neppure io. Credo che Bob, il mitico e leggendario allenatore di Phelps quando lo vide per la prima volta stampare a 13 anni un tempo assurdo, ebbe la stessa espressione interna. Una roba del tipo “Mio Dio”. Non mi sono sentito bravo, è stata solo una tappa, e quante altre bisogna superarne. L’hanno chiamata, dopo le premiazioni, e le hanno fatto provare una felpa. A momenti mi commuovo come un fesso, per la gioia che aveva negli occhi. I miei atleti sono miei figli, praticamente, a casa si parla di loro, ad uno ad uno, così tanto che mio figlio praticamente sa più di loro che di certi compagni di classe…

E c’è un esempio su tutti, sapete, che riporto, che mi colpì. Quello di Ettore Majorana quando arrivò in via Panisperna, da Fermi e gli altri. Fermi era un genio, e anche gli altri, ma Majorana non era un semplice genio, era una delle menti migliori del secolo scorso, datosi alla matematica. Aveva un carattere tremendamente difficile, e già i matematici e i fisici…insomma, sono tipi particolari, eh…funzionò per un pò di tempo, poi sapete come è andata a finire.
Tutta ‘sta roba l’ho scritta solo per tenermi allenato, come ogni mattina, a scrivere, la mia più grande passione. E stamattina avevo questo da dire. Non importa che qualcuno sia arrivato fino a qui, quello che certa gente non capisce è che non bisogna sempre avere un motivo per fare le le cose, intendo un motivo economico, o politico, o sociale. Certe cose le fai perchè hai una pulsione nel cuore. Probabilmente IRRILEVANTE ai fini della società. ma è grazie a queste pulsioni che andiamo avanti, sapete? altrimenti saremmo una specie che ha solo dei fini legati ad un guadagno, e non andremmo da nessuna parte. Boh, così ho sempre pensato. So che è un pensiero perdente, se vuoi diventare ricco o potente, e difatti non ho scritto questo per i ricchi e i potenti, o per quelli che vogliono diventarlo.

18 Marzo, 2018
di Fabio Palma
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LETTERA agli appassionati dei RAGNI DI LECCO

Cari amici

quando fui eletto presidente dei Ragni di Lecco pensavo che presidente sarebbe stato sempre da scrivere minuscolo, e Ragni, il più glorioso gruppo alpinistico del mondo, occupando in altezza più spazio possibile. Erano già due anni che ero in primissima fila ad aiutare il gruppo a tornare Grande, ma pensavo che tutto ciò fosse una nostra piccola storia interna. Intanto i due grandi Matteo, Bernasconi e Della Bordella, che sarebbero stati poi affiancati da Luca Schiera, stavano vivendo l’epopea della Ovest della Egger, e quella sì era la storia pubblica da grandi riflettori, perchè si trattava di una grandiosa passione alpinistica di un gigantesco obiettivo storico.

E invece tutti voi, a migliaia, avete cominciato a scrivermi, a seguirmi e a seguirci, a salutarmi e a salutarci, a riempire teatri, palazzetti e perfino piazze, a farci sentire il vostro affetto. Abbiamo cominciato tutti, davvero, a sentire quella cosa che si leggeva essere “il calore della gente” e che pensavamo appartenesse a sport o altre arti. Non erano forse l’alpinismo e l’arrampicata passioni intime, tutte e sole nostre?
Forse per l’entusiasmo di condividerle con voi, forse per i video e i film che abbiamo cominciato a produrre e a diffondere, forse per la simpatia dei Miei Ragazzi, forse per il nostro modo di fare non studiato e naturalmente semplice come davvero noi siamo, siete diventati migliaia, tante migliaia, decine di migliaia. Andiamo in giro per falesie, palestre d’arrampicata, pareti, ci fermate e ci dite, siete Grandi, Ragni.

palinuo, fabio palma e luca passini

A me personalmente continuate a fare dei complimenti che quasi mi imbarazzano. Io ho dato tutto quello che potevo dare a questo gruppo, ho lottato per far fuori le negatività (ogni gruppo ne ha), per far esplodere le positività (noi ne abbiamo tantissime!). Il sorriso. La passione verace. La purezza. Quando entrarono, due anni fa, Riky, Simone T., Stefano “Teto” e il Bis nei Ragni, scrissi che le qualità fondamentali per essere dei grandi membri del gruppo Ragni dovevano essere
1) PASSIONE
2) POSITIVITA’ NEI RAPPORTI INTERPERSONALI E ASSENZA DI INVIDIA
3) RESILIENZA
4) OTTIMISMO
5) DEFINIZIONE DEGLI OBIETTIVI E CAPACITA’ DI CAMBIARE
Mi accorgo che c’è un pò dell’essere Ingegnere in quel punto 5), c’è tutto dell’essere me stesso nel 1), 2) e 4), mentre la Resilienza è un qualcosa che ho ammirato e applaudito in Persone straordinariamente più grandi di me.

Quanto mi sono emozionato, a vedere i miei ragazzi sulle pareti più difficili del mondo. A salire dei 9a da minorenni. A saltare in pochi giorni da Premana alla cima del Cerro Torre. A vedere David trasformarsi da scalatore medio a fuoriclasse stupefacente. Ne parlavo con Marchino pochi giorni fa, questi ragazzi ci hanno lasciato a bocca aperta. Ma anche a far salire su un palco davanti a voi Giovanni Ratti, Romano Perego, il grande Luigino, a conoscere nel cuore il Mariolino Conti, a vedere come Bruno e Giuliano si siano appassionati a Matteo che andava sul “loro” Riso Patron, e tanti altri che magari non scalavano più ma che mi raccontavano le loro storie, e io le passavo a voi con film e serate.

64° TRENTO FILM FESTIVAL | Montagna / Società / Cinema / Letteratura – IERI, OGGI E… RAGNI. LEGATI SOLTANTO AL FILO DELLA STORIA . 800 (!!) spettatori paganti, sul palco io a presentare Giga, Luchino, Teo e la Storia dei Grandi

Sono stato, mi accorgo, un bravo agricoltore. Si è creato un terreno in cui germogli sono diventate sequoie, e voi avete camminato insieme a me in questa foresta rigogliosa, ammirando e sognando con me.
Molti di voi mi hanno detto, a voce, di scrivere quello che ho fatto per questo Gruppo. Ci ho pensato, e l’avevo fatto. Non sono una persona NON orgogliosa di quello che sono capace di fare. Ho riletto il tutto, e ne ero fiero. Poi ho scritto di getto queste righe e ho tenuto sul mio Computer tutto il resto. Perchè tanto sapete che con me sono arrivati i film e i video, che è arrivata l’Academy, che è arrivata la Pietra del Sud, che ci sono state tante spedizioni. E che nomi come Luca Passini, Paolo Spreafico, Serafino Ripamonti, Carlo Aldè, Luca Schiera, Matteo Della Bordella hanno corso parecchio per concretizzare queste idee. Hanno sacrificato tanto di loro. Il Franz (Adriano Carnati) si è perfino messo di buona lena col computer per dare una mano al gruppo. In questi anni, ci siamo DATI al gruppo.

E poi…e poi, che ve ne fareste di una lista di cose fatte… perchè non ho carriere politiche da perseguire (ebbene sì, mi era stato chiesto se fossi interessato per le elezioni ma…io ho i miei “ragnetti” da seguire, come figli, e mio figlio da supportare come…un figlio!) nè curriculum da ostentare, la vita che mi resta è fatta di sogni che non hanno nulla a che vedere con quanto ho profuso per i Ragni. In nessun mio curriculum ho mai messo “presidente dei Ragni”, quello che faccio per lavoro e quello che voglio ancora fare è di tutt’altro genere. E poi suvvia, sapete tutto, eravate 80 nella prima serata che mi vide dietro a PC e proiettore, e ora non bastano le grandi Piazze a contenervi. Farvi una lista, ho pensato, sarebbe stato magari giusto ma anche un tantinello impuro. Su questo sito d’altronde c’è tutto, dal 2010 ad oggi.
Ora torno in un un angolo, molto meno capace di scalare ma così più ricco di amicizie, passione altrui, amore. La parola Amore, che un po’ snobbavo e quasi detestavo perchè associavo a sapori dolciastri da soap televisive, grazie a tutti voi è andata in cima a tutte le mie parole preferite. Anche davanti a Passione. E Amicizia. E Purezza. Perchè insieme formano un poker, ma io mi ero voluto circondare di queste tre. E invece Amore, sapete, è la parola Principe. Da essa tutto scaturisce, e con essa vi abbraccio tutti

Mi potete trovare alla Palestra, che è la nostra casa di fatto, super impegnato e motivato ad allenare e cercare di aiutare a far crescere come atleti ma non solo dei ragazzini e ragazzi. Adoravo allenare e amavo insegnare, insegnai per un anno in un Liceo quando ero appena 21enne e per me donare del proprio agli altri è fondamentale, e i consiglieri che mi sono accanto hanno fatto lo stesso (sì, in qualche raro momento di stanchezza io e Luca, Passini, ci siamo detti, chi ce lo fa fare. ma il giorno dopo eravamo di nuovo a correre…) e allora vi racconto una storia che mi ha segnato e che in fondo sta alla base di come sono poi diventato come persona. E’ una storia personale, quindi finitela qui, come lettera a voi incentrata sui Ragni. Se invece siete curiosi sul perchè ci siano persone che si sbattono per gli altri senza tornaconto ma solo per il piacere di dare una mano (l’ho detto al Marchino, Marco Vago, un paio di mesi fa: che ho conosciuto qualche Presidente e consigliere di polisportiva che rispetto a me e ai miei Consiglieri si batte e sbatte anche dieci volte tanto, lo sport e  la cultura VIVONO su queste persone perchè in Italia senza queste persone lo sport e la cultura SPARIREBBERO, lungo discorso ma la verità è questa…). Eccola la storia, se volete.

Quinta Liceo, esame di Maturità: sapete, andavo proprio molto bene in italiano, allora c’erano i temi e i miei erano lunghissimi, fogli protocollo uno sopra l’altro senza spazio per le correzioni. Feci lo stesso alla maturità, e mi ritrovai con un 5/6, io che non avevo mai preso meno di 8 in cinque anni e spesso 9. Negli orali e nello scritto di matematica andai molto bene, ma ovviamente con un voto simile in uno scritto il 60/60 era una chimera. A mia totale insaputa, e me lo dissero i miei vecchi compagni di Liceo 6 anni fa in una cena (dopo che non ci vedevamo da allora…), i miei compagni e i genitori dei miei compagni dissero al Prof. membro interno che “Palma deve prendere assolutamente 60, lasci stare le discussioni per qualche decimo di voto per i nostri, lui deve prendere il massimo per una grande carriera”.

Quando mi dissero il voto, pensai che negli orali avessi proprio spaccato…; nel frattempo ero andato ad iscrivermi a Ingegneria nucleare, perchè avevo interpretato l’insufficienza nel Tema come un segno (e qualche rimpianto ce l’ho…). Mi dissero questa cosa, appunto pochi anni fa, ed eravamo in una decina al tavolo, e non sapevo cosa dire. Non ho mai più avuto amici come al Liceo, la vita ci fa vedere raramente ma Dio, cosa eravamo…niente Invidie, ognuno ammirava il talento altrui, e ce n’era un sacco, ognuno diverso. I miei amici e i loro genitori mi vedevamo come grande Manager di qualche cosa, e mi donarono quel 60. Tornai a casa dalla cena e la mattina a colazione dissi di questa cosa a mio figlio e a mia moglie, dissi, capite che amici avevo al Liceo? Che cosa eravamo? Quanto mi volevano bene? E NON MI DISSERO NEPPURE DEL LORO GESTO.

E la carriera che pensavano per me? Si aspettavano che diventassi il nuovo Calvino, mi disse un compagno…ho deluso mio padre (che mi voleva invece Manager alla Marchionne…), i professori (che mi volevano o scienziato o Letterato importante) e i miei compagni? Alla fine, penso di no.. Beh, sì, sul lavoro qualcosa ho diretto, ma la cosa più Spessa che abbia guidato è questo Gruppo qua. E quando ci ritroviamo (da quella serata di sei anni fa ora mi impegno a rivederci due volte all’anno,) si vede che non li ho delusi proprio per via dei Ragni di Lecco perchè in questi anni abbiamo fatto della Storia e a questa parte di Grande Storia (Alpinistica, sicuramente pensavano a tutt’altro ma va beh…) ho contribuito anch’io. Lo hanno capito…al Liceo neppure andavo per sentieri e quindi non era proprio prevedibile questo corso di vita, è andata così e dalle loro domande si capisce che sono fieri, di quel gesto di allora, e di questa cosa qui.

Memore di quel gesto dei miei amici, io per tutti i Ragazzi ho dato il mio meglio. Ho anche combattuto contro le negatività per donargli spedizioni, viaggi, tutto quello che potevo. E accanto, i miei Consiglieri hanno fatto lo stesso. Quello che lasciamo al futuro e a voi tutti è un messaggio retorico quanto volete (ma chissenefrega!): DONARE E’ UNA FIGATA! Questi anni dei Ragni sono stati un Donare per Donare, senza secondi fini, da parte mia e dei miei consiglieri. E quando alle serate accorrevate così numerosi o sui social ci scrivevate e apprezzavate così tanto, ecco, ci sentivamo bene.

Un sincero saluto a tutti. Lo faccio anche a nome di Luca, Carletto, Paul, Luchino, Franz, Pino

6 Marzo, 2018
di Fabio Palma
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DA UN CROCIATO ROTTO

Stamattina nella mia consueta sessione di allenamento scrittura (15′ ogni mattina), ho prodotto questo.

Sentii un dolore di quelli che microfonati bene fanno un certo effetto, e sicuramente vi è capitato di VEDERLO, quel dolore, in Tv. Per tipo un minuto, forse perfino meno, c’era da svenire dal dolore e contemporaneamente mi immaginavo tutto il ginocchio ruotato di 360 gradi, e una vita diversa. Invece si trattava, banalmente, di una distorsione con probabile rottura del crociato anteriore.
Dico probabile perchè dopo qualche minuto ricominciai a giocare (avete letto bene), e naturalmente ebbi la stessa distorsione dopo venti minuti. A casa avevo il ginocchio grosso come un melone, ma ingannai mia madre con pantaloni della tuta larghi e stendendomi subito sul letto. Non misi ghiaccio, niente di niente. E la domenica dopo tornai a giocare con gli amici, e lo feci così tante altre volte che in un anno ebbi 18, dico DICIOTTO, distorsioni, fino a quando tornai a casa talmente malridotto che mio padre mi portò al CTO di Sesto San Giovanni, dove ve lo giuro su tutte le persone a cui voglio bene cominciarono a tastare l’altro ginocchio (il destro era gonfio che non potete avere idea) e dopo un paio di minuti, il tipo parlava di altro con quello a fianco e c’era anche mio padre vicino al lettino, dissi timidamente, perchè cominciavo ad avere dubbi (fino a quel momento pensai, starà facendo un confronto…) “ma il ginocchio è l’altro”, e il tipo disse, è vero hai ragione, ah, si sbaglia spesso disse quello.
E lo so che pensate, che romanziere ‘sto Palma, ma vi giuro su tutta la famiglia che andò così, sapete che sono contro le palle, pure quelle che fanno ridere, solo che c’era da piangere, mio padre mi portò fuori dal CTO e io comunque fui ufficialmente fuori dalla minicarriera di calciatorucolo…alla fine mi operarono, durante l’operazione mi pulirono il menisco, disinserito, ma non ricostruirono il legamento, io ho da 30 anni il legamento crociato rotto, e VI GIURO ANCHE QUESTO mi svegliai ancora in anestesia, al termine dell’operazione e dentro la sala operatoria, con il forte dolore alla spalla, quelli non sapevano che sempre a causa del calcio (ero caduto davanti al Politecnico mentre giocavo a pallone appoggiando il braccio…) da un anno soffrivo di lussazione abituale alla spalla destra, tipo che mi era uscita 40 volte ( sì, avete letto bene…), e dissi, mezzo rincoglionito dall’anestesia totale, la spalla la spalla, ho ancora il ricordo che si avvicinarono, “ehi questo è sveglio” disse uno proprio così, certe scene te le ricordi tutta la vita, e disse due o tre volte “la spalla la spalla”, non ricordo se due o tre ma dissi proprio così, erano intorno al letto, vedevo solo le figure perchè ero sotto post anestesia totale, uno disse, è vero, ha fuori la spalla, me la ridussero, e tornai nell’altro mondo.
Era chiaro, non potevo continuare così…era un peccato, perchè io andavo al Politecnico solo per giocare a calcio davanti al Poli, seguivo solo una materia all’anno e per il resto studiavo a casa sugli appunti di quel genio che era Giovanni Zangari, che in cambio di cassette Hard Rock mi dava i suoi inestimabili appunti, io mi sono laureato in nucleare praticamente per corrispondenza e grazie a Giovanni Zangari presi la lode se no col cavolo che avrei preso trenta in certi esami, e comunque andai a fare fisioterapia, pesi per la precisione, pesi alle spalle, feci le prime trazioni e dopo un anno da zero trazioni ne facevo venti, la spalla non andò mai più fuori, poi da ex giocatore mi misero ad allenare la squadretta di serie D di calcio a 5, con gli anni allenai fino alla C sfiorando un campionato vinto, portai due giocatori a diventare Campioni Italiani nella rappresentativa giovanile, e poi lasciai stare una proposta di allenare in B (con stipendio) per arrampicare, mi piaceva, e tutto questo, TUTTO QUESTO, mi ha portato Sabato a due cose: gioire perchè Matteo DB è arrivato col suo Kayak a concludere la sua avventura in Patagonia, e perchè una mia atleta ha fatto una garona alla sua prima tappa di Coppa Italia. Negli stessi minuti in cui Beatrice Colli concludeva la sua gara mi è arrivato lo sms dal satellitare. Dio che roba. “Loro non credono alle coincidenze. Ne hanno sentito parlare, ma non ne hanno mai vista una”, scusa Cormac MAc Carthy se ti dico che almeno per me questa frase non è stata vera, dai, ammettilo che è stata una coincidenza.

Gioire dei successi altrui è MAGNIFICO, alla fine volevo dire questo, almeno per me è bello quanto gioire dei propri, a dir la verità anche di più, gli ultimi tre minuti della gara, quando la mia atleta al pelo non ha raggiunto (e sarebbe stato veramente incredibile) la semifinale, ho vissuto un’emozione intensa come quelle vissute quando arrivammo in cima alle tre vie aperte in Wenden proprio con Matteo. Non esagero, eh, sono emozioni intense uguali. E intense uguali come quando mi telefonarono per dire, Pazo e Christian sono Campioni Italiani. E come quando l’anno scorso Samu fu Campione Italiano, ad Arco. Ho allenato tre Campioni Italiani. E ho guidato dei fuoriclasse, nei Ragni
Vedete che sono stato fortunato a rompere quel crociato perchè una cosa è sicura, certa quanto l’ubriacatura dopo un litro di Cannonau a stomaco vuoto: che io non sarei MAI diventato Campione Italiano di nulla. Quel crociato rotto fu una benedizione…
grazie a Edoardo Limonta per le foto, perchè un’altra cosa è vera in questo mondo spesso di merda: che ci sono persone che si fanno in 4, anzi in 44, per gli altri. Il perchè non sanno neppure loro…Edo è uno di quelli, regala emozioni fotografando quello che fanno altri. Mi piace pensare che anch’io sia visto così dai miei ragazzi. A dir la verità non è importante che sia così. E’ importante sentirsi bene dentro. Edo si sente bene fotografando dei ragazzi e delle ragazze. Io ad allenare o a fare di tutto perchè altri ragazzi vadano in giro per il mondo. O perchè mio figlio possa vivere di sogni artistici. Vi dico una cosa: la sera mi addormento in meno di un minuto, sempre esausto, ma sono felice, a pensare a ‘ste cose