Fabio Palma

Infinite jest

Luglio 25, 2023
di Fabio Palma
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PAROLE VERTICALI, il PODCAST

L’idea del podcast Parole Verticali mi venne nel 2011, in un bar di fronte alla stazione di Canzo

Non penso ci fossero già i Podcast, però c’era il Berna, e passammo due ore, almeno 5 medie a testa, con lui che parlava di alpinismo e arrampicata. Era incredibilmente analitico e acuto, tutto partì da Linea d’eleganza, la strepitosa salita a vista della linea di Elio Orlandi da parte di Tommy Caldwell, in Patagonia. con il Berna che sottolineava l’enormità dell’impresa, il fatto che alla fine fosse però stato praticamente portato giù esausto, e così via, poi in flusso libero di analisi passammo al qualido, al wenden, alle big wall…sapeva tutto e aveva ragionato su tutto, ti spolpava Simone Pedeferri e Dean Potter, Matteo e sé stesso, pregi e difetti, e io che pensavo fosse un semplice, salire e vie, senza troppo pensare. Era di gran lunga il più acuto che avessi mai ascoltato insieme a Hans Peter Eisendle. D’un tratto gli articoli e i contenuti che leggevo mi parvero, al massimo, piccoli spunti, anche se Alp ancora ogni tanto pubblicava bei pezzi. Ma in quelle ore al bar si erano dette cose così approfondite e piene di collegamenti che veramente solo una telefonata di Hans Peter Eisendle, e le interviste di Berhault ed Edlinger, mi avevano stupito così.

Perchè nessuno mi aveva mai affascinato in quel modo sulla mia Passione? Forse perchè chiacchierare senza filtri e limiti di tempo con una persona giusta permetteva di andare a fondo alle cose?

Qualche anno dopo una cosa identica, ma intanto Yuri era diventato già regista e a casa ci dicemmo, sarebbe da mettere delle telecamere e filmare di nascosto, il Berna è incredibile, si ride e si fa cultura.

Infine, lo scorso Novembre, dopo un podcast NBA, dissi a Yuri, ma se lo facessimo di alpinismo e arrampicata un The Draymond Green show? Formidabile podcast del giocatore NBA?

A quel punto il terreno era veramente fertile, anche perchè Alp non c’è più, manca una rivista di arrampicata e alpinismo di livello (anche se devo spezzare una lancia per UP), e soltanto Planet mountain e Up climbing mettono bei contenuti, ma chiaramente non lunghi a piacere.

Mi sono arrivati almeno cento fra mail e mp su chi invitare e soggetti vari. Almeno la metà voleva Manolo come ospite e avremo 3 puntate con lui nel 2023, ma molto gettonata anche Erto e la Val di Mello, e sono uscite anche proposte a cui non avrei mai pensato. Cose di oggi ma anche di ieri e l’altro ieri. Da Bonatti a Ondra e Comici, dall’arrampicata romana (noi romani non siamo capaci di stare mezz’ora in una stanza senza insultarci, tienine conto) al Civetta, di tutto e di più.

Una sparuta minoranza vorrebbe anche tempi polemici, soprattutto roba da 8000, tanto per essere sinceri gettonatissima la richiesta Moro-Urubko, quella sulle spedizioni finte da parte di qualcuno che si sa già mai si muoverà dal campo base, etc. Anche un tema scottante di arrampicata gare, perchè alcuni entrati nei corpi militari per far gare dopo pochissimo hanno potuto fare falesia e basta, mentre non sono riuscito ad avere per loro problemi di lavoro Dallona, Brenna e Manolo insieme. Mancano ancora all’appello Gnerro, Scassa, Zardini, e il migliore, Hans Peter Eisendle.

Chiaro che se vuoi acchiappare 100.000 visualizzazioni vai su queste cose, ma sono scappato dal calcio proprio per questi salotti da tifosi, mille volte meglio 1h di risate e riflessioni con Camilla, Gabry e Simone sul Boulder che 1h di polemiche su un 8000 d’inverno. Non che nel The Draymond Green Show non ci siano state puntate da tema caldissimo, come il caso GSW-Durant, poi là sono questioni da centinaia di milioni di dollari, mica noccioline, ma infatti il contenuto è super interessante con dinamiche anche avvincenti ma sotto c’è Google che deve eliminare almeno 10 commenti al giorno che vanno dal razzismo a perfino peggio. Solo che Durant con 50 milioni all’anno va beh, se lo aspetta, arrampicata e alpinismo hanno magari grandissimi climbers presi di mira da pseudo blog o men che meno pseudo-media o profili solo per acchiappare sponsor o likes.

Memore di Uomini&Pareti, certamente Edlinger, Berhault e Moffat, le migliori interviste di allora (esistono versioni uncut sbobinate, peraltro, circa una pagina in più dei capitoli allora pubblicati), con sottopancia sarebbero stati ospiti da urlo. I migliori possibili insieme ad Hans Peter Eisendle, compagno sia di Messner che di Manolo, uno capace di tagliare in due ferocemente con grande dialettica e storie vere da lui vissute chiunque dica stupidaggini. Ricordo la sua prefazione alla biografia di Gullich, esordiva con, il 99% dell’alpinismo sugli 8000 non è alpinismo di punta. Oltre 15 anni fa

Mi piacerebbe ripescare Mario Roversi e chissà cosa sarebbe venuto fuori con un Dean Potter.

Insomma, godeteveli, e perdonate amnesie di Giga (presentatore unico, quando ci sono io è perchè lui per lavoro non ha potuto presenziare) e mie, sono chiacchierate come quella prima col Berna. Memorie ed emozioni al volo, senza lista di domande e preparazione. E naturalmente anche se sono di parte doveroso ringraziamento a Yuri Palma. Per una registrazione già fissata ha detto no ad un lavoro di migliaia di euro…non so chi l’avrebbe fatto. La cura maniacale di dettagli, luci soprattutto, ha trasformato un ambiente normale e buio in una calda saletta in cui lasciarsi andare. E’ studiata la cosa, per non inibire le persone con microfoni e telecamere. Io questa cura non ce l’ho, e la riconosco in pochissimi. Ma sono i dettagli che poi alla lunga fanno ricordare un film, un pezzo, una chiacchierata

Luglio 20, 2023
di Fabio Palma
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Quegli anni da presidente dei Ragni

Prima intervista da presidente dei Ragni di Lecco, 2012.

Si nota dal viso almeno 3kg in meno di adesso, ovviamente meno rughe e devo dire che sentendomi non ho bocciato nessuna frase. Il che ci sta perché sento sempre molti che dicono di essere maturati, cambiati, ecc ecc, mentre io non ho cambiato nulla in qualunque opinione o pensiero da circa il 1982 ad oggi. Certo Operation mindcrime non era ancora uscito, Pearl Jam e Audioslave non esistevano, ma erano tutti dischi figli di The wall, in fondo ed io ero esattamente come adesso, trasandato, libero, decisamente irregolare, fonte di infinite preoccupazioni per il pensiero dominante o meglio standard, per esempio quello di casa mia (3 settimane fa Bea e Vera mi hanno sgridato dopo aver assistito ad uno scambio di battute fra me e mia madre. Cioè, le mie atlete di 18 e 16 anni stavano con mia madre l!! Sono già mamme customized.).

È stata la mia predisposizione alle cose e indifferenza a stereotipi e ingessature di pensiero a farmi legare con Teo nel 2005 e anni seguenti e con Bea dal 2016. La vita, cit. mio figlio (ho avuto due botte di culo, iscrivermi al concorso Epictv a 14 anni e l’incontro con Pianigiani a 17), è fatta di predisposizioni a botte di fortuna. Ho avuto una fortuna sfacciata a incontrare persone chiave dopo quel periodo liceale fantastico. Pedro, poi Pitax, il mio più grande amico per 10 anni, poi Antoine Barbetta, Teo e quindi Bea, sono state quattro personalità clamorose con cui liberamente abbiamo fatto cose degne della frase cult di Blade Runner (ma non è ancora tempo di morire, me ne manca, da fare…). Io e Pitax eravamo la coppia più esplosiva che io riesca ad immaginare, avete presente la parola vergogna? Ecco, non la conoscevamo.

Da Presidente dei Ragni ho fatto fatica, tantissima, molto più rispetto a quando ero Project manager a livello mondiale con oltre 30 risorse da gestire. Perché, mi chiedevo, dovevo stare attento alle parole da dire, pubblicamente?

Ovviamente ho dato fastidio a qualcuno che perfino in un gruppo alpinistico aveva come unico fine carriera personale e quindi ritorno politico e economico.  Peraltro persone alla fine sfigate perché hanno tentato anche un’effettiva carriera politica ma proprio senza successo.

Quei 6 anni da presidente sono stati molto creativi partendo da una situazione molto, molto difficile, il gruppo non aveva sponsor e per prima cosa, due anni prima di diventare presidente e da segretario del consiglio, agendo da solo perchè altrimenti non ce l’avrei fatta (non avevo ancora inquadrato Luca Passini, che sarebbe diventato ottima spalla in queste cose, e oggi di fatto fa anche questo), feci il contratto con adidas, dopo 3 mesi di incontri. Quando portai al Consiglio l’accordo, era fatto. Poi inventai la Pietra del Sud, il festival Monte Sorgenti, l’Academy, almeno 10 film e altrettanti video. Ero veramente ossessionato dal fare per il gruppo. Senza quella presidenza avrei probabilmente seguito Teo in qualche spedizione, invece ho smesso praticamente di scalare nel 2013. Troppi pensieri e cose da fare, ogni giorno. Almeno 3 ore al giorno dedicate a fare il presidente, chiaramente senza alcun rimborso. Volevo fare, fare, fare. Alla fine dei primi 3 anni volevo andarmene ma non c’era nessun altro e fui unico candidato con chiaramente record bulgaro di voti. Mia moglie scoprì dai giornali della rielezione…

Nello statuto c è il massimo dei due mandati, così fui libero e per caso iniziai ad allenare. E nel 2016 arrivò Bea, che dal 2017 mi ha cambiato la vita, e cambiare vita, per l’ennesima volta, a 52 anni, é particolare. Mi sono tuffato in acque nuove, e chiaramente dopo le prime vittorie ho incontrato i primi squaletti e poi squali (ma gli squali cacciano per nutrirsi, sono puri. Mi scuso con loro). Con la squadra abbiamo vinto titoli italiani giovanili con Bea e Samu ( 2+2), e parecchi podi italiani giovanili ( la solita Bea ma anche Giulia Passini, Vale, Juri Villa). Poi sono arrivate le semifinali e finali senior, con Bea, Samu, le due Giulia, Juri, Vera, Vale, e ovviamente una valanga di titoli lombardi. Ho studiato almeno quanto ad ingegneria nucleare, per prepararmi, e non è stato facile, perché Scienze motorie l’ho fatta in fretta, tutta, circa tre mesi, ma è una laurea veramente arretrata rispetto alle esigenze agonistiche moderne. Mi ha aiutato mio figlio con concetti degli ultimi anni, dandomi pubblicazioni straniere che ho dovuto studiarmi, tutte in inglese e anche complesse. Ho applicato molto a tutti, qualcosa solo a Bea, perchè certe cose esigono continuità quotidiana. La Vale da qualche mese la sta seguendo. Non è facile, Juri Villa ha lasciato, capita, se non hai intorno il contesto giusto è difficile seguirmi, e poi ce la devi avere dentro, la passione, il fuoco. Magari a 30 anni ci si pente, di aver mollato. Anzi, senza magari…

Bea é come mio figlio, superiore. A 16 anni già superiore alla maggior parte degli adulti con cui aveva a che fare, a 17 non c’era storia, fra l’altro anche con 3 professori di liceo di una mediocrità surreale – la frase “è in quinta liceo e con la maturità che si impara a ragionare e comprendere é la perla della scemenza. La maturità, l’esame più inutile e lontano dalla vita, dall’intelligenza e dalla competenza che io abbia superato. Presi 60/60 e feci felice molte persone e lo feci per loro, ma veramente sta alla vita come il libro la prova del cuoco alla letteratura).

Tra 3 settimane Bea partirà per quasi un mese, e per 3 difficilissime Coppe del Mondo. Intanto ha frantumato il record italiano di Speed, e si poteva vincere anche in Coppa Italia Boulder Ma le Coppe del Mondo sono….un altro mondo

Quindi questo articolo, come tanti altri, sarà pubblicato dopo, mesi dopo…

Luglio 10, 2023
di Fabio Palma
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La farsa della MATURITA’

Basterebbe osservare che all’uscita di una quinta liceo nulla si sa di Mc Carthy, Musil, Borges, Faulkner, Russell, Chick Corea, Van Halen, Coppola, per riconoscere quanto sia totalmente errato considerare l’esame di stato come prova di maturità e tantomeno di cultura.

Prepara a comprendere ed analizzare?

Ma per favore… Sono uscito col 60/60 ma sarei stato un ignorante se non avessi letto Borges, Marquez, Dick, Russell e Cantor e ascoltato Pink Floyd, Ozzy Osbourne, Pat Metheny, Michael Hedge e Van Halen. Non riuscivo a comprendere Qualcuno volò sul nido del cuculo, Blade Runner e Quarto potere!! Neppure il Padrino.

I piani di studio liceali sono pessimi, arretrati e portati avanti da molti professori irresponsabili e immaturi, a fronte di pochissimi Eroi capaci di insegnare a ragionare svincolandosi da nozionismo e quantità surreali di verifiche e compiti.

A una mia atleta hanno detto a Novembre, da qui a febbraio ci saranno 70 verifiche complessivamente.

!!!!!!!!!!!!!!!

Simulazioni di prove di maturità…

Settimane con 9 verifiche in 5 giorni…

Follie, dettate da mediocrità

Più volte mi sono divertito a domandare a studenti usciti con più di 90 e anche 100/100 interpretazioni della derivata seconda o a far leggere anche solo tre righe di Meridiano di Sangue o l’uomo senza qualità: silenzio assoluto. Quei pochi capaci di afferrare immediatamente i veri significati sono adolescenti che hanno studiato poco ma letto abbastanza e coltivato passioni artistiche o discipline sportive intense dal punto di vista psicologico.

Tristemente molte famiglie sono travolte da questa anti cultura, i figli sono in gamba se studiano ed escono bene dalla “maturità”, pur chiaramente incapaci di parlare in pubblico, di analizzare un film come Parasites, di capire gli Audioslave o Charlie Parker.  Spesso questi ragazzi e ragazze continuano a vivere in casa fino ad oltre 25 anni, indice di mancanza di consapevolezza. Nella logica, e quindi in un test di QI, i voti alti di “maturità” sono inversamente proporzionali al risultato. Io ottenni 160 ogni anno solo perché studiavo poco o niente di ciò che era nei piani di studio, e la matematica la appresi per conto mio, perché era talmente insegnata male che grazie a Dio avevo capito ci fosse qualcosa che non andava. Dietro a procedimenti meccanici, cosa c’era??

Cos’era veramente la Potenza di un infinito??

Perché non mi insegnavano come Van Halen partendo da Bach fosse arrivato ad Eruption, senza teoria e a 17 anni?

Com’era possibile non mi avessero fatto conoscere l’Aleph e avessero interrogato per due mesi su Moravia e altri due su D’Annunzio? 

E Keith Jarrett? 

Chiesi ai professori una lezione su Keith Jarrett e Beethoven, su Miles Davis e su Dick, ero rimasto sconvolto da Ubik e ottenni soltanto un risultato: divenni temuto e in pratica avevo voti altissimi per riverenza. Avevano capito che la mia cultura da autodidatta era superiore a quella istituzionale… Questo in realtà non mi faceva felice, a scuola perdevo tempo!! Mio figlio lo capi’ in seconda (e grazie a due formidabili professori, matematica in prima e filosofia successivamente, grazie al cielo la gaussiana si applica anche al corpo docenti e con molta fortuna possono capitare professori tutti a destra della distribuzione), io dalla quinta. Presi 60/60, voto inutilissimo ai fini della vita, ma a modo mio, e continuamente annientato in discussioni di sociologia, letterarie di logica e di arte, da coetanei senza diploma o usciti con meno di 40 che da subito leggevano e imparavano per conto loro.

Chiaro, oggi le distrazioni social richiedono più volontà, il rischio di arrivare a 18 o 20 anni col nulla in testa causa scuola da una parte o telefonino dall’altra é molto più alto, ed appunto è compito di genitori, allenatori, Maestri su Passioni varie, cominciare già dalla prima superiore a citare brani letterari, musicali, intuizioni matematiche e di fisica, insomma Far ragionare e apprendere.

Uscire col 100 e non riuscire a capire anche un solo racconto di Borges o una pagina di McCarthy o la progressione di Are you going to me o i paradossi di Zenone (il primo che si accorse nella storia dell’uomo di quanto la didattica istituzionale senza Logica fosse inutile) é indice di grande ignoranza e incapacità di incidere nella vita, sul lavoro, su se stessi e, peggio ancora, su eventuali futuri figli 

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Giugno 17, 2023
di Fabio Palma
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IL PASSEGGERO, recensione dell’ennesimo capolavoro di CORMAC MC CARTHY

Quando lasciarono Città del Messico l’aereo solco’ il blu del crepuscolo per ritrovare la luce del sole e piegare sopra la città e la luna scivolo’ lungo il vetro della cabina come una moneta cadrebbe in mare. La sommità del Popocatèpetl apparve tra le nuvole. Sole sulla neve. Le lunghe ombre azzurre. L’aereo viro’ lentamente verso Nord. Lontano là sotto la sagoma della città coi suoi reticoli malva carico come un’immensa scheda madre. Le luci avevano cominciato ad accendersi. Un disturbo per il buio.

Se La Strada era inevitabilmente, come peraltro Non è un paese per vecchi, un grandioso romanzo di ovvio successo commerciale e trasposizione cinematografica, entrambi di semplice e rapida lettura, con Il Passeggero il genio Cormac Mc Carthy torna a Suttree e a Meridiano di Sangue, ovvero chiede al lettore di ragionare su ogni paragrafo, citazione, dialogo, avvenimento, alzando ulteriormente l’asticella perché In Suttree e Meridiano di sangue, nonché nell’imperdibile Trilogia della Frontiera (Cavalli selvaggi, Oltre il confine e Città della pianura), c’era tantissima filosofia e letteratura, mentre The Passenger va oltre, giustamente ammette le uniche mancanze dei precedenti capolavori, ovvero le conseguenze profonde che la matematica e la fisica, soprattutto quantistica

Quando ti accosti a certe descrizioni matematiche della realtà non puoi evitare di perdere quel che viene descritto. Qualunque indagine soppianta ciò che indaga

, ha lasciato nel pensiero e nello sviluppo umano. The Passenger ha il fortissimo rischio intrinseco di sbarazzarsi più volte del lettore (le pagine in corsivo, ovvero la schizofrenia di Alice, il diverso urta e respinge, e Cormac fin dall’inizio dimostra che del numero dei lettori nulla gliene è mai importato), d’altronde Cormac ha fatto di tutto per morire prima, facendolo attendere per anni, insieme a Stella Maris, quando già era completato.

La Strada può essere letto già in terza media, al posto di inutili libri dati a forza in noiose letture vacanziere, Non è un paese per vecchi è ancora più banale sia pur meraviglioso in sviluppo e idee e citazioni, mentre The Passenger è più difficile di qualunque libro di Faulkner o Pynchon, è un libro omnisciente, è un test di cultura e ragionamento, dove non puoi che prendere insufficiente in più materie, uscirne con debiti ovunque, costretto a più esami di riparazione, chissà per quante volte. The Passenger è la nona di Beethoven della letteratura, va oltre l’uomo senza qualità e Joyce, anche perché è quanto di più moderno possiate immaginare. Fusione fra i Dream Theater degli anni d’oro (a me ha ricordato tantissimo Metropolis Pt. 2: Scenes from a Memory) e gospel, con tocchi dalle migliori composizioni di Keith Jarrett.

La trama c’è e si sta incollati alle pagine per sapere come va a finire, ma è tutto un inganno, è l’ultima cosa che conta, ed è la prima grande provocazione: non esiste trama, non esiste finale, anzi sì, è quello uguale per tutti, perfino per un super talento come Bobby Western, che amici e amiche sfigati e reietti adorano e che in improbabili e magistrali dialoghi eruttano grandi quesiti esistenziali inframmezzati da scurrili note sul mentre. Sono loro, rifiuti della società, i più attenti osservatori del Male imperante, della disgregazione della Logica, del Sentimento, delle cose buone. Non ci sono le scene crude e horror de Il buio fuori e figlio di dio e Meridiano di sangue, ormai sappiamo che tutti sono così, efferati anche nella normalità (copula con un’anguria del ragazzo in Suttree, il bambino frutto di un incesto abbandonato nel bosco da Il buio fuori, e tanti altri orrori scritti con una lirica da Omero moderno) ci sono solo le conseguenze e le domande insolute, In ultima analisi non c’è niente da sapere e nessuno per saperlo

La società non si cura di te e il complottismo che comincia a serpeggiare è figlio di evidenze

La verità è che siamo tutti in arresto. O lo saremo presto. Non hanno bisogno di limitare i tuoi movimenti. Gli basta sapere dove sei

E le sentenze vengono spesso da personaggi improbabili in dialoghi come sempre irraggiungibili per chiunque nella stria della letteratura, come l’amica trans di Bobby, Debussy,

la bontà divina appare in posti strani

 e Alicia, la sorella, ci inchioda all’angolo

Le aveva chiesto se credeva in una vita ultraterrena e lei aveva detto che non la escludeva. Che era possibile. Dubitava soltanto che fosse destinata a lei

Alice che vede e capisce soltanto nelle allucinazioni, grazie a una grammatica senza fronzoli, senza regole (e tutta la scrittura impareggiabile di Cormac verrebbe bocciata allo scritto di maturità…), dove paure e sentimenti esplodono senza alcuna barriera, disturbando ma andando al cuore delle cose. creando alla fine…mancanza e legame.

L’ultimo capitolo è un furore di analisi su ciò che siamo e diventeremo, dà perfino dei suggerimenti di approccio quotidiano al lavoro e allo sport quando sei chiamato ai blocchi di partenza

La preparazione a qualsiasi sfida consiste soprattutto in un lavoro di sgravio. Portarsi il proprio passato in battaglia significa darsi in pasto alla morte. L’Austerita’ allevia il cuore e mette a fuoco la vista. Viaggia leggero. Un paio di idee sono più che sufficienti

E contiene momenti come questi dove, personalmente, ho dovuto leggere ad alta voce e due volte per comprenderne il primo (perché chissà quanti altri ce ne sono) significato

L’ultimo degli uomini è solo nell’universo che si oscura intorno a lui. Piange ogni cosa con un unico pianto. Nei resti pietosi ed esausti di quella che un tempo fu la sua anima non troverà niente da cui plasmare la benché minima cosa divina che lo guidi negli ultimi di questi giorni

La scienza assume un ruolo di primo piano ma ci pone davanti ad ancora più dubbi, McCarthy aveva già usato il paradosso del gatto di Schrodinger in Non è un paese per vecchi (Chighur uccide o meno Carla Jean? Siamo dentro o fuori quella stanza?) e avverte che

In ultima analisi non c’è niente da sapere e nessuno per saperlo

Nichilismo massimo? Non c’è speranza? Le ultime 20 pagine sono sempre più complesse, riflessive, difficili. Ricordate il clamoroso monologo del senzatetto vagabondo in Città della pianura? Qui arrivano tutti in sogno, possono permettersi una forma di linguaggio che probabilmente solo Faulkner e Joyce hanno avvicinato

Abbiamo parlato un sacco.

Forse saremmo riusciti a sincronizzare i nostri sogni. Come i cicli mestruali nelle sorelle di spirito. Nonostante i frequenti sarcasmi devi dire che mio malgrado che ho sempre ammirato il tuo modo di condurre il lutto a tali vette. L’elevazione del dolore a una condizione che trascende l’oggetto stesso del cordoglio. No, messere.

Dammi retta. È l’idea della perdita. Sussume l’ordine di tutte le cose perdute. È la nostra paura primaria, e possiamo attribuirle quello che vogliamo. Non ti invade la vita. C’è sempre stata. In attesa della tua indulgenza. In attesa della tua concessione. Eppure sento che ti ho sottovalutato. Come separare la tua vicenda da quella del volgo. É sicuramente vero che non esiste un terreno comune della gioia come esiste del dolore. Niente ti assicura che la felicità di un altro assomigli alla tua… Ma sulla natura collettiva della sofferenza non possono esserci dubbi. Se non siamo alla ricerca dell’essenze, allora cosa cerchiamo? E ti do atto che non possiamo scoprire una cosa simile senza apporvi il nostro sigillo. Ti concedo perfino di aver pescato le carte peggiori. Però ascoltami, messere. Se la sostanza di una cosa resta da dimostrare, difficilmente la forma ha più autorevolezza. Ogni realtà è perduta e ogni perdita è definitiva. Altre non ce n’è. E la realtà che indaghiamo deve prima di tutto contenerci. E cosa siamo noi? Dieci per cento biologia, novanta per cento mormorio notturno

Joyce avrebbe applaudito in piede e Faulkner riconosciuto il suo miglior successore.

Che si fa, allora? Si alza bandiera bianca? Siamo alla fine, sono alla fine, ci dice Cormac, infatti me ne andrò il 13 Giugno, io ve l’ho scritto in almeno 8 capolavori cosa sta succedendo, ora non mi resta che lasciarvi così, sono come Bobby Western

La tempesta passò e il mare scuro si stendeva freddo e greve. Nelle gelide acque metalliche le sagome ribattute di enormi pesci. Nei flutti il riverbero di un bolide liquefatto che avanza nel firmamento come un treno in fiamme. Si chinò sulla sua grammatica alla luce della lampada. Con il tetto di paglia che sibilava nella campana di tenebre sopra di lui e la sua ombra sulla superficie grezza del muro. Come quegli studiosi dei tempi andati che sgobbavano sui loro rotoli nelle loro fredde stanze di pietra. I paralumi delle lampade fatti di gusci di tartaruga bolliti e raschiati e forgiati in un torchio e le geografie casuali che proiettavano sui muri della torre paesi ignoti agli uomini così come ai loro dèi. Alla fine si sporse e raccolse le mani intorno al cilindro di vetro e soffiò sulla fiamma e si stese nel buio. Sapeva che quando sarebbe morto avrebbe visto il suo volto e sperava di portare con sé quella bellezza nelle tenebre, ultimo pagano sulla terra, cantando piano sul suo giaciglio in una lingua sconosciuta

La domanda è, ma chi porta il fuoco, allora? Al bambino de La Strada, cosa offriamo?

Abbiamo visto, della società, dei governi, niente da aspettarsi. Loro pensano solo ad affari politici e a chissà che. E quando se ne vanno anche i migliori amici, quando devi sparire perché sei un rifiuto?

Forse fu un cane a svegliarla. Qualcosa per strada nella notte. Poi, il silenzio. Un’ombra. Quando si voltò c’era una cosa sul davanzale. Rannicchiata sulla panca con le mani artigliate ai ginocchi, sguardo lascivo, la testa che ruotava lentamente. Orecchie d’elfo e occhi gelidi come biglie di marmo nella luce cruda della lampada al mercurio del giardino proiettata sul vetro. Si mosse e si voltò. Una coda di cuoio scivolò sopra le zampe di lucertola. Gli occhi ciechi la misero a fuoco. La testa ruotò sul collo sottile cinto da un collare di ferro nero. Lei segui quello sguardo senza palpebre. Qualcosa nelle ombre oltre la luce dall’abbaino. Alito del vuoto. Un’oscurità senza nome né misura. Lei nascose la faccia tra le mani e sussurrò il nome del fratello

Dio e la speranza e il fuoco sono in errori improbabili, rapporti improbabili, gente improbabile. Una visione molto francescana, religiosamente umana. Cormac Mc Carthy se ne è andato, io dico, invitandoci a sederci a tavoli sgarruppati senza badare alla forma e al vestire e al curriculum di chi ci è di fronte, continuando ad ascoltare vagabondi per strada, sogni e allucinazioni, e soprattutto a farci una nostra grande cultura personale, trasversale e più completa e profonda possibile, perché la deriva a cu stiamo assistendo è di riempirci di vuoto. Nei dialoghi fra Bobby Western e i due funzionari vestiti come mormoni c’è tutta quella irreparabile distanza fra ciascuno di noi e chi ci assiste, governa, consiglia. D’altronde, le istituzioni non gli hanno neppure mai dato il nobel, sapendo che a lui nulla importava.

Il Thalidomide Kid (il nome dal noto farmaco…) che domina le allucinazioni di Alicia, morta suicida, a un certo punto rivela, facendosi serio

Il mondo non sa che sei qui. Tu questa cosa credi di capirla. Ma non la capisci. Non intimamente. Se così fosse saresti atterrita

Non si può fare a meno del male, esso è ovunque, come l’indifferenza. Accoglilo, fronteggialo, cerca sempre e comunque il fuoco, anche e soprattutto nel reietto.

Giugno 5, 2023
di Fabio Palma
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IL SOCIO

Il mio socio, qui a maggio 2020 in autoscatto, ha periodi di lavoro veramente *folti”, e tra lui che ha 23 anni abbondanti, Bea, la Vale, la sua fidanzata comparsa ieri anche in pubblicità mainstream, mi pare di poter dire che altro che giovani d’oggi non hanno voglia, etc.

Io a 23 anni studiavo minimo 10 ore al giorno, qualunque mio amico allora era ai miei ritmi, e non è cambiato nulla. Soliti anta frustrati e mediocri che sputano sentenze sulle generazioni successive, che ovviamente hanno una fetta che diventerà come loro.

Periodo di lavoro del socio

Mercoledì parte alle 17 per Treviso, MA appena arrivato in Hotel deve editare fino alle 3 del mattino.

Ieri lavoro di moda. Torna sera tardi. Editing fino alle tre, ancora.

Oggi lavoro Motori a Monza per JB cars. Torna e domani va per lavoro di moda a Ibiza tre giorni (ma la notte deve sempre editare lavori per altri). Torna e prende al volo treno per Roma, 2gg, tornerà alle 12 di venerdì dove lo prenderò e lo porterò in posto per uno shooting fondamentale.

Week end di editing furioso oer tutte le consegne, poi 5gg per lavoro in Grecia, ma la notte sempre editing per consegnare gli altri lavori di queste settimane. Cerca però sempre, spesso dalle 2330 alle 1.30 (avete letto bene), di allenarsi due ore, o pesistica o la nuova fissa da otto mesi, arrampicata… Per arrampicare ora pesa 80kg, 183cm,dai 95 di un anno e mezzo fa, pur avendo ancora 270kg di stacco. Ogni tanto esce in kayak o va al campetto di basket in furiosi 3vs3.

Quando viaggia, ovvero tanto, sente Podcast di economia, filosofia, motori, arte… Legge un libro alla settimana, sempre tosto e naturalmente cinema per il suo lavoro. La media delle ore sonno è grandemente sotto le 5, ogni tanto quando lo vedo é barcollante… Ogni due settimane crolla per 7 ore

Ha un sacco di lavoro e tantissimi di cui fa preventivi e call e incontri non partono,

“ho avuto un paio di botte di culo nella vita e so che deve meritarmele”. La prima fu un concorso Epictv dove arrivo’ sesto su decine di migliaia editando clip ragni e finendo davanti a case di produzione enormi, la seconda un incontro col Maestro Marco Pianigiani che gli disse, cosa vai a fare all’università del cinema, sai tutto, ci puoi insegnare lì, devi lavorare, diventare anche DOP, il pezzo di carta nel mondo video e cinema non conta nulla, serve saper fare, cultura, talento e gusto.”

Adesso dopo 3 anni che il 98 per cento del fatturato veniva da lui é partito un lavoro enorme dove pure io devo tarellare, come autore. Devo scrivere, insomma. Gli ho dato in meno di due ore diverse pagine e mi fa, ti adoro. Sa che non deve mettermi in mano nulla ma quanto a scrivere non ho rivali (beh, senza ovviamente contare gli alieni alla Cormac Mac Carthy eh…), qualunque soggetto, sport economia moda motori musica, mi informo in un amen e ci scrivo sopra una sceneggiatura, un discorso, un dialogo, etc etc. Posso scrivere conw un adolescente o un manager di 60 anni,lui bravissimo in editing, posizione luci, Color grading, cambi obiettivi e accessori e un mago del drone, io nello scrivere e pianificare dietro le quinte se serve. Un altro come lui è Zanone Marco. In due fanno il lavoro di 10, e ho le prove per dirlo… E io sono in grado di scrivere e pianificare come un team di 4. “non fare niente altro”, mi tiene a bada su tutto il resto.

Ah già, mi fa da consulente sulla preparazione fisica dei miei 7 atleti, sa a memoria qualunque cosa riguardi muscoli e loro biomeccanica, potrebbe insegnare a scienze motorie in Master. Ma se aprite la sua macchina inorridirete, mai visto tanto disordine, e lo dico io… Una roba allucinante. Attrezzature, palloni da basket, sacchi a pelo, materiale sportivo e tecnologico, “in macchina devo avere tutto”. Ho un solo merito : da quando aveva 12 anni, ha sempre fatto quello che ha voluto. Zero regole e zero vincoli, scuola compresa. E l’attimo fuggente come filosofia da seguire. Film come Natural Born killer visti a 12 anni, le pagine su droga e sesso e pedofilia mai nascoste anche nelle medie.

Boh, per ora è andata bene

Aprile 8, 2023
di Fabio Palma
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UNICITA’

This will not happen anymore also because of today autotune. No one would be so crazy to perform live two hours of songs with such vocal lines and such actor moves, forcing the body to unbelievable efforts at risk of tons of failures. And for at least 4 years no witness of failures. This is even unthinkable, but it happened. There have been only a handful of perfect bands and perfect singers on stage. This and he is one of them

Nessuno è mai stato così

Quando si fa un’affermazione così lapidaria, chiaramente si può essere presi a ceffoni veri o metaforici. Devo dire che mi sono sbilanciato almeno 4 volte in questo modo, una delle quali con Teo, fui ricoperto di ironia e insulti quando scrissi che Portami via era una delle vie più dure e pericolose delle Alpi (che poi aveva commentato così Svab), ricordo un cialtrone che su un forum ebbe molto seguito con ironia spicciola, io allora non ottemperavo alla legge di Bloch per  cui avevo risposto e naturalmente altri come lui si erano messi in quello stile. Poi Ueli Steck e Simon Anthamatten ripeterono in 2gg, 10 e 11 ottobre 2005, la via, e il grande Ueli fu ancora più “esagerato”. Quel CIALTRONE scomparve così come qualche decina come lui, noi Aprimmo altre vie e perfino Caldwell disse che le nostre vie erano speciali nel mondo, e poi Matteo iniziò con le spedizioni, io da Presidente piano piano smisi (quanto avrei voluto essere a Uli Biaho e Bafffin), e ormai da anni è riconosciuto ciò che per me era chiaro già nel 2005

Ieri ho rivisto questo video, ma da allenatore, da analista, curioso di capire tecniche di respirazione, gestione della tecnica in sforzo, ed è incomprensibile come dal 1984 al 1988 Geoff Tate fosse in grado di performare così. Quando nel 1991 i Queensryche furono nr. 1 in USA davanti a Gun’s roses, Nirvana, Van Halen e Scorpions, con James Brown che li premio’ ai Grammy, Tate era già sotto il suo Prime, questo pezzo era evitato e Take Hold the Flame modificata. Era probabilmente ancora tra i primi 3 o 5 cantanti al mondo, intanto erano arrivati Axel Rose e Chris Cornell, ma era iniziato il declino. Visto due settimane fa, Tate, oltre i 60, canta ancora in un modo che sinceramente, e non esagero, penso sia a serio rischio salute. Le linee vocali tessute da Chris Garmo per lui e da lui stesso accettate e sospinte, pur molto adattate e variate, lo rendono paonazzo per quasi due ore, più volte da allenatore lo avrei fermato, e sono uno che incita al 10 RPE…

Quindi questi due video per me sono una favolosa testimonianza storica, road to madness insieme a Take Hold the Flame 1984 a Tokyo. Per 4 anni Tate cantava così anche 200 sere, nel 1984 300 sere (!!!), all’anno. É così inverosimile che i pellegrini non ci avrebbero creduto senza testimonianze video, e sapete perché?

Ai mediocri dà fastidio che ci sia tanta unicità. Per loro è essenziale che il meglio non appaia irraggiungibile. Si dicono, anch’io se mi fossi allenato come loro ecc ecc… Coltivano il pensiero di essere uguali al meglio, potenzialmente.

Ma semplicemente esiste una League per pochissimi, in ogni campo, sport arte letteratura matematica. Gauss era come Tate, Maradona e Messi come Manolo e Bolt, Louganis come Van Halen e Michael Hedge. Certo esiste per tutti un Prime e i mediocri sono felici quando vedono gli speciali diventare meno unici.

Ma è il Pirme che bisogna guardare

Road to madness 

https://youtu.be/YRcDDEOaXHQ

Take hold the flame

https://youtu.be/xk84dVq644k

Gennaio 27, 2023
di Fabio Palma
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IL MEGLIO DEL 2022

Come sapete, siamo soci, io e Yuri, e a dirla tutta è lui il 90% della società.

Il REEL è il biglietto da visita di un regista-DOP-filmaker, ecco il suo nuovo Reel , mentre sul successivo link trovate anche tutto quello che facciamo, ma dovrei dire…fa

https://www.yuripalmamediaproduction.com/backstage

Infine, la mia parte, ovvero autore di testi, che possono essere di ogni soggetto, sociale, economico, scientifico, sportivo, per cortometraggi o post o articoli di riviste,

Novembre 25, 2022
di Fabio Palma
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DANZA e NATURA

Descent

“Descent” è il primo di una serie di 4 video, che legano la danza e la natura durante lo scorrimento delle quattro stagioni, in un viaggio nel profondo che attraversa tanto il tempo della natura quanto i sentimenti della persona.
Come dal titolo, questa danza inizia in autunno, in una lenta discesa, mentre gli alberi perdono le foglie, il paesaggio scolorisce, e i movimenti diventano sempre più lenti, fino a scivolare nell’oscurità.
Non è un abbandono, né una sconfitta, bensì l’inizio di un ciclo di rinascita, dove la persona deve toccare il momento più buio e freddo, nell’inverno, per poter rifiorire nuovamente nella primavera, con una nuova consapevolezza e una coscienza resa forte dalla propria introspezione.

Regia di Yuri Palma
Coreografia e performance di Martina Dalla Pozza

https://www.youtube.com/watch?v=yRmRu79ey2c

Settembre 3, 2022
di Fabio Palma
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UN MESE DA INCUBO CON UN ORO MONDIALE

É finito Agosto.

Nel 2006 fini con gli ultimi metri di Follie di fine estate, su un 7a, che chiaramente volevo concludere con più metri possibili dall’ultimo dei due spit del tiro. Sotto, Dodo mi urlava Pastore. Furono 5 giorni fra i più divertenti della mia vita,  Dodo in parete é un comico Top. Misi un barattolo a fine via con un taccuino per le numerose firme dei ripetitori, non era certo fra le più belle vie del Ratikon (come presentarsi al live dei Pearl Jam e pretendere di mettere in scaletta un pezzo fra i migliori), però erano anni che pensavo di dispensare emozioni a un sacco di gente.

E invece quella via è ancora irripetuta….17 anni dopo, posso dire che le emozioni di questo agosto sono state le più intense di sempre.

Gli oltre 10.000 spettatori paganti di Monaco e Bea che scivola e poi recupera recupera recupera… Ma non ce la fa.

Il doppio mondiale U20 di Boulder e Speed, dove si puntava a due podi. Nelle due simulazioni Boulder prima di partire era stata fortissima. Ovviamente lei, ipercritica, pensava di nom ma si era grandemente “schiodata” su problemi maschili. Non dicevo nulla, ma ero soddisfatto. meno di 15 gorno dopo un’infiltrazione al tallone con allenamenti sospesi.

L’atterraggio a Dallas, il messaggio.

Ho male alle ossa, non sto bene.

Due giorni in cui vedevo dilapidato due mesi di impegno  anche economico per i viaggi, assurdo. Monaco era stata una grande delusione per lei, Dallas stava diventando un naufragio.

Poi la domenica mi scrive, ho mal di testa ma ci provo.

Medal Event: Bouldering Round: Qualification Name of the venue: Movement The Hill Name of the event: IFSC Climbing Youth World Championships Location: Dallas (USA)

Le qualifiche Boulder, sui primi tre blocchi tanti tentativi, troppi, ma due Top e una zona. Poi un’ora prima del secondo gruppo di tre blocchi, più duri, si addormenta e viene assalita da una stanchezza totale.

Si risveglia che non sta in piedi. Il quarto blocco è un lancio iniziale, le gambe sono ferme da 15 giorni con boxsquat, boxjump e single leg per l’infiltrazione per la borsite, ma la Speed le ha tenute vive. Passa, poi cade al Top. Ma si guadagna con quella zona la semifinale.

C’è un’americana che è la più forte ma la tracciatura comunque non da CDM favorisce le tre francesi, dice, c’è anche una giapponese, c’è Irina, ma in condizioni normali la finale é grandemente alla portata, soprattutto nel caso di blocchi senior.

Migliora, le passa praticamente tutto, ma in semifinale “ho fatto schifo”, mi scrive. Rivedo i blocchi, effettivamente non ha scalato al 100 per cento. Forse all’80. Ma 24 ore prima era uno straccio…

Passano 48 ore, qualifiche Speed. Virus o congestione sono passati, come starà veramente?

Fa le peggior qualifiche di gara internazionale degli ultimi 3 anni… Guardo i tempi, sono in un furgone in Salento, zona isolata. Guardo questi tempi e penso al futuro, a come gestire, brutto ma ineluttabile verbo, questa enorme delusione. C’è la gara, certo, e non penso al peggio, ma al possibile peggio sì.

Quello che non so è che non ha sbagliato la famigerata Tomoa. Ha sbagliato dopo, e perché andava troppo forte.

Quello che non so è che non aver sbagliato la Tomoa le ha dato Forza interiore. La Tomoa come abbiamo deciso di farla da aprile, con risultati a volte disastrosi, é in versione Mono. Ovvero, prende la presa 5 con la sola mano sx e con la dx va alla 6. Serve tantissima forza ma anche tanta coordinazione. Devi arrivare veloce, devi essere in forma, devi essere tecnico al millimetro e al centesimo. 5 volte le è venuta perfetta e non abbiamo ancora capito dove sta il vero motivo di quelle esecuzioni perfette.. Quando viene discreta con una correzione tecnica al volo, tipo tuffi, circa cinque centesimi di secondo in cui fa uno scattino col ginocchio sx, é sotto gli 8 secondi. Quando è soltanto discreta, è fra 8 e 8″30. Altrimenti o si ferma o si trascina.

Io non lo so, dal Salento, ma le ha fatte bene, ed è entrata ‘in that zone”

In quella zona, la zona dei Campioni, dei Lebron e Djokovic e Popovici e così via, ci entrò a Voronhez nel 2021, a Prato in Coppa Italia Boulder 2022 in finale, e in un allenamento a Salt Lake City, tre giorni prima del record italiano Speed in gara, 7″40, fatto NON con la mono perché nelle prove non le veniva.

Sono nel buio, nel furgone, vedo il brutto streaming e ho un sussulto: vince controllando i quarti di finale e la Tomoa era potente e fluida, con correzione ma di quelle da tempone.

Vince con bel tempo anche il turno successivo, è semifinale. Contro la più forte, la tedesca Ritter. Una delle poche al mondo che fa la mono, come lei. Personale di 7″33. Come lei molto forte nel Boulder (terza al campionato senior tedesco, sesta a Graz all’europeo giovanile, quindi molto coordinata e potente. Chi fa fare Boulder di alto livello può esplorare in Speed dettagli tecnici particolari, la Tomoa è di Narasaky, chi fa speed ad alto livello nei Boulder moderni é un fucile. Sono due specialità che si amano), ed è la favorita.

La gara é meravigliosa. Peccato non ci sia la cornice di Monaco o di Chamonix, una gara bellissima. La Tomoa di Bea é da 9, il 10 lo teniamo per il futuro, ok?

La Ritter fa anche la mono sx fra la 10 e la 11, come solo due al mondo. Ma Bea ha provato con protocolli anche tutti nostri centinaia di volte la parte finale, e a Monaco nel prodigioso recupero che per pochi centesimi non andò a buon fine fece 1″95 fra ultimo piedino e tasto. Era maledettamente in forma, a Monaco. Aveva sbagliato, come solo la Speed ti fa sbagliare. Lo sprint più bastardo del mondo, dove inciampi mentre sei un missile.

Bea in quegli ultimi due metri usa il grande gluteo come una Campionessa mondiale. Il grande gluteo, Signori, è IL muscolo.

Vasto, denso, Re degli sport Seri.

Dimenticati di diventare un Campione in tantissimi sport, se non hai un grande gluteo all’altezza

Centinaia di boxsquat fino a 100kg, centinaia di single Leg, centinaia di Boulder moderni, centinaia di box jump. Tutti per questo finale.

Vince in 7″54, pochi centesimi meglio della Ritter. Poi in finale la sua grande amica Nuria sbaglia subito, lei spinge comunque un pò senza esagerare ma è in quella zona….7″77.

https://youtube.com/shorts/0jV4i7xHKmE

Senza dirlo a nessuno e neppure a lei, l’avevo preparata per una medaglia a Graz, un posto fra il terzo e il quinto a Monaco, due podi a Dallas

Non è andato bene niente, ad Agosto. Niente. Un problema dopo l’altro. Mai avuti tanti problemi tutti insieme, in qualcosa che ho vissuto. É stato un agosto da incubo.

Come sia entrata ne “la zona”  a Dallas, da sola, é un segreto che qualche ragione ce l’ha. Tante cose che ci siamo detti, un libro, allenamenti, una cosa accaduta a Mezzolombardo fra noi in una gara andata malissimo dove si poteva scendere sotto 7″40, cose nostre.

Sembra che solo Laura Rogora sia stata due volte Campionessa mondiale giovanile, per l’Italia, in anni diversi.

Lassù, anzi laggiù, sotto i 7 secondi ci sono 5 atlete mostruose.

Lassù, nel Boulder mondiale ci sono fuoriclasse assolute, fra cui la sua grande amica.

Ieri l’ho rivista dopo Dallas e mi e venuto in mente un certo Crippa che quando Maradona gli fece un assist alieno che lo fece segnare andò da lui e davanti a tutti, stadio stracolmo, si inginocchio’ in adorazione del piede. Maradona e tutti gli altri, anche gli avversari, risero. 

Così l’ho fatto anch’io e abbiamo riso e ha commentato, esagerato. 

Ridiamo così poco insieme che considerando come siamo con gli altri, da fuori penseranno, tutti: ma quei due ridono sempre tranne che fra di loro, ma si odiano? 

No

É una cosa diversa, ma non so spiegarla 

Slobodan Miskovic / IFSC. This photo is for editorial use only. For any additional use please contact marco.vettoretti@ifsc-climbing.orgMedal Event: Speed Round: Qualifications Name of the venue: Movement The Hill Name of the event: IFSC Climbing Youth World Championships Location: Dallas (USA)