Fabio Palma

Infinite jest

maggio 5, 2017
di Fabio Palma
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L’UOMO DI FERRO

Stanchi? Stressati?
Fesserie.
Se dovesse capitarvi di leggere, e capita spesso, di giocatori di calcio professionistico stanchi fisicamente o mentalmente, mandateli, se possibile, a quel paese, e nonostante siano magari i vostri beniamini, mettetegli una croce sopra. Non sanno quello che dicono. Non sanno cosa sia lo sport serio. Non sanno cosa sia lo sport professionistico serio. Quello che usura davvero, testa e muscoli.
E ce ne sono due, da mettere a capofila, e parlo di sport di squadra. Il primo è il football americano, e vi racconterò una storiella nei prossimi mesi, ma d’altronde avrete già letto e visto, probabilmente. Altro che tritacarne, quello è una centrifuga, che è pure peggio.
Il secondo è la NBA, quella cosa spettacolare a cui ambiscono centinaia di migliaia di giocatori di basket nel mondo, e dove invece riescono a giocare poche decine, e dove pochi durano per più di 5 anni, nonostante ingaggi da favola, notorietà come se piovesse, e tutto quello che uno vorrebbe dalla vita, a dirla tutta.


E prima di spiegarvi chi è costui, della foto, vi dico subito che per nove mesi all’anno il giocatore NBA ha soltanto otto ore libere, che devono bastare anche per il sonno. Quelle dopo la partita…dove donne, vizi e quant’altro sono più o meno possibili, dopo mezz’ora di bagno nel ghiaccio per le botte subite. Ah, in quelle 8 ore devi anche dormire, prima di essere catapultato in un aereo, perchè spesso giochi 4 o 5 partite la settimana, o direttamente in campo, se hai il giorno di allenamento perchè giochi in casa.
Bene, il tipo della foto si chiama AC Green, e lo chiamarono Iron virgin, e ci hanno fatto un film…Iron virgin perchè i coimpagni di squadra gli mettevano donne provocanti fuori dalla porta della camera, ma lui…andava a dormire. Niente droghe, niente vizi, niente bere. Con questo risultato, ma per favore calatevi nella statistica: 1192 partite consecutive per un totale di 14 stagioni e mezze sempre in campo. Signori, 1192 partite consecutive in NBA…senza mai saltarne una…senza mai farsi male dico almeno a un dito…uno stiramento, una piccola contrattura, un giramento di balle, una mancanza di voglia, Coach domani salto, Coach ho la festa della sorella e tanto siamo già nei Play off (vinse tre titoli e giocò sempre in squadre FORTI), insomma immaginatevi VOI per 14,5 anni a non saltare neppure una giornata di lavoro, neppure per un raffreddore, e però in mezzo metteteci 600 trasferte di lavoro con aerei, aria condizionata americana, e tutto quello che volete, mal di testa compresi eh, e poi un sacco, ma davvero un sacco di botte, perchè ragazzi, sotto canestro, in NBA, circolano molossi da 110 kg che usano i gomiti come cacciatorpedinieri.
Buon difensore e ottimo rimbalzista, recitano le note statistiche, ovvero sotto canestro se l’è vista anche con Shaq, gente così. E di lividi, ve lo dico io, ne ha sicuramente avuti da venderne.
E poi lo vedi in questa foto, una persona così gentile e così docile, vorrei dire DOLCE, e in fondo minuta anche se stiamo parlando di uno alto più di due metri, e capisci che il tipo aveva, semplicemente, una concentrazione mai vista nella storia della NBA. E, quindi, della storia degli sport di squadra. E, aggiungo, raramente vista anche nella storia della vita in generale perchè, e che caspita, pure un premio nobel della biologia o della fisica, gente che spesso non si muove dal suo laboratorio per settimane e mesi, in 15 anni almeno una volta avrà detto, oggi sto a casa.
Ah, già, direte voi, ma gli altri tre mesi dell’anno? Niente, siccome lui non aveva il talento dei migliori, si allenava ogni giorno, dieci ore al giorno, e così sempre rimase in squadre di vertice…

A.C. Green celebrates his fourth NBA Championship

maggio 1, 2017
di Fabio Palma
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IL MAGO CHE NON CE L’HA, quasi, FATTA

Uno pensa che quando ti arriva una cosa così, hai la strada spianata. Uno pensa che quando la cosa E’ così, hai il mondo ai tuoi piedi.
E invece no, altrimenti il primo Gennaio di ogni anno avresti tutte le classifiche di merito di qualunque lavoro o sport già scritte e stilate, sai già a priori chi è il più bravo a fare un lavoro, chi il più veloce, chi il più forte…che gareggi a fare? Che ti impegni a fare? E’ tutto scritto, no?
Invece no. E neppure 73 milioni di dollari guadagnati in 31 anni di vita possono essere un successo, intimamente.
E’ il 2006, e nel mondo dello sport avviene qualcosa di epocale. Perchè stiamo parlando di NBA, e da Jordan in poi l’NBA è planetaria, è a massima organizzazione sportiva, è professionismo nello sport quanto la BBC nei documentari, è il top del tot e del Top
E ogni anno la NBA fa una cosa così intelligente che ogni tanto mi chiedo come mai non la facciano tutti gli sport: fa le così dette scelte, ovvero le ultime classificate scelgono i giovani che SULLA CARTA sono i migliori. Vengono dai college e dalle università americane, ovvio, ma da quando la NBA è planetaria, vengono anche da Europa, Africa, Australia, Argentina. Ovunque. E da Petrovic in poi, un compianto fuoriclasse jugoslavo, si capì che anche se non eri nero e venivi dall’Europa, potevi fare la differenza. Sabonis, Kukoc. Dei Crack, giocatori che hanno spostato gli equilibri nel più competitivo. campionato del mondo. E ATTENZIONE, giocare in NBA significa una montagna di soldi, ma anche una montagna di problemi. La tua vita privata? cancellata. Non pensate ai calciatori, ai tennisti…un giocatore NBA per 8 mesi all’anno è libero solo da mezzanotte alle 4 del mattino, quando spesso ne fa di tutti i colori…giornata settimanale tipo? Eccola, ed è tutto vero. Sveglia alle 7, check-in alle 8.30 per aereo della squadra privato e trasferta, riunione tecnica per la partita della sera prima sull’aereo, atterraggio, primo allenamento, pranzo, secondo allenamento, psicologo sportivo, prepartita con il team degli allenatori, partita. Se c’è un giorno di mezzo, allenamenti a ore e ore. Con gente come Lebron Curry e Bryant che si fa anche tre ore in più dell’ultimo dei panchinari…
E Bargnani, ragazzo romano magro come un grissino e dalle mani di fata, sopra nominato IL MAGO, diventa, nel 2006, la prima scelta europea di sempre. Ovvero, viene scelto come numero 1. Un italiano che gioca a basket viene considerato dalla NBA il miglior giovane al mondo. Sappiatelo, poteva essere una svolta epocale, tipo quelle dettate da Tomba e dalla Pellegrini, due che hanno influenzato lo sport italiano come nessun altro. Tutti gli Under 14 a fare sci prima, tutte le bambine a battere i piedi per terra per farsi iscrivere a nuoto.
Veltroni lo nomina ambasciatore di Roma nel mondo, l’America lo sbatte in prima pagina ovunque, e lui ha pure il culo di essere scelto da una realtà tranquilla, non super stressante: Toronto.
Primo problema: andare in NBA significa prendere delle botte che stendono una persona di 100kg entro i primi 30 secondi. Beh, se capiti dalle parti di Shaq O’Neal, anche dopo cinque secondi. Sport da combattimento vero, ragazzi. Pensate che immergono i giocatori in vasche di ghiaccio per mezz’ora, a fine partite…
A Bargnani impongono una dieta proteica da 5000 Kcal al giorno, e palestra come se non ci fosse un domani.
Parte malissimo, e pieno di lividi. Ma poi migliora. Il suo impatto non è quello di un Lebron James, da matricola, e neppure quello di un Ginobili, ma non è così malaccio. E ogni anno sembra migliorare, a volte il rendimento è pure costante, ed è un costante alto. Solo, a centro area viene spazzato via, nonostante la dieta, la palestra, qualunque cosa. Non ha il fisico per contrastare i forti. Le sue mani da fata colpiscono, ma solo da lontano.
E con gli anni arrivano i dubbi, i trasferimenti, e panchine. E gli infortuni, sempre di più, perchè quando metti decine di kg in più hai due possibilità: o li metti per diventare una iena, o li metti e diventi di cristallo. Lui, è sempre più cristallo.
Nel 2016 la NBA lo rifiuta, ovunque, e torna in Europa, in una squadra spagnola, comunque molto forte. Ma gioca pochissimo, e da Febbraio di nuovo in infermeria, fermo da allora. Due giorni fa, la rescissione del contratto.
E’ diventato ricchissimo, 73 milioni di dollari, ma non è diventato nè Tomba nè la Pellegrini. Il nostro mago, da molti oltreoceano, è stato considerato una delle cinque peggiori prime scelte di sempre. Non so cosa provi Bargnani nel suo cuore, magari sta bene, alla grande, e ovviamente io spero sia così. Forse avrebbe potuto continuare in Europa, dove era un Dio, come scelsero altri super talenti che rimasero lontano per sempre da quella centrifuga che è l’NBA. L’eterno dilemma di ognuno di noi, quanto fare lungo il passo, rispetto alla propria gamba. E il problema è che trovi un milione di esempi di passi troppo lunghi, e un milione di esempi di passi troppo corti.

marzo 17, 2017
di Fabio Palma
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DAL RING AL TUMORE, DAL TUMORE AL RING

Non sento bene più le gambe, disse. E per me le gambe sono più importanti delle mani, la gente non lo sa ma per noi è così.
Fa autografi, ride, venga Campione, diamo un’occhiata. Ma non è che ci è andato giù pesante, campione?
Guardano e sviscerano, poi siccome a uno così non si può mentire, gliela buttano giù chiara e limpida.
E gli dicono che ha un tumore maligno, alle ossa.
Quando posso riprendere ad allenarmi, chiede.
Non ha capito, gli dicono, le possibilità di salvezza sono sul 50%, incrociamo le dita, lei ha un fisico forte, etc etc Se sopravvive, comunque camminerà un pò così, capisce?
Pensano che sia un pò tocco, tutti gli sportivi sono visti così, dai medici, un pugile poi…
Anche a me due volte, una lo scorso Ottobre, mi hanno detto, non potrà fare più sforzi, e si erano sbagliati alla grande, ma non avevo avuto una diagnosi così, grazie al cielo.
Insomma ecco la foto, dopo l’operazione.


19 mesi dopo, torna a combattere, e adesso ha in record di 32 vittorie su 33, delle quali 29 per KO. Solo che questo sabato notte incontrerà GGG Golovkin, la furia russa, che ha vinto 36 volte su 36, ovvero sempre, e per 33 volte per Ko, e sempre così negli ultimi cinque anni.
Ora io dico che uno che ha una schiena percorsa da una cicatrice di 40 cm è già tanto se cammina, e se poi è tornato a fare sport io mi inginocchio, e se poi è un pugile mi prostro, e se poi è un pugile che ridiventa campione del mondo io mi sdraio, e se poi va ad affrontare il più forte picchiatore dei pesi medi di tutti i tempi, così dicono le cifre, ecco allora non so cosa fare. E dall’altra parte c’è questo russo che comunque gli hanno portato a casa due bare vuote, qualche anno fa, lui bambino, a 4 anni di distanza, e mio fratello? chiese due volte, non lo abbiamo più trovato, gli dissero dall’esercito russo, gente, la boxe è questa, c’è la vita, ci sono gli sport, e poi c’è la boxe, che è la vita all’ennesimo spessore e lo sport all’ennesima densità, tutto il resto, e soprattutto certe cose calciofile platinate, è un pò così, diciamocelo, sulla boxe sono stati fatti film e scritti libri e se ne potrebbero fare altri 100.000 e io potrei scrivere 10.000 pagine e non esagero perchè la boxe è questa cosa qui, due uomini ora ricchi ma con un passato che noi manco ci sognamo che fra 48 ore devono salire su un quadrato, con delle corde, e quelle corde a volte le superi catapultato giù, con davanti uno che sai già che non proverà dolore, cioè sì, un casino, ma non fa niente, proseguirà allo strenuo, mica come altra gente e altri sportivi, il pugile il dolore non lo ammetterà MAI perchè è totale ignominia fare la faccia da addolorato, per un pugile, e io questa cosa me la dico sempre perchè non ho una soglia del dolore molto alta e mi dico sempre, non fare una fighetta se no ti automando su un ring per 60 secondi poi mi dici
Jacobs va negli ospedali a trovare gli ammalati, sempre. Sente che sia giusto, ecco. Poi sul ring è questa cosa qui

marzo 3, 2017
di Fabio Palma
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UNA RAGAZZA SUPERLATIVA

Qualche settimana fa a Bode Miller fu chiesto cosa ne pensava di una discesa libera maschile con la Vonn. Bode, uno dei più grandi atleti di tutti i tempi, e non solo dello sci, che magari con una testa alla Girardelli o alla Phelps avrebbe vinto il triplo ma è anche bello che ci siano atleti così, diciamo un pò come noi, via, dicevo Bode aveva appena parlato molto bene della Vonn, ma alla domanda guardò l’intervistatore serissimo e con una faccia sfinge che era un programma (la clip video fa spanciare) e rispose così “chi ha detto che la Vonn possa gareggiare con i maschi non deve essere uno che capisce molto le cose (pausa). Vedi, lei è una buona scivolatrice, se andiamo là (gira la testa per indicare) su quella pista per lo skilift e facciamo una gara, magari arriva vicino agli uomini, perchè è una buona scivolatrice (gira la testa di nuovo verso il cronista) ma se la mettiamo su una discesa come Kitzbühel, Gardena, non so se arriva in fondo e se arrivasse prenderebbe chilometri di distanza”.
E’ così, la differenza di forza fra una donna e un uomo è abissale, tanto per fare un altro esempio, il record del mondo dei 200 sl fatto col supercostume (da qualche anno non più regolare) della Pellegrini, che all’epoca era un’atleta mostruosa rispetto al resto del mondo ( ora è semplicemente una fuoriclasse che non avremo mai più nel nuoto e non solo), non basta per vincere i regionali juniores lombardi maschili…
Due fatti però, nelle ultime settimane, mi hanno assolutamente sconcertato: il primo è contenuto in questo video qui, che non solo è spassosissimo per il tipo che prende dei pugni che sfonderebbero una porta senza neppure fiatare, e dove la donna mostrata dovreste riconoscerla perchè era la cattivissima di Million dollar baby, il secondo è di questa ragazza americana qui, la quale ha salito una lunghezza di arrampicata leggendaria ( La Rambla), croce di decine di atleti maschi incredibili e delizia di pochissimi atleti maschi pure super forti ( per dire, due tipacci forti come due muli come Huber e Andrada mai ce la fecero…non so se mi spiego…sono due che ad una sbarra batterebbero con facilità campioni di Calisthenics e ginnasti, o forse no ma se la giocherebbero, insomma organizzate che sono curioso!!) . Questa ragazza, alla fine di questa cosa enorme che ha fatto, se ne esce con una dimostrazione di gioia assolutamente commovente e questa foto, a me che ormai lo sapete, sono di commozione facile avendo superato i 50, beh, insomma, mi ha dato una lacrimuccia.

Perchè sappiate che io mi sono allenato davvero tanto per anni, e ci ho dato dentro anche per 25 ore alla settimana per qualche anno ( eh sì, tre ore ogni sera, 4 sere, poi 2gg di scalata fissi e qualche volta 3…pure di più…) e quello che ha fatto ‘sta ragazzina, beh, sta a tantissimi di noi che ci abbiamo dato dentro, e che siamo masculi, e anche qualcuno ha pure iniziato a 15 anni e scala da 20 insomma, dicevo sta al 99,9% dei masculi che scalano come il 9″59 di Bolt al tempo di un campione regionale italiano sui 100 metri…RESPECT, Sig.na Margot. LEI è una ragazza leggendaria
Ah il video…fa sbellicare ed è SCONCERTANTE per l’esito…questo è part 1, poi c’è part 2
https://www.youtube.com/watch?v=Gzntve0kiaU

febbraio 9, 2017
di Fabio Palma
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DREAM Yuri Palma

Non solo è un video tanto breve quanto potente e intenso, ma ha avuto alcuni commenti bellissimi, poesia sulla poesia. A chi dedicarlo? A tutti quei meravigliosi sognatori perditempo al cui insieme, o famiglia, indubbiamente appartengo. E a quanto pare, anche mio figlio.

WINTER in 4K

gennaio 4, 2017 di Fabio Palma | 0 commenti

Naturalmente questo non è un Inverno di quelli che senza catene o gomme da neve non ti muovi da casa. Sarebbe stato un Inverno ideale per alcune vie di roccia, in Wenden soprattutto, ma tant’è, è un Inverno di progetti e lavori, invece. A Natale e Santo Stefano, però, è stato un Inverno di passione artistica. La Val di Mello, i bagni di Masino, Predarossa. Con anche riprese mie e di Tatiana, rigorosamente impostate e guidate dal protagonista, ecco WINTER, pubblicato anche da Repubblica.it sul loro sito

 

gennaio 3, 2017
di Fabio Palma
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IL MONDO INSIEME

Premesso che fra i pochissimi programmi televisivi seguiti con assiduità da Yuri quando era bambino c’erano proprio quelli di Licia Colò, ecco il suo intervento nella puntata di IL MONDO INSIEME di Capodanno 2017

dicembre 15, 2016
di Fabio Palma
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SANTORINI

Ho lasciato passare un pò di tempo prima di presentare questo video nel mio blog, e per un paio di ragioni.

Cose inutili, ovvero senza uno scopo economico e perfino se vogliamo sociale, ne ho fatte parecchie, in vita mia, ma diciamo a partire da una certa età. Sinceramente, prima dei 25 anni, non me ne ricordo. Del volontariato, e neppure tanto…Tirerei in ballo la parola, gratis. E poi una frase fatta un pò abusata, ma che qui rende l’idea, e non poco: per passione.

Io facevo le cose per divertimento, puro divertimento. Ricordo che amavo la mia classe e miei amici e mi sbattei non poco per organizzare due mitiche vacanze fra terza e quarta liceo, Palinuro e Sardegna. Ancora adesso, non ne vedo tante di vacanze di compagni di classe, una settimana o dieci giorni, pronti via, spedisci bici a 16 anni e motorini a 17, prima Palinuro e poi Palau, in dieci. Erano prodromi di quello che avrei poi fatto molto e nelle più disparate situazioni, proporre e organizzare, da sei anni nei Ragni di Lecco è quello che faccio quasi quotidianamente. Proporre, convincere, organizzare, fare. Mi piacciono le idee, e non solo mie, sia chiaro. I negativi mi irritano, coloro che propongono e che accolgono con curiosità qualunque idea, soprattutto se non li riguarda direttamente, sono sempre stati i miei preferiti. A bocciare c’è sempre tempo, e d’altronde quelli che partono negativamente per carattere non hanno mai combinato nulla di creativo in vita loro, è un fatto.

Ma fare un video come questo è un’altra cosa, proprio un’altra cosa. Vuol dire creare qualcosa, con un numero incalcolabile di ore (credo almeno cento fra montaggio e color, poi 9 giorni nell’isola dove le ore dedicate alle rirpese non sono state poche…), sapendo che te lo guarderanno in pochi, e che tu stesso, autore, lo guarderai al massimo una volta. Vuoi lasciare un segno A POCHI. A chi? Agli amanti del mai visto, dell’innovazione, dell’originalità.

Yuri voleva addentrarsi in una certa tecnica (quella delle transizioni introdotte da un vero genio, Sam Kolder), però creando qualcosa di suo, costruendosele, applicandole a geometrie e colori di riprese adiacenti, partendo da un canovaccio, o sceneggiatura, che aveva in mente. Voleva creare qualcosa di circolare, vorrei dire. Di tridimensionale. Ha studiato GIORNI, per imparare. Ha buttato via decine di ORE, per riuscirci. Ha sprecato TEMPO. Un mucchio di tempo. Certo, lo hanno già contattato in parecchi per applicare questo stile in certi progetti, ma non aveva questo in mente, non l’ha fatto per arricchire un curriculum. anche perchè avrebbe potuto fare qualcosa di assai meno impegnativo.

Santorini…un caleidoscopio di visioni, questo aveva in mente, quando chiese se si poteva andare lì, per vacanza di famiglia. Come l’anno prima a Palinuro. Scopo? Fotografia, e video…

Attenzione, potete vederlo solo da Computer o Smart TV ( su schermo grande è pazzesco), non da telefonino. Fatevi travolgere, ma che ve lo dico a fare, vi travolgerà. Ovviamente molti preferiranno lo stile pacato e lentamente lento di Motion Vol. 4 (strano, il quarto volume di Motion è il più pacato…), questo è aggressivo, trascinante, alternativo.

Mi piace pensare che vi colpirà, e che chiunque sia stato in quell’isola, si dirà, non me la ricordavo così

 

novembre 10, 2016
di Fabio Palma
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ITALIA DIGITALE

Chi mi conosce sa che non mi piace chi si prepara i discorsi o le conferenze, è “a braccio” che si dicono meglio le proprie idee, filosofie, visioni. Chi parla con un foglio scritto in mano da leggere…mmm…la penso come Mauro Corona, non mi fido…
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Onestamente per l’8 Novembre, 14.30, a Yuri, relatore ad Italia digitale al Pavilion di Milano, avrei invece suggerito almeno un fogliett-ino nascosto sul pavimento palco con cinque o sei punti, e invece evidentemente ho fatto proselitismo anche in casa. Dei 15 minuti, quindi, totalmente improvvisati, e con semplici foto e un video finale a cornice, ecco alcuni punti che mi sono memorizzato, che peraltro sono nuovi pure per me…
“Forse vi aspettereste un intervento tecnico ma racconterò invece la mia storia personale di videomaker, e non perchè la reputi interessante od originale, ma perchè credo che sia uno stimolo per chiunque provi passione artistica. Per me, la fotografia prima e il videomaking poi, sono stati prima di tutto un modo per coltivare e dare sfogo al mio amore verso l’arte”

“La tecnica è fondamentale e Internet mi ha permesso, con ore, giorni e molte settimane di studio, soprattutto su youtube e canali stranieri, di costruirmela. Ma le ore più interessanti sono quelle sul campo, le uscite di un giorno intero, dove combatti con luci e condizioni diverse, dove le impostazioni che avevi pensato vanno cambiate in corsa, ed è lì che la tecnica ti viene in aiuto, e nello stesso tempo la impari, se vuoi rispettare l’arte che ti guida”

“da internet imparo ogni giorno, dai social, forum, blog, da fotografi e videomaker di tutto il mondo…Sono abbonato a National Geographic da quando avevo 4 anni, ho cominciato ad appassionarmi da allora. Quando ebbi in mano la mia prima macchina fotografica, una piccola compatta, uscii di casa e cominciai a fotografare tutto. Proprio tutto. ”

Ecco l’articolo del Corriere della Sera
http://www.corriere.it/italia-digitale/notizie/yuri-palma-17enne-che-ha-creato-primo-video-8k-italia-5ff3a8b6-a5c4-11e6-ad7a-9882ee51fdec.shtml

ottobre 5, 2016
di Fabio Palma
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MIKE KOSTERLITZ

Quando conobbi mia moglie ero convinto che una manciata di anni di studio fuori da ogni logica mi avrebbe logicamente portato a un target, perdonate l’inglese ma ci sta, di una certa importanza. Siccome nel sottoscala dei pensieri non ero ancora convinto (e con gli anni lo fui sempre meno, fino ad essere totalmente certo, ora, che feci uno sbaglio, ma poi senza quello sbaglio non ci sarebbero state un sacco di cose e questioni carucce, quindi va benissimo così che i rimpianti è eticamente sensato lasciarli a chi veramente ha subito una vita sfigata, e purtroppo sono a milioni, fine parentesi) della scelta di ingegneria nucleare, forte di qualche concetto superficialmente imparato (e dimenticato in breve…) esclamai forte, sicuro e arrogante, prenderò il nobel per la fisica.
Quando dissi questa frase che, questa è la cosa grave, pensavo fosse davvero sensata (…) avevo 28 anni e fuori dal lavoro e dai libri avevo perso tempo con un paio di sport e guadagnato belle sensazioni con la speleologia, appena incontrata. Poi, mi misi a viaggiare, tre anni che ne feci di ogni in giro, usando le ferie al millimetro temporale. Viaggi che mi hanno dato, e intanto comunque le conoscenze scientifiche che avevo faticosamente non accumulato ma diciamo raggranellato si inaridivano come felci nel deserto del Gobi. A 30 anni non sapevo più una mazza, per essere chiari, e avevo cominciato a salire in qualche modo su qualche quinto grado pure pericoloso, e fra gli obiettivi leggendari c’era una salita corta ma scontrosa che aveva preso il nome da un tizio extracomunitario, profugo di fatto. Non per buttarla su nomi noti, ma di extracomunitari e profughi che ci hanno lasciato qualcosa ce n’è un botto, pure adesso, magari tipi che perdono tempo in cose inutili, fra cui la scalata, che pure è peggio della Fisica, che se a casa tua poi per caso sei uno che scala e in più si iscrive a Fisica minimo i vicini di casa quando vanno a prendere il cappuccio confabulano con espressione convinta affermando, hai visto il figlio di…., non farà mai un cazzo nella vita, pensa un pò, arrampica e sta ore sui libri sulle particelle, farà il mantenuto tutta la vita.
Vabbè un pò di premessa ci voleva, per dire a voce alta che ora fra gli idolissimi della mia vita, e adesso ho una lista di una cinquantina di nomi che un giorno voglio pubblicare, c’è costui, quello di un doppio target, fessura scontrosa di scalata e nobel della fisica. Ah, gente benpensante da pasticceria, sappiate che i vostri figli, very probably, digiteranno tastiere o similari di oggetti elettronici che saranno clamorosamente più veloci di quelli già extraspeed di adesso che manco-sapete-accenderli-correttamente grazie anche, e soprattutto, a tipetti come questi qui.