Il Concerto Verticale è stato per la prima volta presentato nell'Ottobre 2005 a Lecco, poi sempre a Lecco ( con un 'acustica migliore della prima volta, oserei dire eccezionale) nel Febbraio 2006 . Prossima tappa: 9 Marzo a Milano, con una scaletta rinnovata, e nuovo materiale multimediale
CONCERTO VERTICALE, Ottobre 2005Proiezione di filmati e diapositive di alpinismo durante un concerto di musicaMusicisti: Miradavaga Musiche suonatethe spirit carries on, Dream Theater; Hollow Years Dream Theater; Reflections, Vitalij Kuprij; Fear of the dark, Iron Maiden; Like a stone,Audioslave; Here I go again ,Whitesnake;The trooper , Iron Maiden ; Bohemian Rhapsody, Queen ;Someone else, Queensryche;Breathe, Brett Garsed ;Jump,Van Halen;Always with Me, always with you ,Joe Satriani, Eve, Dream Theater CITAZIONI Credo che se anche mi si dimostra mille volte che, per i motivi in vigore, una cosa e’ buona oppure bella, io sono e rimango indifferente, e l’unico segno sul quale regolerò il mio giudizio e’: se la sua presenza mi abbassa o mi innalza. Se mi desta la vita oppure no. Se soltanto la mia lingua ne parla o il mio cervello, oppure il brivido che s’irradia fino alla punta delle dita Da “L’uomo senza qualità”, Robert Musil "Un'anima senza corpo è altrettanto disumana e orrenda come un corpo senz'anima, e d'altronde la prima è una rara eccezione, la seconda la norma. “Thomas Mann, da “La montagna incantata” Le valanghe ebbero l’effetto di farmi tremare le budella. Quel lungo gemito primordiale fece scattare in me la reazione da fatti sotto o smamma, anche se non c’era proprio niente contro cui battersi. In parete eravamo abbastanza al sicuro. Continuammo a salire giorno dopo giorno. Era gradevole. Era orribile. Era un dolore costante. Ero un uomo che stava per affogare e che per reazione si arrampicava come un disperato: spingevo, insistevo, provavo a fondere la mente nel corpo. Da “Confessioni di un serial climber”Mark Twight “Ora sei libero. Ma a che serve, la libertà, se non per impegnarsi? Hai impiegato 34 anni a ripulirti, e il risultato è vuoto…ti immagini forse di poter vivere tutta la tua vita chiusa fra parentesi?…domani sarai troppo vecchio, sarai diventato abitudinario, schiavo della tua libertà.” Da “L’età della ragione” J.P Sartre …datemi un'altra vita lasciandomi anche questa, ti voglio e non posso, non voglio cambiare direzione ma come faccio se posso stare con te soltanto di la’, dove non posso, dove quando mi fermo mi buttano fuori, le regole, gli altri, il vento troppo forte che spazza questa cima, e le mie paure.Salgo da solo questa via di te perche’ gli altri non capiscono, e soltanto perche’ da solo posso avere un'altra vita, quella irregolare, ipotetica, sdrucciolevole.Ho inciampato in te e ora sono chino su di me. Fabio Palma, da SOLITARI Da sempre si permette che donne e uomini si ammazzino di lavoro ( in miniera o nella ricerca o in lavori sedentari di grande utilità sociale ), là dove risiede un dovere certo e dove il rischio dovrebbe avvicinarsi a zero.E allora perché dover reprimere la singolare follia mortale, spesso volontaria, passionale, isolata e giovane, in montagna? Eric Escoffier, da SOLITARI …E a metà, da sopra iniziano le scariche, i bombardamenti di ghiaccio, le frane. Per fortuna dal mio punto sono protetto da una piccola cresta. Mi vedo passare tutto sopra la testa. Gesù... ma alla fine ci arrivo al IV bivacco. E qua con la lama del coltello mi spacco il molare che mi tormenta. Avevo un granuloma, me lo sono succhiato e poi …ahhh, dormo. Tomaz Humar, Sud del Dhaulagiri Da SOLITARI Davanti ad una certa monotonia dellavita quotidiana, unita all’imperante mito dellasicurezza, un numero crescente di giovani cerca l’avventuraper sfuggire all’angosciante banalità.Il quotidiano sempre ripetuto, senza possibilità di evadere nel sogno,uccide la personalità Pierre Beghin, da SOLITARI Il ritmo cambia, come lo stato in cui mi trovo. L'euforia lascia il posto a questo peso lento, che si dipana nella caligine del presente, che sta invadendo il futuro senza chiedere permesso. Il gioco sembra finito...Qualcuno ha scritto il mio diario prima ancora che lo abbia aperto e ogni giorno ho già scritto ciò che devo e non devo fare. Poi ho conosciuto te e non mi riconosco più nella calligrafia ordinata, l'equazione dà un risultato strano, immaginario, non riesco più a disegnare il grafico della mia vita. Così mi incammino solo verso il solo desiderio che mi capisce, un pò in silenzio e un pò scrivendo queste righe. Riflettere non è la stessa cosa che vedersi riflesso. Fabio Palma, da SOLITARI “Ricordati che l’immaginazione è quella qualità chepermette di vedere sia le cose che le persone tantonei loro rapporti reali che in quelli ideali.la superficialità è il vizio supremo” Oscar Wilde, da “De prufundis” “ad ogni momento che stai esitando o in ogni istante che ti senti rimandare al domani qualche cosa che potresti fare quel giorno, allora tutto quello che devi fare è lanciare un’occhiata sopra la tua spalla sinistra: vedrai un’ombra, eterea. Quell’ombra rappresenta la tua morte, ed in ogni momento potrebbe fare un passo avanti, metterti la sua mano sulla tua spalla e prenderti. Quindi qualsiasi azione tu stia facendo in quel momento potrebbe essere l’ultima azione della tua vita e, di più, potrebbe essere l’ultimo tuo atto ricordato, rappresentativo di te, su questo pianeta. Quando esiti, ti stai comportando come se fossi immortale”. Jason Smith, da SOLITARI La consapevolezza non l’acquisti così, digerendo un’idea o un punto esclamativo. Non sale lenta da qualche parte del tuo corpo, né matura nel tuo cervello dopo che ti sei guardato nello specchio.Essa compare misteriosa in un momento, e soffermarti sul da dove viene è un’inutile perdita di tempo. Bisogna piuttosto capire quando c’è, perché, come un bacio, non ti avviluppa eternamente. Fabio Palma, da SOLITARI Ci sono giochi della vita ove nessuna relazione può spiegarti tutto, è uno “Sfogliarsi a vicenda piano piano”, un “portami via” senza preconcetti, un “mi manchi” senza condizioni. Poi magari un giorno saremo tanto inaciditi da spiegare tutto con parole e disegni minuziosi, “bellissimo” si incrudirà e sarà “impegnativo” e si disquisirà sul come e quanto.Per tutto questo scrivo, per ricordarmi la sorpresa, il fiato corto dell’incognita, l’albeggiare ansioso e i dormiveglia ricchi, sguscianti, formosi come il guscio di una chiocciola, che sembra semplice eppure, a guardarlo, ti ci perdi e non c’è guida, relazione, segnavia…non c’è neanche segnato Fine… Fabio Palma, da SOLITARI “e quando in certe anime particolarmente intelligenti e delicatamente organizzate balena l’intuizione della loro molteplicità, esse infrangono l’illusione dell’unità personale e sentono di essere pluriformi, di essere un fascio di molti ii, basta che lo dicano e tosto la maggioranza le imprigiona”. Hermann Hesse, da “Il lupo nella steppa” Vivere all’addiaccio, ma nell’azione, quella che si dipana da se stessi, e che quindi è spesso inutile.Perché se ci dessero un foglio bianco e la piena libertà di scriverci i nostri desideri, saremmo imbarazzati nel leggerci poi quante azioni solitarie vorremmo fare, vorremmo aver gigioneggiato.Le abbiamo rimandate di fronte a tanti impegni, urgenze, e soprattutto convenienze.Eppure quello che vogliamo è il cielo, con inciso pure dentro quello che ci piace. Ma come fare, come raggiungere il cielo se ci mettiamo in ginocchio? Fabio Palma, da SOLITARI “Penso che per addormentarmi scriverei che il tempo non aspetta, davvero non lo sapevo, non si pensa mai che il tempo è fatto di gocce, e basta una goccia in più perché il liquido si sparga per terra e si allarghi a macchia e si perda” Da “ Si sta facendo sempre più tardi”, Antonio Tabucchi Io sono qui, ora, davanti a te, e mi sei entrata dentro al primo sguardo. Se sei una via, non lo sai neppure, e se sei una donna potresti anche non saperlo. Se te lo dico, che ti voglio bene già così, da subito, senza sapere davvero come inizi, come vai avanti là in alto a destra, lassù sugli strapiombi quotidiani, o in quelle placche dove non sai mai bene dove mettere le mani, allora rimani uguale se sei una via, e reagisci stranita se sei una donna. Poi su quella via ci vanno altri e sarà brutta e sarà bella, proprio come diranno di te, tutta quella gente che ti conoscerà e chissà come sarai per loro e con loro. Non sai neanche come sei per me, non puoi saperlo: è così, e quanto dura lascialo stare, non è importante. Fabio Palma, da Solitari Ora spegni la luce prima di vestirti, peggio l’abbassi per non svegliare gli altri.Però…può capitare che risuonino gli echi di te stesso, quando eri ribelle con pochi soldi in tasca, lo zaino storto con libri e pentolini ma una sola maglia di ricambio, e partivi solo verso quel chiodo battuto nei tuoi sogni, incontrando gente nuova e un tipo che ti sembrava al posto giusto, ed era strano, davvero strano: eri te stesso. Fabio Palma, da SOLITARI Perché in fondo l’abitudine è un rito, si crede di fare qualcosa come se fosse un piacere e in realtà si sta ubbidendo a un dovere che ci si è imposti. O anche uno scongiuro, pensò, forse l’abitudine è anche una forma di esorcismo, e poi la si sente come un piacere. Da “piccoli equivoci senza importanza”, Antonio Tabucchi D’altronde il fuoco e’ cosi’, pensi di spegnerlo con un soffio e invece lo alimenti, lo dai per morto e ti ricompare quando meno te l’aspetti, magari molto piu’ in la’ (sapevi che si propaga per radici, sottoterra, spudorato?). Come una passione vera, vorrei dire amore vero, che svanisce a un tratto ma ti riparte dentro chissa’ quando, ci hanno impiantato radici sotterranee e allora lei si propaga, si riattizza, cova paziente ma c’e’, fa capolino, e spesso quando non vorresti piu’, quando e’ troppo tardi, quando sei scalzo e stai fissando distratto un davanzale, un albero, qualcosa che non c’entra niente, e gia’ sbagliavi, perche’ una passione vera c’entra sempre, e in tutto. Fabio Palma, da SOLITARI “ il ricordo di una certa immagine non è se non il rimpianto di un certo minuto; e le case, le strade, i viali, sono fuggitivi, ahimè, come gli anni “La strada di Swann, “Alla ricerca del tempo perduto, M. Proust “Credere è una bellissima cosa, ma porre in atto le proprie convinzionisignifica dar prova di vigore.Molti sono coloro che alzano la vocecome le furia delle onde,ma vivono una vita vuota e stagnantecome una fetida palude.Molti sollevano il capo al di sopra delle vettementre lo Spirito giace addormentatonel buio delle caverne” Gibran Istanti di tentennamenti, quasi che certi salti potessero avere date di scadenza come un qualsiasi cibo a lunga conservazione.E invece la vitalità è un prodotto fresco, così tante pietanze della vita le buttiamo via perché scadute, senza averle mai assaggiate o, peggio, le mordicchiamo quando sono ormai rancide o stantie, e ci diciamo, quanto barando, che il sapore vero è già assaggiato e non poi superlativo. Fabio Palma, da SOLITARI Ci sono delle persone che tentano di volare E altre che hanno paura di toccare il sole con le ali. Il box che ti sei costruito intorno è così robusto che dovresti fare uno sforzo gigantesco per lanciarti nel campo della tua passioneMa c’è più vita di quella che tu immagini al di là E se ti blocchi alle tue aspettative potresti diventare vecchioIo ho voluto correre il rischio di mettermi le ali E di guardare fisso il cielo Da “Someone Else”, testo e voce di Geoff Tate, Queensryche Forte è un aggettivo multiuso, si è forti nel dolore e in una corsa, in un muscolo o in un pianto, sollevando un peso o volendo che vada via dalla nostra vita. Forte è come mi sentivo dentro quella bolla, giù la gente aspetta di chiedermi numeri e sentenze ma io, sai, dirò le consunte frasi logore su cui ammucchieranno opinioni già sentite. Quello che c’è, in quella bolla, non si può dire bene e poi, forse, è solo una cosa mia e tua. Fabio Palma, da i SOLITARI Se per un attimo scomparisse il comune senso del pudore allora forse mi vergognerei meno di come ti penso e ti sogno e di come vorrei essere libero di togliermi le suole della quotidianità. Non avrei bisogno di spiegare i perche’ e i per come della mia passione, questo insano amore per il rischio e per te, che sei diversa da come ti vedono gli altri e lo so solo io. Tutti avrebbero qualcosa di cui ammettere una colpa, così saremmo tutti un pò liberi di amare i nostri amori senza compromessi e senza quel silenzio che dobbiamo ricamarci addosso Fabio Palma, da SOLITARI “Li fecero scegliere tra l’essere Re o corrieri del Re. In quanto bambini, tutti scelsero di essere corrieri. E così ora ci sono molti corrieri, si affannano per il mondo, e dato che non ci sono più Re, si gridano i loro insensati e antiquati messaggi. Porrebbero fine con sollievo alla loro vita miserabile, ma non osano, per quel giuramento professionale” Franz Kafka Se sei libero non vedrai mai dei muri Se hai le idee chiare non ti sentirai mai in caduta libera E se sei nella ragione non avrai mai torto E se la tua testa vola in alto non avrai mai paura di cadere Da Exploder, testo e voce di Chris Cornell, Audioslave |