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Sul sito www.concertoverticale.it   le date 2009, quelle passate, foto dei concerti, qualche chicca multimediale...Non perdetevi la versione live di Kings of Sleep, registrata al filmfestival di Trento.

Nessun trucco e modifica!!! Venne proprio così....

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Serate, Presentazioni
Letture alla Radio PDF Print E-mail
Written by Fabio Palma   
Questi estratti da Lettere di Sosta sono stati letti alla Radio 1 del Canton Ticino in sua serie 
di cinque trasmissioni dedicate al nostro libro
 
Da un bulbo un tulipano 
Non sapevo se regalarti un sasso o un tulipano.
Della prima specie mi piaceva l’eternità, la discrezione nell’essere
inerte, e insieme la forma, perché ne avevo trovato uno a cuore
rovesciato, che è poi come si sente il mio quando ti vede, sembra una
pompa impazzita che irrora qualsiasi cosa, mica solo tessuti e organi
vitali (infatti tu sei nella mia anima, e nessuno ha ancora dimostrato la
vitalità dell’anima, pure così ovvia).
Poi però ho visto la foto di quei tulipani, e ho capito tutto. Erano così
regali, e quelli lì avevano i bordi frastagliati, come una regina con
frange e collo irregolari, pensa un po’. Praticamente, proprio la tua
immagine, che è di regina ma naturale, quindi non rasata a contorni di
barboncino.
E poi, ecco, ho letto di come vive un bulbo, e ho pensato che tu sei
regina quanto un tulipano, e io mi sento vivo e innamorato come un bulbo.
Il quale lo dai spacciato quando non lo vedi, per giorni e mesi, e invece
aspetta buono il suo tempo, e allora non ce n’é per nessuno, chi è forte
quanto un bulbo nel suo tempo, lui ha la motivazione per allenarsi un anno
per quindici o forse trenta giorni di gloria e di maestà, di vita, direi,
e trovami un atleta, un uomo, qualsiasi conoscente nostro capace di tanta
decisione e precisione. E poi, e questo davvero sconcerta tutti, o quasi,
diciamo coloro che amano commentare superficialmente, il bulbo vive per
conto suo, stra-vive direi, eppure la gente pensa che sotto la terra dura
e battuta dal freddo o venata dalla siccità nessuno potrebbe, in logica,
vivere e per di più rincorrere un sogno. Lui, invece, …
 
Estratti da “Pensieri dal Perù”
Le mani ti portano il freddo quando fuori di te il gelo assedia la vita,
ma intiepidiscono un viso quando lo sfiorano innamorate. Sanno dare l'aria
quando ti senti soffocare, e ad esse ti aggrappi durante i tanti cercare,
invano, della vita. In arrampicata esplorano il fragile e l'opulento, il
minuscolo e l'attonito, ed è un pò come quando ami, esse partono da te e
non sai mai il brivido che scrollerà l'attesa quanto profondo ti scaverà.
Succederà che le rimirerai giorni e anni dopo, alla ricerca di quel
brivido, e come il vento qualcosa scompiglierà, magari i capelli ed è
un'immagine abusata ma forse anche le labbra e cose così, apparentemente
solide e ben formate...l'istante e l'incanto del cumulo di brividi di quel
giorno riesumerà tutto d'un colpo, così finalmente potrai apprezzare
quello che hai fatto e capirlo un pò di più.
 
Qui le margherite sono umili, così più realiste del loro destino, non
hanno l'ansia che mi strozza anche oggi, quella morsa di voglia che
combacia raramente con quanto potrei fare. Non hanno stelo, a milioni
tappezzano il prato con corolle gialle e regali ma appiattite su un prato
rasato da mucche e vento. Forse lo stelo c'è ma è sottoterra, così, come
dovrei conservarlo anch'io, saperne l'esistenza ma relegarne la supponenza
come certe maestre fanno con i bambini sapientoni, li zittiscono e li
spingono a fondo classe.
Invece il mio, di stelo, continua a venir fuori, non ascolta il vento
gelido delle mie paure e incapacità...sono sempre troppo in alto rispetto
alla pianura delle cose da fare o da provare, e così loro, le margherite,
vivono senza troppi problemi anche in questa valle sfondata dal vento dei
6000 metri che la chiudono mentre io cerco invano di coprirmi all'uragano
di ambizioni che la vita mi scaraventa addosso.
 
Estratto da “ La Linea”
Ai cattivi ragazzi piace uscire dal gruppo, vivere all'addiaccio, scalare
da soli una montagna, e fottersene di tante cose.
Non di amare, di avere paura, di rischiare, di arrampicare in pantaloni
bucati dal trasandato incedere dei loro giorni appuntiti.
I cattivi ragazzi arrampicano senza corda, o si proteggono poco; volano
spesso, qualcuno non torna più, e non entrano mai in punta di piedi nel
cuore di una donna. I cattivi ragazzi si inginocchiano davanti a Dio, ma
stanno in piedi nella vita; ascoltano la musica ad alto volume, vivono
sull'orlo, e scrivono delle loro vergogne.
Arrampicano la vita e le scogliere del mondo troppo pericolosamente, e ce
lo vengono anche a raccontare.
Rincuorano i principianti, ma solo se ci danno dentro; adorano i più
forti, non sono mai invidiosi del talento altrui. Cercano di assorbire il
meglio, e non si accontentano mai; fatta una via ne sognano subito
un’altra più difficile, si allenano con rabbia e sputano sullo scoramento.
Dicono parolacce ma scrivono lettere d’amore, qualche volta prendono a
pugni il tavolo dell’imprevedibile ma ne accettano la sfida.
Quando conoscono la donna della loro vita prendono a calci le convinzioni
degli amici e sputano sulla ragione, qualcuno ci lascia le penne e molti
poi si pentono; tutti loro hanno però osato, come nel resto delle cose
della vita. E quando amano è come in arrampicata vera, lo fanno in libera,
e se cadono ricominciano dal basso, ma per farcela.
Hanno pochi amici, ma sono veri, e non c’è bisogno di dirselo; non
guardano all’età, perché quel cazzo di orologio è sempre andato per conto
suo, basta vedere la gente sfondata che c’è in giro, quella buona, che ha
le rughe che si alzano dai piedi e il proprio cadavere a passeggio.
Spompano le nostre opinioni, creano cose troppo difficili, corrono
selvaggi...siano maledetti, i cattivi ragazzi
 
Estratto da “La strada del sole”
Quale sarà la nostra protezione buona, amore? Pensavo a questo, due ore
dopo, quando  battevo i denti dal freddo, e ho avuto paura di andare
avanti, e sono tornato indietro…ho avuto freddo come le volte in cui non
ti ho avuto vicina quando volevo, e sono state molte, potrei dire tutti i
giorni…ho freddo, quando non ci sei, è un freddo che non c’è, ma insomma
hai capito, è coprirsi con qualcosa perché ti senti indifeso…su una via mi
capita spesso, arrampichi e stai bene, poi ti fermi in sosta e aspetti il
tuo compagno e arriva il freddo, e sei impreparato, perché quando
arrampichi non pensi al dopo, a quando arriverà la stanchezza e il freddo
e persino la noia di un’attesa in sosta…proprio come con noi due, vero
amore?  Si sta insieme e le paure, voilà, svolazzano via, basta un bacio
ed è come un maglio in una cristalleria, tutto cade in pezzi ma a ben
vedere il luccichio è perfino bello, se non fosse che devi stare attento a
dove metti i piedi, quei mille frammenti di cristallo stanno bene così,
nel caos di una rottura…
Però non ti ho detto cosa mi è capitato dopo, venti metri dopo il passo
che ti ho raccontato…amore, non ho trovato la sosta…la relazione diceva di
andare a destra e a destra sono andato, in arrampicata facile e splendida,
molti metri lontano dall’ultima protezione, col cuore calmo, la roccia era
uno schianto e in quel grigio perla stavo bene, solo che le corde stavano
finendo e nella nicchia la sosta non c’era…anche lì ho pensato a te, sai?
Un solo attimo, per dirmi che dovevo tornare indietro, e lasciar perdere
la relazione, tutto ormai ha bisogno di una relazione, che predica
presente e futuro e che possibilmente non stoni troppo col tuo
passato…così sono andato a sinistra e ho trovato la sosta, e ho pensato,
amore, che pensare a noi due secondo una relazione scritta che prescriva
una vita con posologia medica sia proprio sbagliato, sai?
Noi due siamo così, non c’è dose consigliata da seguire, anzi sì, è
vederci tanto, perché noi più ci vediamo più scopriamo quanto sia inutile
pensare una ricetta medica, tipo signora prenda due pasticche al giorno,
vedrà, dopo i pasti, un po’ di mal di stomaco ma in tre giorni le andrà
via tutto…non funziona così, vero?
 
estratto da Stilo
<<A me piace andare in metrò, ci scruti la vita>>
<<Per la gente che vedi? >>
<<No, per i nomi delle fermate>>
<<…>>
<<prendi Primaticcio, è un nome geniale, sintetizza perché tutti si
affannino per dodici ore al giorno. Non per un primato vero, ma per un
primaticcio qualsiasi, stronzate di leadership da corridoi d’azienda, di
quelli a piastrelle grigio verdi con uffici a pareti mobili, da
ristrutturazioni veloci, cose così…e la fermata dopo? Leggi, Inganni, e ti
dice che dietro quei primaticci ci sono gli inganni che ti fai, quelli ti
sobilli tutti i giorni, e sei pure scemo, perché davvero ci credi ai tuoi
primaticci, e sai perché? Te lo dice la fermata prima, Bande nere, sono
quelle che ci mettiamo sugli occhi, così vedi a strisce, ce le verniciamo
anche sui polsi le bande nere, tanto che battono come metronomi, l’ultima
emozione che li scosse un po’ neanche te la ricordi>>
 
<<Stilo era così, a suo modo un creativo, ti leggeva una parola e zac,
partiva di filosofia>>
 
<<Leggi lì, acquisti a rate.
Cazzo, non siamo mai proprietari di niente, tutto ciò che abbiamo è in
pagamento, tra un po’ rateirizzeremo anche la vita, anzi lo facciamo già,
sgobbo adesso così fra cinque anni sono a posto, faccio questo adesso
perché dopo non avrò più tempo, quell’altro lo faccio l’anno prossimo
quando avrò più tempo…ma come cazzo ragioniamo, che ne sappiamo noi dei
prossimi cinque minuti?? Non abbiamo neanche il potere di sceglierci il
pomeriggio, e rimandiamo all’anno prossimo. Leggi là, Precotto…ecco,
stiamo tutti sul precotto, mai che si faccia quello che ci piaccia
veramente>>
 
Solo Sterrate 

-un macello, ti dico-ma proprio tutti?-tutti, beh, i bambini non si sa, quelli comunque di strade e segnaletica

non ne sanno ancora nulla e di fatti, se ci pensi, dico…guarda un bambino, ti sorprende ad ogni azione,

tutti a dire “guarda come è intelligente” ma la realtà è che si comporta NATURALE, senza cartelli,

difatti è un katerpillar, distrugge, scombina, corre quando c’è da star fermi, si siede in mezzo

alla strada…noi no capisci? E lì successe così…-mi sembra strano che da una delibera comunale…

-ma sai, la logica c’è, in un paesino piccolo le regole le segui sennò ti parlano alle spalle n un secondo,

e basta un niente per scatenare un terremoto. Una delibera comunale che imponga di rifare tutto l’asfalto

in due giorni e poi, nel pieno dei lavori, ti arriva la finanza e ti blocca tutto, è già qualcosa di esplosivo, capisci?

-Sì, tu però mi dici che la gente è CAMBIATA!-Non cambiata, sconvolta.

Dopo una settimana, tutti “fuori”..tu pensa ad uno costretto ad andare fuoristrada,

uno che magari tutta la vita ti è andato al massimo in berlina e a due corsie…

o diventa pazzo, o spacca il semiasse e prosegue a piedi, bestemmiando,

o impara ad andare fuori strada, cavalca buche avallamenti, alla fine è come andare sull’asfalto,

cambia la velocità, cambia il RITMO, ma, ecco, se mi passi il paragone, ti fai le sospensioni giuste…

-ma fammi qualche esempio..-eh…tipo…Irene..era una che guai un dito di polvere sui mobili.

Dopo una settimana ha preso un libro, il primo della sua vita, e da allora legge due libri alla settimana,

la casa è un cinema, ma parla come S. Agostino, si è letta tutte le Confessioni…

o il Gigio, non parla più di calcio, è andato …

 
 
 
Last Updated ( 28 Set, 2007 at 01:26 PM )
Lettere di sosta, Mostra PDF Print E-mail
Written by Fabio Palma   
Dal quotidiano Il Tirreno 
Lettere di Sosta: racconti e dipinti in mostra a Montignoso (Ms)

Un'originale mostra di racconti e dipinti di Fabio Palma e Simone Pedeferri in programma dal 23 Settembre al 7 Ottobre a Villa Schiff-Giorgini a Montignoso

Lettere di Sosta: è questo il titolo della originale mostra di racconti e dipinti di Fabio Palma e Simone Pedeferri in programma dal 23 Settembre al 7 Ottobre a Villa Schiff-Giorgini a Montignoso. Promossa dal Parco delle Alpi Apuane, dalla Provincia di Massa-Carrara, dal comune di Montignoso e dall’Associazione dei Rifugi Alpi Apuane e Appennini sarà inaugurata il 23 settembre alle ore 18.30 alla presenza degli autori.
Lettere di Sosta è anche un esperienza editoriale dove letteratura e arte si incontrano per volere degli autori, in forma di libro. Questo, stampato con tecniche particolari su una speciale carta ecompatibile unisce tre passioni non misurabili: alpinismo, scrittura e pittura. Fabio e Simone infatti sono anche membri del prestigioso gruppo lecchese dei “Ragni di Lecco”, in ragione del loro curriculum alpinistico che assomma numerose salite di varia difficoltà sulle Alpi e non.

La mostra vuole avvicinare il visitatore allo spirito e alle intenzioni degli artisti, ma nasce anche come evento d’arte in seno a “ margini, visioni e rappresentazioni di ambiente e di montagna” un progetto d’arte e comunicazione composto da diverse aree culturali: scientifiche, artistiche e sociali, raccolte intorno alle tematiche dell’ambiente in generale e della montagna in particolare.

Margini, patrocinata dall’Associazione Rifugi Alpi Apuane e Appennini, coinvolge siti naturali, rifugi, sedi istituzionali dell’Alta Toscana, che diventano via via, secondo le intenzioni dei suoi ideatori, luogo d’incontro, osservatorio verso orizzonti più o meno distanti e palcoscenico dove vengono rappresentate espressioni e visioni differenti: fotografia, video, performances e realizzazioni artistiche, opere di studiosi e professionisti in ambito ambientale, incontri dibattiti e camminate-interviste.

Il concerto a Verbania PDF Print E-mail
Written by Fabio Palma   

Non ci sono parole prive di retorica per commentare l'emozione del successo del concerto verticale a Verbania, a LetterAltura. L'auditorium stracolmo, le urla di entusiasmo...

Dalle ragazze che hanno pianto durante le immagini di Berhault, alla bambina che ballava a Hold dei line dei Toto, al lunghissimo applauso finale, alla gente che voleva il bis anche se era troppo tardi.

I Miradavaga erano felici come mai, e io mi godevo le immagini come se neanche le conoscessi. Il successo dei brani introspettivi come Eve, The Real world e reflections è praticamente scontato, vista l'esecuzione straordinaria, ma che la gente di ogni età si scatenasse in ovazioni dopo gli iron maiden...beh, questo era poco prevedibile.

Voglio ringraziare tutti quelli che c'erano, avrei voluto abbracciarvi tutti, il concerto vive perchè il pubblico, ogni spettatore, è importante quanto il singolo musicista. E' stato fantastico

Lettere di Sosta, prime presentazioni PDF Print E-mail
Written by Fabio Palma   

Prossimo appuntamento con Lettere di sosta

LIBRERIA ANCORA, MONZA Mostra di alcuni dipinti di Pedeferri contenuti in Lettere di Sosta: 27 Gennaio-3 Febbraio : Venerdì 2 Febbraio ore 18.30: presentazione del libro e proiezione dei due film

Il
libro ha molte particolarità ( che possono essere viste o come megalomanie o come espressione di originalità o come volontà di dare il massimo in un sogno), fra cui:

Ø      Rilegato a mano; la particolare rilegatura permette di estrarre dipinti e racconti per poterli incorniciare.

 

Ø      Carta di massimo pregio, ma ottenuta secondo criteri di eco compatibilità ( proveniente da foreste sottoposte a tagli controllati). Sarà una goccia nel vaso, ma se continuiamo a parlare di offese all’ambiente senza poi tenerne conto quando siamo coinvolti… il libro comunque pesa 1,2kg perchè la carta è davvero super

 

Ø      Carta profumata nella presentazione e nella fine del libro
      Ø      Due tipi di carte diverse per i racconti e per i dipinti.      
      Ø      17 dipinti appartengono ad una collezione privata: insieme agli altri dipinti,  faranno parte di una mostra itinerante  nell’anno 2007
      Ø      1000 copie numerate progressivamente. Ogni esemplare è unico.     
      Ø      I racconti Elezioni, Stilo, La corda dinamica, Il gnocco fritto, Joe suona bene  hanno vinto o sono stati finalisti in concorsi letterari. Però i miei preferiti sono La linea e Solo sterrate.

 

Last Updated ( 30 Gen, 2007 at 02:39 PM )
Serate di Alpinismo PDF Print E-mail
Written by Fabio Palma   
Proiezione di film e/o diapositive sulle vie aperte dal 2004 al 2006. In aggiunta, proiezione del film sul sessantesimo dei Ragni ( 35 minuti), e/o presentazione dei libri
Last Updated ( 01 Dic, 2006 at 08:04 AM )
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