Fabio Palma

Infinite jest

GLI ALIENI DEL SALTO CON L’ASTA

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Ieri sera, religiosissimo silenzio ad assistere a quella disciplina che da sempre ammiro e riverisco come fosse quello che realmente è. 
Impossibile.
Aliena.
Al di là di ogni cimento.
Sono riuscito ad imparare a scalare iniziando a 30 anni, potrei salire su un ring per un incontro di boxe (ok, morendo, ma potrei farlo), tuffarmi da una piattaforma da 10 metri con un carpiato (ok, frantumandomi), e tentare in fondo qualunque sport, ridicolmente ma tentando…
Ma lei, la.Madre delle cose impossibili, no.


Me la diedero da provare a 17 anni, arena a Milano, e dopo un’ora di tentativi di anche solo leggermente maneggiarla capii che al confronto anche buttarmi giù dalla Streif sarebbe stato facile.
Piegarla?
Devi correre come un buon centometrista, decidere di NON frenare alla fine e vi dico che è come scendere in gabbia contro un orso bruno), poi puntarla mentre sei a quella velocita’, quindi salire su e solo a quel momento, già raggiungibile da pochissimi eletti al mondo, iniziare a pensare a cosa fare a oltre 5 metri da terra.
Loro, gli atleti, sono così pochi e consci di appartenere ad un’altra specie che si comportano come i tuffatori da grandi altezze: gioiscono per i salti degli avversari, abbracciano chi ce la fa, si tifano a vicenda e bruciano energie nervose più che negli ultimi secondi di una finale NBA.
Me li immagino allenarsi, sempre da.soli (son 4 gatti, ovvio), con questa forza sovrumana da inseguire e il gesto inconsulto del salire in alto a prezzo di una scarica di adrenalina da trincea.
Penso ai lamenti quotidiani di un atleta che si allena o di un impiegato al lavoro o di un agente di borsa e penso a loro con quell’asta impiegabile in mano e un’asticella posta oltre ogni ragionevole altezza.
Penso alla paura di cadere, e al fatto che per loro è solo l’ultimo aspetto.
Penso alla gloria, raggiunta da pochissimi. Alla.solitudine del cimento e allo zero riconoscimento sociale (che fai? Salto con l’asta. Ma non potevi correre o giocare a pallone o tennis o non fare un cazzo?)
Ho visto questa finale bellissima, con tre Campioni a superarsi continuamente e alla fine festeggiare insieme, e avrei voluto essere li a dirgli, miei eroi. La serata televisiva era partita accendendo la Tv che mi aveva investito con la notizia che si stavano scannando per dei tortellini al pollo (in lombardia si mangia da secoli la pizza al wurstel con patatine fritte ed in effetti mi è sempre sembrato scandaloso ma diciamo che non pensavo che potesse diventare argomento da comizio anche perché dovremmo altrimenti invadere la svizzera per quello che riescono a propinare a oltre 15 franchi col nome di pasta alla carbonara, una roba da denuncia all’Onu altro che tortellini al pollo che fra l’altro al supermercato sono anni che vendono tortellini con ripieni vari. Boh) e poi grazie al cielo avevo zappato in tempo sui mondiali di atletica e appunto avevano iniziato i miei eroi.
Ho visto duecentiste bellissime e dalle gambe superbe, delle batterie dei 400 metri che avevo mal di gambe ad ogni rettilineo finale ricordando la mia finale ai giochi della gioventù dove conobbi il concetto di acido lattico che sappiate che al confronto quello dell’arrampicata è delizioso acido citrico, e poi la finale degli 800 metri vinta con un tempone e durante tutto ciò LORO, i miei supereroi NON mainstream, essenza della meraviglia vera e quindi, ahimè, non capiti e figuriamoci compresi. Il Mainstream si ferma a Pomeriggio 5, i tortellini al pollo e le dichiarazioni dell’allenatore di calcio che dice la stessa frase da 30 anni. Va così. 

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