Fabio Palma

Infinite jest

ROMA 4K

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Erano tipo le 7.30 del mattino, parcheggiato, e già si borbottava perchè sembrava fossimo un pelo in ritardo sul nascere del sole.
50 metri a piedi, e vediamo questa nebbiolina alta sì e no un metro, forse un metro e mezzo, e qualche segno di alba. Yuri monta più veloce che può il Ronin M, è un accessorio grandicello e molto complesso, di per sè non è così complicato metterlo insieme ma insomma ha bisogno di qualche minuto. Dice a Giulia di partire, e parte, e vedo queste due sagome che diventano presto piccole piccole nella nebbia, e questa opera umana pazzesca, assolutamente pazzesca, e intanto avevo tutti questi borsoni. Yuri corre dietro a Giulia, e io in qualche modo devo pensare ad altro, eppure nonostante questo altro ho tutto il tempo, cioè non ce l’ho ma lo trovo, la così detta coda nell’occhio, per rimanere letteralmente sgomento rispetto a questa meraviglia. Ci sono ben poche anime che corrono, che si apprestano a correre, in giro. Solito pensiero che abbiamo tutti, ma se fosse negli Usa questa roba? fila di mezzo chilometro ogni giorno dell’anno, etc etc. No, siamo solo noi e forse tre che corrono. Yuri decide le scene, io riesco anche a regalargli qualche clip aggiuntiva con una delle poche cose che ho imparato a fare bene, abbiamo 45′ di questa luce perfetta che farebbe la gioia di qualunque cineasta, fotografo, etc etc. In quei 45′ ogni tanto mi vengono in mente alcuni istanti degli ultimi anni, dei video che abbiamo fatto per i ragni, degli esperimenti di quest’Estate…il Ronin M è arrivato solo il giorno prima, per ironia della sorte, ma tanto è genialmente tecnologico quanto, in fondo, semplice da impostare. Due o tre tutorial letti di un fiato, e si trovano le impostazioni giuste. Anche in quei tutorial mi vedo leggere e cercare di capire con la massima velocità possibile un argomento, e un accessorio, di cui non so nulla. Credo che, in fondo, un pò di studio fatto tanti tanti anni fa sia servito. Ma non è mica detto, Yuri non ha certo studiato le cose che ho studiato io, e ci arriva sempre molto prima. Noto che io ho più pazienza, qua e là riesco a farlo tornare sui suoi passi, e per questo, forse, l’aggeggio diventa così da subito perfetto.

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Così noto questo contrasto pazzesco fra la tecnologia dei nostri 4 borsoni, e quello che riuscivano a fare millenni fa. Mi pare che in quei 45′ due generazioni lontanissime si accostino, noi ne siamo insignificante ponticello. Mi leggo su web tutto quanto riesco a leggere, nei trasferimenti, su acquedotti, strade antiche, chiese e basiliche. Rimpiango di non aver mai fatto seriamente Storia dell’Arte, mi sento un ignorante pazzesco, continuo a vedere capolavori dell’arte e subito vado a leggere tutto quello che riesco. Filmiamo, fotografiamo, spesso sgamiamo ostacoli per le migliori inquadrature. Un sacco di carabinieri e soldati vengono a chiederci, chi siete e cosa state facendo, io subito gli faccio vedere il trailer da telefonino, spiego. Ce ne torniamo a casa con tipo 300 Gbyte di girato, una montagna di materiale, ci vorranno giorni solo per sistemarlo, capirlo, comprenderlo. Questa immagine l’ho già postata, ma la riposto, perchè non avevo mai visto nulla di più così autoesplicante sul fatto che la vita ti possa portare davvero ovunque. Così faccio a tutti gli auguri un giorno prima. Yuri voleva farli con il suo Reel 2015, ci stava lavorando da un mese, ed è successo qualcosa, ci deve rilavorare. Tantissime cose non gli vanno, tantissime sì. Se avessi subito così tanti insuccessi avrei buttato tutto dalla finestra da un pò, ed è questo il segreto dei giovani: continuano…
Siccome penso che tipo massimo due o tre saranno arrivati fino a qui, a loro confido che scrivo queste cose perchè non ho mai avuto un diario, e mi pare che quello che scrivo qui, che poi ogni tanto ricopio sul sito, sia la maniera migliore per ricordarmi certi sussulti. Poi lo so che non rileggerò mai nulla di me, non l’ho mai fatto, ma chi lo sa. Io non so se colui che disegnò e progettò questa roba, oggi monumento, pensasse soltanto al fine pratico, ahò, amo sete, oppure avesse anche in testa il senso del bello. Magari non lo aveva proprio neppure di striscio, il senso del bello, e questo dimostra che certe volte il bello vien fuori quando meno te l’aspetti.
TRAILER:

Su Instagram, sempre più foto backstage, come questa

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